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Colloqui Detenuti 41-Bis

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26 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Colloqui detenuti 41-bis: sì al contatto visivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, confermando la possibilità per un detenuto di avere colloqui visivi con un familiare anch'esso sottoposto al medesimo regime speciale di detenzione. La sentenza stabilisce che i colloqui detenuti 41-bis possono avvenire tramite comunicazione audiovisiva a distanza, a condizione che siano garantite le necessarie cautele di sicurezza, bilanciando così le esigenze di ordine pubblico con il diritto alla relazione familiare.
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Colloqui detenuti 41-bis: sì a videochiamate
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, confermando il diritto di un detenuto al regime speciale di avere colloqui tramite video-collegamento con i familiari, anch'essi detenuti. La Corte ha stabilito che per negare i colloqui detenuti 41-bis non basta il passato criminale dell'individuo, ma servono prove concrete e attuali di un rischio per la sicurezza pubblica, che il parere della Direzione Distrettuale Antimafia non aveva fornito.
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Colloqui detenuti 41-bis: sicurezza e famiglia
Un detenuto sottoposto al regime speciale ha richiesto un colloquio visivo con il fratello, anch'egli detenuto nello stesso regime. La richiesta è stata negata a tutti i livelli. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che, sebbene il diritto ai legami familiari esista, le esigenze di sicurezza pubblica possono prevalere. Nel caso specifico, l'elevata pericolosità dei due fratelli, vertici di un'organizzazione criminale, giustificava la restrizione per prevenire comunicazioni illecite. La sentenza sottolinea l'importanza del bilanciamento di interessi nei casi di colloqui detenuti 41-bis.
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Colloqui detenuti 41-bis: sì al diritto affettivo
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che autorizzava un colloquio visivo tra un detenuto in regime 41-bis e la sua partner, con cui intrattiene una relazione sentimentale da anni. L'Amministrazione Penitenziaria aveva negato il permesso, adducendo motivi di sicurezza e l'ampia discrezionalità delle sue decisioni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il diritto all'affettività è un diritto soggettivo del detenuto. Pertanto, la decisione di negare i colloqui detenuti 41-bis non è un atto puramente discrezionale, ma deve essere il risultato di un bilanciamento concreto tra il diritto del singolo e le reali esigenze di sicurezza, bilanciamento che spetta al giudice verificare. Nel caso di specie, le ragioni di sicurezza sono state ritenute infondate.
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Colloqui detenuti 41 bis: parere DDA non vincolante
La Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava i colloqui detenuti 41 bis tra due fratelli. La Corte ha stabilito che la mancata acquisizione del parere della DDA da parte del primo giudice non è un vizio insanabile, ma una lacuna che il Tribunale in sede di reclamo avrebbe dovuto colmare, acquisendo d'ufficio tale parere non vincolante.
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Colloqui detenuti 41-bis: DDA parere obbligatorio
Un detenuto in regime di 41-bis ha richiesto di effettuare videochiamate con il padre, anch'egli sottoposto al medesimo regime restrittivo. La Corte di Cassazione ha annullato l'autorizzazione concessa in precedenza, stabilendo un principio fondamentale: sebbene i colloqui detenuti 41-bis tra familiari siano astrattamente possibili, è obbligatorio acquisire preventivamente il parere, seppur non vincolante, della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) per un corretto bilanciamento tra il diritto all'affettività e le inderogabili esigenze di sicurezza pubblica.
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