La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46220/2024, ha stabilito che non viola il divieto di reformatio in peius il giudice d'appello che, pur accogliendo parzialmente il ricorso dell'imputato (escludendo un'aggravante), aumenta la pena per la recidiva, a condizione che la pena complessiva finale non sia superiore a quella inflitta in primo grado. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato, confermando che la modifica dei singoli elementi della pena è legittima se non produce un risultato finale peggiorativo per chi ha impugnato la sentenza.
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