LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Chat Criptate

Pagina 2 di 2

23 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Chat criptate e OEI: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso riguardante reati in materia di armi, affrontando due questioni giuridiche di grande attualità. La prima riguarda l'utilizzabilità delle conversazioni su chat criptate, acquisite da autorità straniere tramite Ordine Europeo di Indagine (OEI). La Corte ha stabilito che tali dati, se già acquisiti e decrittati all'estero, circolano come prove documentali e non come intercettazioni, rendendoli pienamente utilizzabili. La seconda questione concerne il calcolo della pena per un imputato che ha collaborato con la giustizia. La Corte ha annullato con rinvio la sentenza d'appello su questo punto, ribadendo che la speciale attenuante per la "dissociazione attuosa" non può essere neutralizzata nel bilanciamento con le circostanze aggravanti, come la recidiva, ma deve essere applicata successivamente. I ricorsi degli altri imputati, basati principalmente sull'inutilizzabilità delle chat criptate, sono stati rigettati.
Continua »
Chat criptate: utilizzabilità prove da server esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due indagati per reati legati alle armi, la cui accusa si basava su chat criptate ottenute da autorità francesi. La difesa contestava l'utilizzabilità di tali prove, sostenendo violazioni procedurali e dei diritti fondamentali. La Corte, richiamando le recenti sentenze delle Sezioni Unite, ha confermato che le chat criptate, acquisite tramite Ordine Europeo di Indagine, sono prove pienamente utilizzabili. Ha inoltre stabilito che spetta alla difesa l'onere di dimostrare una concreta violazione dei diritti fondamentali, applicando un principio di presunzione di legittimità dell'operato delle autorità giudiziarie estere.
Continua »
Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di tre imputati, condannati per un attentato esplosivo legato a faide tra clan. La sentenza è cruciale perché sancisce la piena utilizzabilità delle chat criptate ottenute da autorità estere tramite Ordine di Indagine Europeo (OIE), senza la necessità di acquisire i provvedimenti autorizzativi originari. La Corte ha stabilito che spetta alla difesa dimostrare la violazione di diritti fondamentali. Sono stati inoltre chiariti importanti principi sull'aggravante della minorata difesa in presenza di videosorveglianza e sulla corretta applicazione del divieto di "reformatio in peius" in appello.
Continua »