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Comunicazione Di Irregolarità

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35 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

IVA forfettizzata intrattenimenti: no avviso bonario
Una società del settore intrattenimento ha ricevuto una cartella di pagamento per IVA forfettizzata intrattenimenti senza una previa comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30686/2024, ha stabilito che, in base alla normativa speciale, tale comunicazione non è un atto obbligatorio. L'Amministrazione finanziaria può legittimamente procedere direttamente con l'iscrizione a ruolo e la notifica della cartella, poiché la procedura di accertamento e riscossione per questo tipo di imposta segue regole specifiche che non prevedono la necessità di un avviso bonario.
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Impugnazione atti impositivi: l’atto tipico supera quello atipico
Una società ha impugnato una comunicazione di irregolarità per un tardivo versamento IRAP, ma successivamente le è stata notificata una cartella di pagamento per la stessa pretesa. La Corte di Cassazione, in tema di impugnazione atti impositivi, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la comunicazione iniziale per sopravvenuto difetto di interesse, stabilendo che l'emissione dell'atto impositivo tipico (la cartella) sostituisce e assorbe quello preliminare, concentrando su di sé l'onere dell'impugnazione.
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Impugnabilità comunicazione irregolarità: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la comunicazione di irregolarità emessa dall'Agenzia delle Entrate ai sensi dell'art. 36-ter del D.P.R. 600/73 è un atto autonomamente impugnabile. Sebbene non inclusa nell'elenco tassativo dell'art. 19 del D.Lgs. 546/92, la Corte ha ribadito che qualsiasi atto che porti a conoscenza del contribuente una pretesa tributaria definita è contestabile in giudizio, in virtù di un'interpretazione estensiva della norma a tutela del diritto di difesa del cittadino. La sentenza del giudice di secondo grado, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, è stata quindi cassata con rinvio.
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Comunicazione irregolarità: quando si riducono sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6248/2024, ha stabilito che l'omessa notifica della comunicazione di irregolarità da parte dell'Agenzia delle Entrate, prima dell'invio della cartella di pagamento, legittima la riduzione delle sanzioni dal 30% al 10%. Secondo la Corte, tale comunicazione è un atto obbligatorio che garantisce al contribuente il diritto di definire la propria posizione con sanzioni agevolate. La sua assenza, pur non invalidando la pretesa tributaria, impone l'applicazione del trattamento sanzionatorio più favorevole. La Corte ha quindi rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Comunicazione Irregolarità: è un diniego impugnabile?
Una società energetica si è vista negare un rimborso IRES attraverso una comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha confermato che tale avviso costituisce un atto di diniego formale e pienamente impugnabile, che sostituisce un eventuale precedente silenzio-rifiuto. Di conseguenza, il ricorso presentato tardivamente è stato dichiarato inammissibile, sottolineando l'importanza di calcolare correttamente i termini perentori che decorrono dalla notifica dell'atto, anche se inviata telematicamente all'intermediario fiscale.
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Comunicazione di irregolarità: Cassazione rinvia
Una società cooperativa ha impugnato una cartella di pagamento per IRES e IVA, contestando vari vizi procedurali, tra cui la notifica e la mancata ricezione della comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha rinviato la causa a una pubblica udienza. La Corte ha ritenuto necessario un approfondimento sul rapporto tra controllo automatizzato, dichiarazione integrativa tardiva e il corretto invio della comunicazione di irregolarità, segnalando questo punto come cruciale per la decisione finale.
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Comunicazione irregolarità: non sempre obbligatoria
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, stabilendo che in caso di controlli automatizzati (ex art. 36 bis), la preventiva comunicazione di irregolarità non è obbligatoria se non sussistono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione sulla regolarità della notifica è una questione di fatto, non riesaminabile in sede di legittimità.
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Cartella di pagamento: quando è valida senza preavviso?
Una società ha ricevuto una cartella di pagamento IVA a seguito di un controllo automatizzato. L'azienda ha contestato l'atto sostenendo la mancata ricezione della comunicazione di irregolarità e un difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in caso di correzione di errori emersi direttamente dalla dichiarazione del contribuente, l'amministrazione finanziaria non ha l'obbligo di inviare una comunicazione preventiva. La cartella di pagamento, in tali circostanze, è legittima e la sua motivazione può consistere nel semplice richiamo alla dichiarazione stessa.
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Omesso versamento imposte: niente avviso bonario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24495/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di riscossione. In caso di omesso versamento delle imposte dichiarate dal contribuente, l'Agenzia delle Entrate non è obbligata a inviare la comunicazione di irregolarità (avviso bonario) prima di notificare la cartella di pagamento. Di conseguenza, il contribuente non ha diritto alla riduzione delle sanzioni prevista per chi regolarizza la propria posizione a seguito dell'avviso. La Corte ha chiarito che l'obbligo di comunicazione sussiste solo quando emergono discrepanze o incertezze dal controllo automatizzato della dichiarazione, non nel caso di un semplice mancato pagamento del dovuto.
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Rimborso parziale: quando impugnare il diniego tacito
Una società si è vista negare un ricorso per un rimborso IRES perché non ha impugnato le comunicazioni di irregolarità che concedevano un rimborso parziale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali comunicazioni costituiscono un diniego esplicito per la parte non rimborsata, che deve essere contestato entro 60 giorni, rendendo inammissibile il successivo ricorso contro il silenzio-rifiuto.
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Rimborso parziale: quando il silenzio è superato
Una società si è vista negare un rimborso IRES perché non ha impugnato le comunicazioni di irregolarità che concedevano un rimborso parziale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale comunicazione equivale a un diniego esplicito per la somma non concessa, rendendolo definitivo se non contestato entro 60 giorni e precludendo così un successivo ricorso contro il silenzio-rifiuto.
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Diniego rimborso fiscale: la comunicazione parziale
Una società energetica ha richiesto un rimborso IRES. L'Amministrazione Finanziaria ha risposto con comunicazioni di irregolarità che riducevano l'importo. La società non le ha impugnate tempestivamente, agendo poi contro il silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali comunicazioni costituiscono un diniego rimborso fiscale parziale e devono essere contestate entro 60 giorni, rendendo inammissibile il ricorso successivo. La Corte ha chiarito che un atto di parziale accoglimento equivale a un rigetto per la parte non concessa.
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Credito IVA inesistente: no avviso preventivo
Un'azienda agricola ha utilizzato un credito IVA derivante da una dichiarazione dei redditi presentata in ritardo, considerata omessa. L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento senza inviare una preventiva comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di credito IVA inesistente a causa di dichiarazione omessa, la comunicazione preventiva non è necessaria. La Corte ha equiparato questa situazione a un mero mancato pagamento, che non presenta le incertezze che richiederebbero un contraddittorio preventivo.
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Cartella di pagamento: quando è valida senza avviso?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per IVA non versata, sostenendo la nullità dell'atto per mancata ricezione della comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità della cartella. La decisione si fonda sul fatto che il debito emergeva direttamente dal confronto tra i dati presenti nella dichiarazione fiscale del contribuente (IVA dovuta) e i versamenti effettuati (acconti inferiori). In questi casi, derivanti da un controllo automatizzato su dati dichiarati, non è obbligatorio l'invio preventivo della comunicazione di irregolarità. Il ricorso è stato giudicato inammissibile anche perché mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Comunicazione irregolarità: quando non è necessaria?
Una società in fallimento ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP, lamentando la mancata ricezione della comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione non è necessaria quando la cartella deriva da un controllo automatico per omesso versamento di imposte dichiarate, in assenza di incertezze rilevanti sulla dichiarazione.
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