Il GIP del Tribunale di Bologna applicava a L'Imputato, tramite patteggiamento, la pena di dieci mesi di reclusione e 1.200 euro di multa per reati sugli stupefacenti. L'Imputato proponeva ricorso per cassazione contro patteggiamento lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge limita rigidamente i motivi di impugnazione delle sentenze di patteggiamento a vizi di volontà, difetto di correlazione, errore di qualificazione giuridica o illegalità della pena. La contestazione sulle attenuanti, escluse dall'accordo originario, non rientra in questi casi. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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