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Compenso Difensore D'Ufficio

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36 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Compenso difensore d’ufficio: spese recupero incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso del difensore d'ufficio, liquidato dallo Stato, deve includere anche le spese sostenute per il tentativo, seppur infruttuoso, di recuperare il credito professionale dal proprio assistito. La Corte ha chiarito che tale procedura è un presupposto necessario per accedere al pagamento da parte dell'Erario e, pertanto, i relativi costi non possono gravare sul legale, riformando così un precedente orientamento giurisprudenziale.
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Compenso difensore d’ufficio: no a riduzioni
Un avvocato, difensore d'ufficio di un assistito insolvente, si opponeva alla riduzione del suo compenso operata da un tribunale. La Corte di Cassazione ha stabilito che al compenso del difensore d'ufficio non si applica la riduzione del 50% prevista per il gratuito patrocinio. Inoltre, ha chiarito che il giudice che liquida le somme a carico dello Stato non è vincolato dall'importo precedentemente fissato in un decreto ingiuntivo contro il cliente, poiché tale decreto serve solo a dimostrare l'infruttuoso tentativo di recupero del credito.
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Compenso difensore d’ufficio: no alla riduzione del 50%
Un avvocato, nominato difensore d'ufficio per clienti insolventi, ha contestato la liquidazione del suo onorario, ridotto del 50% dal tribunale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la normativa sul compenso difensore d'ufficio per imputati insolventi è distinta da quella del gratuito patrocinio e non prevede tale decurtazione. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice della liquidazione non è vincolato da precedenti decreti ingiuntivi ottenuti dal legale.
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Compenso difensore d’ufficio: spese rimborsabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5041/2024, ha stabilito che il compenso del difensore d'ufficio per un assistito insolvente, a carico dello Stato, deve includere anche le spese legali sostenute per difendersi nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Tale giudizio è considerato una fase necessaria del tentativo di recupero del credito. La Corte ha chiarito che la scelta di farsi assistere da un altro legale, anziché difendersi in proprio, non preclude il diritto al rimborso.
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Compenso difensore d’ufficio: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso del difensore d'ufficio deve essere liquidato secondo le stesse regole previste per il patrocinio a spese dello Stato. Pertanto, è legittima l'applicazione della riduzione percentuale prevista dall'art. 106-bis del d.P.R. 115/2002. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale che aveva escluso tale riduzione, affermando l'esigenza di bilanciare il diritto del legale a un equo compenso con l'interesse generale alla difesa dei non abbienti.
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Compenso difensore d’ufficio: sì alla riduzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4048/2024, ha stabilito che al compenso del difensore d'ufficio di un imputato irreperibile si applica la riduzione percentuale prevista per il patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha chiarito che questa equiparazione non viola i minimi tariffari, in quanto bilancia il diritto del legale a un equo compenso con l'interesse generale alla difesa dei non abbienti. Di conseguenza, è stata annullata la decisione del tribunale che aveva escluso tale decurtazione.
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Compenso difensore d’ufficio: no a riduzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso del difensore d'ufficio non può essere ridotto per le spese sostenute nel tentativo di recuperare il credito dal proprio assistito, divenuto irreperibile. Con l'ordinanza n. 3606/2024, i giudici hanno chiarito che la decurtazione di un terzo, prevista dall'art. 106-bis del D.P.R. 115/2002, si applica solo alle prestazioni difensive e non alle procedure di recupero. Allo stesso modo, la riduzione della metà per le spese di lite nel giudizio di opposizione (art. 130) è stata ritenuta inapplicabile, poiché tale giudizio segue le normali regole della soccombenza.
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Compenso difensore d’ufficio: spese recupero rimborsabili
Un avvocato, nominato difensore d'ufficio, dopo aver tentato invano di recuperare il proprio compenso dall'assistito, ha chiesto la liquidazione allo Stato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3483/2024, ha stabilito un principio fondamentale: nel calcolo del compenso difensore d'ufficio, lo Stato deve rimborsare non solo gli onorari per l'attività difensiva, ma anche tutte le spese sostenute per il preventivo e obbligatorio tentativo di recupero del credito. La Corte ha chiarito che tale tentativo è un requisito di legge e i relativi costi devono rientrare nel rimborso erariale.
