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Cessione Ramo D'Azienda

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50 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessione ramo d’azienda: i requisiti di autonomia
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di una cessione ramo d'azienda nel settore bancario. Il ramo, dedicato al recupero crediti, è stato ritenuto privo di autonomia funzionale e preesistenza, poiché dipendeva interamente dalla banca cedente per sistemi informatici e commesse, non potendo operare autonomamente sul mercato. La sentenza ribadisce che la semplice cessione di personale non integra una valida operazione.
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Cessione ramo d’azienda: il diritto del lavoratore
La Corte di Cassazione conferma il diritto di alcuni lavoratori, inizialmente esclusi, a passare alle dipendenze della società acquirente in una cessione ramo d'azienda. La sentenza stabilisce che il criterio decisivo è il nesso funzionale e inscindibile tra le mansioni svolte dal lavoratore e il ramo ceduto, a prescindere dalla loro inclusione formale nell'accordo di cessione. Viene respinto il ricorso dell'azienda, che non è riuscita a provare l'estraneità dei lavoratori al ramo trasferito.
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Cessione ramo d’azienda: quando è legittima?
Un lavoratore ha impugnato il trasferimento del suo rapporto di lavoro, avvenuto a seguito di una cessione di ramo d'azienda, sostenendo la mancanza di autonomia del ramo ceduto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione sull'esistenza dei requisiti di autonomia e preesistenza del ramo è un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato, come nel caso di specie, dove era stata provata la cessione di un'entità economica organizzata e funzionale.
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Cessione ramo d’azienda: l’autonomia è essenziale
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di una cessione ramo d'azienda nel settore del recupero crediti. La sentenza stabilisce che il trasferimento è inefficace se il ramo ceduto non possiede una preesistente e reale autonomia funzionale, ma si configura come un mero spostamento di personale dipendente dalle strutture della società cedente.
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Cessione ramo d’azienda: il diritto alla doppia paga
Una lavoratrice, illegittimamente trasferita attraverso una cessione ramo d'azienda, ha visto ripristinato il suo rapporto di lavoro con il datore originale. La Corte di Cassazione ha confermato che, se il datore di lavoro originale non la reintegra, deve corrisponderle l'intera retribuzione, anche se la lavoratrice ha continuato a lavorare e a percepire uno stipendio dalla nuova società. Il pagamento del cessionario non estingue il debito del cedente.
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Cessione ramo d’azienda: doppio stipendio legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione ramo d'azienda dichiarata illegittima, il lavoratore ha diritto alla retribuzione completa dal datore di lavoro originario (cedente) dal momento in cui offre la propria prestazione. La somma percepita dal datore di lavoro di fatto (cessionario) non può essere detratta, poiché si originano due rapporti di lavoro distinti: uno 'de iure' con il cedente e uno 'de facto' con il cessionario. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando il principio della non detraibilità delle somme percepite altrove.
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Cessione ramo d’azienda: doppio stipendio legittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20314/2025, ha stabilito che in caso di cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima, il lavoratore ha diritto alla retribuzione sia dal datore di lavoro originario (cedente) che da quello di fatto (cessionario). La Corte ha chiarito che si configurano due rapporti di lavoro distinti: uno 'de iure' ripristinato con il cedente e uno 'de facto' proseguito con il cessionario. Di conseguenza, la retribuzione versata da quest'ultimo non può essere detratta da quella dovuta dal cedente, poiché non si applica il principio della 'compensatio lucri cum damno'.
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Cessione ramo d’azienda: i requisiti di autonomia
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando inefficace una cessione di ramo d'azienda nel settore del recupero crediti. La sentenza stabilisce che, per essere legittima, la cessione deve riguardare un'entità che possieda una preesistente e reale autonomia funzionale, e non una struttura creata artificialmente per la cessione e dipendente dalla società cedente per operare. La mancanza di autonomia e la dipendenza operativa hanno reso la cessione invalida, con il conseguente ripristino dei rapporti di lavoro presso l'azienda cedente.
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Cessione ramo d’azienda: subentro automatico nel leasing
Una società che acquisisce un ramo d'azienda viene condannata a pagare i canoni di locazione dell'immobile in cui l'attività era esercitata. La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile, chiarendo che il pagamento dei canoni per un certo periodo da parte del cessionario costituisce una prova del subentro nel contratto, rendendo la cessione efficace nei confronti del locatore, anche in assenza di una comunicazione formale.
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Cessione ramo d’azienda: quando è illegittima?
Un gruppo di lavoratori ha impugnato la cessione del ramo d'azienda in cui erano impiegati. Il Tribunale del Lavoro ha dichiarato l'operazione di cessione ramo d'azienda illegittima, ordinando il ripristino immediato dei rapporti di lavoro con l'azienda cedente alle medesime condizioni precedenti. Le due società coinvolte sono state condannate in solido al pagamento delle spese legali.
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