La Corte di Cassazione, con la sentenza 3780/2024, ha chiarito la responsabilità della banca in caso di phishing. Un cliente, vittima di una frode da 2.900 euro dopo aver inserito i dati su un sito clone, ha ottenuto il risarcimento. La Corte ha stabilito che prevenire tali frodi è un rischio d'impresa della banca, che deve dimostrare di aver adottato tutte le misure di sicurezza idonee (es. alert SMS), altrimenti è tenuta al rimborso. La colpa del cliente non è sufficiente a escludere la responsabilità dell'istituto se questo non prova la propria diligenza tecnica.
Continua »