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Compensazione Pecuniaria

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38 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Indennizzo volo ritardato: diritto al risarcimento
Il Tribunale di Palermo ha accolto l'appello di due passeggeri per ottenere l'indennizzo volo ritardato, annullando la decisione di primo grado che aveva dichiarato improcedibile la domanda. La sentenza stabilisce che il tentativo di conciliazione è valido se svolto presso organismi accreditati e che il reclamo preventivo alla compagnia non è una condizione necessaria per agire in giudizio.
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Ritardo volo indennizzo: la guida legale
Il Tribunale di Palermo ha accolto l'appello di alcuni passeggeri che richiedevano il ritardo volo indennizzo per un disservizio superiore alle tre ore. La sentenza stabilisce che il tentativo di conciliazione è valido se l'organismo è iscritto ai registri del Codice del Consumo e chiarisce che il reclamo preventivo alla compagnia non è una condizione necessaria per procedere in giudizio.
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Improcedibilità del ricorso: la notifica è essenziale
Una compagnia aerea, dopo essere stata condannata nei primi due gradi di giudizio per un ritardo aereo, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso non per ragioni di merito, ma per un vizio di forma: la mancata produzione della relata di notifica della sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle norme procedurali per la validità di un'azione legale.
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Compensazione pecuniaria: sì anche senza check-in
La Corte di Cassazione, pur dichiarando estinto un giudizio per rinuncia, ha colto l'occasione per ribadire un principio fondamentale: il diritto alla compensazione pecuniaria per un volo in ritardo spetta ai passeggeri anche se non si presentano in aeroporto per l'imbarco all'orario originariamente previsto. La causa riguardava la richiesta di rimborso di due passeggeri per un ritardo superiore alle tre ore. La compagnia aerea si era difesa sostenendo che i viaggiatori non si erano presentati al check-in e che il ritardo era dovuto a circostanze eccezionali non provate. Il Tribunale aveva dato ragione ai passeggeri e la compagnia aveva fatto ricorso in Cassazione, salvo poi rinunciarvi.
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Compensazione pecuniaria volo: check-in non richiesto
Due passeggeri chiedevano la compensazione pecuniaria volo per un ritardo di cinque ore. La compagnia aerea si opponeva sostenendo che, essendo stati avvisati della riprogrammazione, i passeggeri non si erano presentati al check-in all'orario originale. Il Tribunale ha dato ragione ai passeggeri, affermando che il diritto alla compensazione pecuniaria volo dipende dal ritardo all'arrivo e non dalla presenza all'imbarco all'orario originario. Il procedimento in Cassazione si è estinto per rinuncia della compagnia aerea.
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Compensazione pecuniaria volo: diritto anche senza attesa
Un passeggero ha ottenuto la compensazione pecuniaria per volo in ritardo nonostante non avesse atteso in aeroporto, ma al resort. La Cassazione analizza il caso, confermando la decisione di merito che riteneva irrilevante la presenza in aeroporto ai fini del diritto alla compensazione pecuniaria volo, ma rigetta il ricorso incidentale del passeggero per le spese legali stragiudiziali non provate.
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Risarcimento volo ritardo: no a Reg. UE per extra-UE
Un passeggero ha citato in giudizio una compagnia aerea non comunitaria per un grave ritardo su un volo partito da un paese extra-UE. La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento volo ritardo forfettario, chiarendo che il Regolamento UE 261/04 non è applicabile, neanche per analogia, in queste circostanze. Per ottenere un indennizzo, il passeggero deve dimostrare il danno effettivo subito secondo le norme del codice civile.
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Risarcimento volo cancellato: Cassazione rinvia
In un caso riguardante la richiesta di risarcimento per un volo cancellato e ritardato, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Invece di decidere nel merito, ha rinviato la causa a una pubblica udienza. La decisione è motivata dalla complessità delle questioni sollevate dalla compagnia aerea, che includono vizi procedurali (ultra ed extra petita), l'onere della prova per il danno morale e la corretta applicazione del Regolamento Europeo 261/04 sulla compensazione pecuniaria.
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Compensazione volo in ritardo: ok anche senza check-in
La Corte di Cassazione ha stabilito che i passeggeri hanno diritto alla compensazione per volo in ritardo superiore a tre ore, anche se, essendo stati preavvisati dalla compagnia aerea, non si sono presentati in aeroporto per l'orario di check-in originale. Il diritto alla compensazione pecuniaria mira a risarcire la perdita di tempo subita all'arrivo a destinazione e non il disagio dell'attesa in aeroporto. La Corte ha rigettato il ricorso della compagnia aerea, confermando che l'obbligo di presentarsi al check-in non si applica in questi casi, poiché il diritto si fonda sul ritardo effettivo all'arrivo.
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Compensazione pecuniaria volo: diritto anche senza attesa
La Corte di Cassazione stabilisce che la compensazione pecuniaria per un volo in ritardo di oltre tre ore spetta al passeggero a prescindere dal luogo in cui ha atteso la nuova partenza. Anche se informato del ritardo e rimasto in hotel, il passeggero ha diritto al risarcimento perché il danno consiste nella perdita di tempo, un pregiudizio oggettivo. La Corte ha inoltre corretto la decisione del giudice d'appello sulla compensazione delle spese legali, affermando che non possono essere usate come strumento punitivo contro la parte vincitrice.
