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Comunione Ereditaria

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114 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Usucapione tra coeredi: i requisiti per la proprietà
La sentenza analizza la richiesta di usucapione tra coeredi avanzata da due figli in merito a immobili familiari. Il Tribunale ha rigettato la domanda, stabilendo che il semplice uso prolungato non basta a escludere i diritti degli altri eredi senza una prova di possesso esclusivo e incompatibile.
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Divisione ereditaria immobili abusivi: guida
La Corte di Cassazione chiarisce che la divisione ereditaria immobili abusivi non è ammessa in sede giudiziale senza prova della regolarità edilizia o del condono. Nel caso analizzato, una coerede chiedeva l'usucapione di alcuni fondi, mentre gli altri fratelli procedevano alla divisione di un fabbricato non autorizzato. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito che non aveva considerato l'invalidità della divisione di beni privi di titolo edilizio.
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Divisione ereditaria: valore beni alla data di divisione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31125/2023, ha stabilito un principio cruciale in materia di successioni. Quando un erede legittimo, inizialmente escluso dal testamento, ottiene la sua quota attraverso un'azione di riduzione, si crea una comunione ereditaria con gli altri eredi. In questo scenario, la successiva divisione ereditaria dei beni deve basarsi sul loro valore al momento della divisione stessa, e non sul valore che avevano all'apertura della successione. Questa decisione garantisce che l'erede reintegrato partecipi equamente all'eventuale aumento di valore dei beni ereditari nel tempo.
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Uso esclusivo bene comune: quando è dovuto l’indennizzo?
In una controversia tra coeredi per la divisione di un immobile, la Corte di Cassazione ha chiarito le condizioni per il risarcimento dovuto per l'uso esclusivo del bene comune. L'ordinanza stabilisce che l'indennità è dovuta solo se gli altri comproprietari hanno manifestato l'intenzione di utilizzare il bene, venendone impediti. Il semplice godimento esclusivo da parte di un coerede non è di per sé sufficiente a generare un obbligo di pagamento, se non vi è prova di una richiesta di utilizzo da parte degli altri.
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Contratto di vitalizio: legittimazione tra coeredi
Un caso complesso su un contratto di vitalizio arriva in Cassazione. Invece di decidere sulla risoluzione per inadempimento, la Corte solleva una questione procedurale cruciale: la legittimazione ad agire tra le parti, divenute nel frattempo coeredi dell'originaria attrice. L'ordinanza interlocutoria sospende il giudizio per permettere alle parti di discutere questo punto preliminare.
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Imposta di registro: tassazione di sentenze collegate
La Cassazione chiarisce che due sentenze, una non definitiva e una definitiva, relative alla divisione di un'eredità, devono essere soggette a separata imposta di registro se non vi è un nesso di derivazione necessaria. La Corte ha rigettato il ricorso di un contribuente, confermando la legittimità della doppia tassazione applicata dall'Agenzia delle Entrate, e ha dichiarato inammissibile il motivo relativo al difetto di motivazione dell'atto per mancata autosufficienza del ricorso.
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Volontaria giurisdizione: inammissibilità del ricorso
Una coerede ha richiesto la nomina di un amministratore giudiziario per la gestione di beni ereditari comuni. La richiesta è stata rigettata sia in primo che in secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i provvedimenti di volontaria giurisdizione non sono definitivi né decisori e, pertanto, non possono essere impugnati in sede di legittimità, salvo casi eccezionali qui non riscontrati.
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Crediti ereditari: successione e contratto d’affitto
La Cassazione chiarisce che i crediti ereditari entrano in comunione tra i coeredi. Nel caso di un contratto d'affitto agrario, se l'erede non succede nel contratto, non acquisisce il diritto all'indennità per i miglioramenti, che non può quindi essere trasmesso né agli eredi né ai legatari. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando che la mancata successione nel rapporto contrattuale impedisce la nascita del credito.
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Giudicato parziale: quando una decisione è finale?
Un coerede costruisce ampliamenti su un terreno ereditario comune. La Cassazione chiarisce l'importanza del giudicato parziale: una sentenza non definitiva, se non impugnata, diventa vincolante sulle questioni decise, precludendo ogni successiva discussione. In questo caso, la rinuncia all'usucapione, stabilita in una prima sentenza non appellata, non poteva più essere contestata. Di conseguenza, il ricorso contro l'ordine di demolizione è stato dichiarato inammissibile.
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Rimborso fiscale: che fare se mancano i fondi?
Una contribuente, erede di un credito per un rimborso fiscale dovuto a un evento calamitoso, si è vista negare il pagamento dall'Amministrazione finanziaria per mancanza di fondi. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'insufficienza di fondi non giustifica il mancato adempimento di una sentenza definitiva. Il giudice deve nominare un commissario ad acta per garantire il rimborso fiscale, attivando procedure speciali di pagamento per tutelare i diritti del cittadino.