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Compenso difensore d’ufficio: rimborso spese recupero
Un avvocato, difensore d'ufficio, dopo aver tentato senza successo di recuperare il proprio compenso dal cliente, ha chiesto la liquidazione allo Stato. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'erario deve rimborsare non solo l'onorario, ma anche tutte le spese sostenute per l'azione di recupero crediti (decreto ingiuntivo e precetto), in quanto costituisce un passaggio obbligatorio per legge. Questa ordinanza rafforza la tutela del compenso del difensore d'ufficio.
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Compenso difensore d’ufficio: spese recupero credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3480/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul compenso del difensore d'ufficio. Il caso riguardava un avvocato a cui era stato negato il rimborso delle spese sostenute per tentare, senza successo, di recuperare il proprio onorario dal cliente assistito. La Corte ha accolto il ricorso del legale, affermando che lo Stato è tenuto a liquidare non solo l'onorario per la difesa, ma anche le spese per la procedura esecutiva, anche se infruttuosa. Tali costi, infatti, sono considerati strumentali all'attività professionale svolta nell'interesse dello Stato.
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Compenso difensore d’ufficio: onere della prova
La Cassazione nega il compenso al difensore d'ufficio per un imputato straniero, chiarendo che non basta l'assenza di residenza in Italia. L'avvocato ha l'onere della prova di dimostrare l'irreperibilità anche nello Stato di provenienza o l'impossibilità di recuperare il credito all'estero. In mancanza di tale prova, la richiesta di liquidazione a carico dello Stato viene respinta.
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Compenso difensore d’ufficio: recupero credito
Un difensore d'ufficio si vede negare dal Tribunale il rimborso delle spese sostenute per il recupero del credito dal proprio assistito. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che se l'assistito era reperibile al momento in cui il credito è sorto, l'avvocato ha il dovere di tentare l'azione di recupero. Di conseguenza, ha diritto al rimborso di tali spese da parte dello Stato, anche se l'assistito è divenuto irreperibile in un secondo momento. La chiave è la reperibilità del debitore all'inizio della procedura di recupero, che rende tale tentativo un presupposto necessario per richiedere il compenso difensore d'ufficio all'erario.
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Compenso difensore d’ufficio: sì alla riduzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso del difensore d'ufficio per l'assistenza a un imputato irreperibile deve essere ridotto di un terzo, come previsto dall'art. 106 bis del d.p.r. 115/2002. La Corte ha accolto il ricorso del Ministero della Giustizia, cassando la decisione del Tribunale che aveva liquidato l'onorario per intero. La sentenza sottolinea che tale riduzione rappresenta un equo bilanciamento tra il diritto dell'avvocato a un compenso e l'interesse generale alla difesa dei non abbienti, ritenendo la norma pienamente legittima.
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Compenso difensore d’ufficio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo del compenso difensore d'ufficio di un imputato irreperibile, è corretto partire dai valori minimi tariffari e applicare l'ulteriore riduzione prevista dalla legge, senza violare il minimo tariffario. Tuttavia, ha chiarito che le spese esenti, se documentate, devono sempre essere rimborsate. La Corte ha parzialmente accolto il ricorso di un avvocato, condannando il Ministero della Giustizia al pagamento delle sole spese vive non liquidate in precedenza.
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Compenso difensore d’ufficio: diritto anche per irreperibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato d'ufficio ha diritto al compenso per la sua attività professionale anche quando il processo penale si conclude con una sentenza di non doversi procedere per irreperibilità dell'imputato. La Corte ha chiarito che tale sentenza, pur potendo essere revocata, definisce una fase processuale, legittimando la liquidazione immediata del compenso al difensore d'ufficio senza dover attendere l'eventuale riapertura del giudizio.
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Compenso difensore d’ufficio: assistito irreperibile?
Un avvocato si è visto negare il compenso come difensore d'ufficio poiché i giudici di merito ritenevano non avesse provato a sufficienza l'irreperibilità del suo assistito. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito la questione del compenso difensore d'ufficio, ha rilevato un vizio di notifica e ha ordinato la sua rinnovazione, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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