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Giurisdizione trasporto aereo: la Convenzione prevale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di giurisdizione per il trasporto aereo internazionale, le norme della Convenzione di Montreal prevalgono su eventuali clausole contrattuali che indichino un foro diverso. Il caso riguardava due passeggeri che, a seguito della cancellazione di un volo, avevano richiesto la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento UE 261/2004. La compagnia aerea si era opposta eccependo la giurisdizione del giudice irlandese sulla base di una clausola contrattuale. La Suprema Corte ha affermato che la Convenzione si applica anche alle richieste di compensazione pecuniaria per cancellazione del volo e che le sue regole sulla giurisdizione, come l'art. 33, non possono essere derogate dalle parti, garantendo così al passeggero una tutela più ampia.
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Onere della prova danno aereo: la Cassazione decide
Una passeggera ha citato in giudizio una compagnia aerea per un ritardo, chiedendo sia la compensazione pecuniaria prevista dalla normativa UE, sia il risarcimento del danno individuale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 5613/2024, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza. La Corte ritiene di fondamentale importanza le questioni sollevate dalla compagnia aerea, in particolare quella relativa alla corretta individuazione del giudice competente e, soprattutto, alla ripartizione dell'onere della prova danno aereo per il danno non patrimoniale, che secondo la ricorrente spetterebbe al passeggero.
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Danno non patrimoniale: risarcimento per ritardo aereo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5601/2024, ha confermato il diritto dei passeggeri a ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale per lo stress e il disagio subiti a causa di un grave ritardo aereo e della ritardata consegna del bagaglio. La Corte ha chiarito che tale risarcimento è aggiuntivo rispetto alla compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento CE 261/2004 e può essere liquidato in via equitativa quando il danno, pur essendo provato nella sua esistenza, non è quantificabile nel suo preciso ammontare.
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Pecuniary compensation: no two-year lapse period
Una società di recupero crediti ha agito contro una compagnia aerea per ottenere la compensazione pecuniaria per un ritardo aereo, come cessionaria del credito dei passeggeri. La compagnia aerea ha eccepito la decadenza biennale prevista dalla Convenzione di Montreal. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento CE 261/2004 è un istituto giuridico autonomo e distinto dal risarcimento del danno della Convenzione di Montreal. Di conseguenza, non si applica il termine di decadenza biennale previsto da quest'ultima, ma le norme sulla prescrizione dello Stato membro. La Corte ha inoltre confermato la validità della cessione del credito, non qualificandola come attività finanziaria soggetta a specifici obblighi di iscrizione.
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Compensazione pecuniaria volo: serve il check-in?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un passeggero ha diritto alla compensazione pecuniaria per volo in ritardo anche se non si presenta all'orario di check-in originario, qualora la compagnia aerea abbia preventivamente comunicato un nuovo orario di partenza. La Corte ha chiarito che il risarcimento è legato al ritardo all'arrivo e non alla presenza in aeroporto, respingendo la tesi della compagnia aerea che negava l'indennizzo.
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Responsabilità tour operator: la Cassazione decide
Due viaggiatori hanno citato in giudizio un tour operator e una compagnia aerea a seguito di un grave ritardo del volo di ritorno da una vacanza, causato da un guasto tecnico e un atterraggio di emergenza. Il Tribunale aveva condannato solo la compagnia aerea al pagamento della compensazione pecuniaria, escludendo la responsabilità del tour operator. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha ritenuto le questioni legali di notevole importanza, in particolare riguardo l'estensione della responsabilità tour operator per le mancanze dei fornitori. Per questo motivo, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Compensazione pecuniaria volo: la Cassazione decide
Un passeggero ha richiesto una compensazione pecuniaria per un ritardo aereo superiore a quattro ore. Il Tribunale, in appello, ha ridotto l'importo, ricalcolando arbitrariamente il ritardo a 3 ore e 20 minuti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per difetto di motivazione, sottolineando che la durata del ritardo, non contestata in appello dalla compagnia aerea, era passata in giudicato. La sentenza riafferma l'importanza del principio del giudicato interno nel determinare la compensazione pecuniaria volo.
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Rimborso volo cancellato: no se rifiuti la riprotezione
La sentenza analizza un caso di appello riguardante una richiesta di rimborso per un volo cancellato a causa di circostanze eccezionali (droni in aeroporto). I passeggeri avevano rifiutato l'offerta di riprotezione della compagnia aerea per il giorno successivo, organizzando autonomamente un nuovo viaggio due giorni dopo da un'altra città. Il Tribunale ha respinto la loro richiesta di rimborso per le spese aggiuntive (nuovo volo, hotel, trasporti), stabilendo che il rifiuto dell'offerta di riprotezione limita il diritto del passeggero al solo rimborso del biglietto originale. L'accettazione della riprotezione è un presupposto per il diritto all'assistenza e al rimborso di costi accessori.
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