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Conformità catastale: stop alla divisione ereditaria
In una causa di divisione ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione sospende il giudizio. Emerge una potenziale nullità non rilevata in precedenza: la mancata conformità catastale di una porzione dell'immobile. La Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria per consentire alle parti di discutere questo nuovo, decisivo aspetto, sottolineando che la regolarità catastale è un requisito imprescindibile per la divisione giudiziale dei beni.
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Divisione immobile abusivo: la Cassazione conferma lo stop
In una controversia tra fratelli per lo scioglimento di una comunione ereditaria, la Corte di Cassazione ha confermato l'impossibilità di procedere. La ragione risiede nella presenza di abusi edilizi sull'immobile. La Corte ha stabilito che la regolarità urbanistica è una condizione indispensabile per l'azione di divisione, poiché il giudice non può ordinare un atto che le parti stesse non potrebbero legalmente stipulare. Pertanto, la domanda di divisione di un immobile abusivo è stata respinta, consolidando un importante principio a tutela della legalità urbanistica.
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Uso esclusivo bene comune: quando scatta il danno?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'uso esclusivo di un bene comune da parte di un coerede diventa illegittimo dal momento in cui gli altri contitolari manifestano la volontà di goderne. Una semplice richiesta scritta di consegna delle chiavi è stata ritenuta sufficiente per far sorgere il diritto al risarcimento del danno per il mancato utilizzo. La Corte ha rigettato il ricorso della coerede che occupava l'immobile, confermando la sua condanna al pagamento di un'indennità a favore dei fratelli.
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Falso giuramento in famiglia: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falso giuramento a carico di due fratelli. Il caso riguarda la cessione fittizia di quote di una farmacia di famiglia, ereditata dopo la morte del padre. Durante un processo civile, i due imputati avevano giurato di aver regolarmente pagato e ricevuto il corrispettivo della vendita, una circostanza risultata non veritiera. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo logica la valutazione dei giudici di merito che avevano considerato inverosimile un pagamento di ingente valore in contanti e senza alcuna traccia finanziaria, valorizzando invece le prove che confermavano l'accordo simulatorio iniziale tra i fratelli.
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Esenzione imposta successione: valida anche in comunione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione imposta successione per il trasferimento di partecipazioni societarie spetta anche quando gli eredi acquisiscono il controllo della società in regime di comunione ereditaria. La sentenza chiarisce che la finalità della norma è favorire il passaggio generazionale dell'impresa, a condizione che i discendenti si impegnino a proseguire l'attività per almeno cinque anni, e non richiede una corrispondenza perfetta tra singoli soci e titolarità delle quote.
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Dispensa dall’imputazione: revoca solo se espressa
In un caso di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito che una donazione con dispensa dall'imputazione a favore di un figlio non viene revocata da un successivo testamento che assegna l'intera quota disponibile a un'altra figlia. La Corte ha chiarito che la dispensa dall'imputazione, pur essendo un atto di ultima volontà e quindi revocabile, richiede una revoca espressa. L'attribuzione della disponibile non è di per sé un atto incompatibile che ne causa l'annullamento automatico, a meno che non vi sia un'impossibilità materiale di coesistenza tra le due disposizioni.
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Usucapione tra coeredi: i limiti della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 445/2024, ha rigettato il ricorso di un coerede che chiedeva l'usucapione di un bene ereditario. La Corte ha ribadito che per l'usucapione tra coeredi non è sufficiente il semplice godimento del bene, ma è necessaria la prova di un possesso esclusivo, manifestato con atti incompatibili con il diritto degli altri eredi. Il caso riguardava la divisione di una comunione ereditaria, in cui uno degli eredi si opponeva sostenendo di aver usucapito un podere. La sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio.
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Migliorie bene in comunione: no indennità per il coerede
In una causa di divisione ereditaria, un fratello chiedeva il rimborso per lavori di miglioria sulla casa di famiglia. La Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, negando il diritto poiché il coerede non ha fornito prova adeguata di aver sostenuto personalmente le spese. La sentenza chiarisce che in caso di migliorie su bene in comunione, al coerede spetta il rimborso dei costi e non l'indennità per l'aumento di valore, e che la prova del pagamento è a suo esclusivo carico.
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Crediti ereditari: un coerede può agire per l’intero?
La Corte di Cassazione chiarisce che i crediti ereditari non si dividono automaticamente tra i coeredi ma entrano nella comunione ereditaria. Di conseguenza, un singolo coerede è legittimato ad agire in giudizio per recuperare l'intero credito spettante al defunto, senza dover limitare la richiesta alla propria quota. La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento avanzata da un erede per somme sottratte dal conto del fratello defunto. La Corte d'Appello aveva erroneamente dimezzato il risarcimento, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, riaffermando il principio consolidato.
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Divisione immobile abusivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che disponeva la divisione di un'eredità contenente immobili con abusi edilizi. La sentenza stabilisce che la regolarità urbanistica è una condizione fondamentale per l'azione di divisione. Pertanto, il giudice ha il dovere di verificare d'ufficio la conformità degli immobili, anche in assenza di una specifica contestazione delle parti. La divisione di un immobile abusivo è giuridicamente impossibile, e la mancanza di tale verifica rende nulla la sentenza.
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