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Cessione Dei Crediti In Blocco

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28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Revocazione per dolo: quando è ammessa la domanda
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una domanda di revocazione per dolo proposta da un legale contro una sentenza di condanna. Il ricorrente sosteneva che la controparte avesse prodotto documenti falsi per dimostrare la titolarità di un credito ceduto. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che, poiché la sentenza originaria si basava sull'interpretazione del contratto di cessione e non sui documenti contestati, il dolo era irrilevante ai fini del verdetto.
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Cessione Crediti in Blocco Onere della Prova: Debitore Perde
Un'azienda debitrice si oppone a un pignoramento immobiliare, sostenendo che la società di gestione crediti non avesse provato di essere la reale titolare del suo specifico debito, acquistato tramite una cessione di crediti in blocco. La Corte di Cassazione ha chiarito il principio sulla cessione crediti in blocco onere della prova: la sola pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non basta se il debitore contesta la titolarità. Il creditore deve fornire prove documentali specifiche, come il contratto di cessione. In questo caso, la Corte ha ritenuto che il creditore avesse fornito tale prova, rigettando in gran parte il ricorso del debitore.
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Cessione dei crediti in blocco: prova e legittimazione
Una società finanziaria ha impugnato il decreto che negava l'ammissione integrale al passivo fallimentare di un credito derivante da conti correnti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per due ragioni principali. In primo luogo, la ricorrente non ha fornito prova documentale che lo specifico credito fosse incluso nell'operazione di cessione dei crediti in blocco dichiarata. In secondo luogo, è stata confermata la carenza probatoria riguardante il merito del credito, data la mancata produzione dei contratti di conto corrente e degli estratti conto integrali necessari per la ricostruzione del saldo.
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Cessione dei crediti in blocco: la Gazzetta Ufficiale non basta
Una banca otteneva un decreto ingiuntivo contro una società debitrice e il suo garante. Successivamente, il credito veniva trasferito a una società terza. Il garante si opponeva, contestando la validità della fideiussione e la prova della cessione dei crediti in blocco. Le corti di merito rigettavano l'opposizione, ritenendo sufficiente la pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici supremi hanno stabilito che, in caso di contestazione da parte del debitore, la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non basta a dimostrare l'avvenuta cessione dei crediti in blocco. Serve un accertamento fattuale completo, in cui l'avviso ha solo valore indiziario. La sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Prova cessione crediti: la Cassazione e la Gazzetta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un debitore che contestava la titolarità del credito in capo a una società cessionaria. La Corte ha stabilito che la pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale, se sufficientemente dettagliata, costituisce una valida prova della cessione crediti, invertendo l'onere della prova sul debitore, che deve fornire una contestazione specifica e non generica.
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Opposizione a precetto: quando è inammissibile
Una società proponeva opposizione a precetto per un debito derivante da un mutuo fondiario, sollevando questioni sulla titolarità del credito, sulla natura del titolo esecutivo dopo una rinegoziazione e chiedendo la sospensione per la pendenza di una causa su un controcredito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarando inammissibili i motivi relativi alla titolarità del credito e alla novazione, in quanto volti a un riesame del merito già deciso nei gradi precedenti. Ha inoltre escluso la sospensione, poiché il controcredito apparteneva a un soggetto terzo, e ha negato la sussistenza di vizi procedurali. La decisione conferma che l'opposizione a precetto in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul fatto.
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Legittimazione processuale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi fideiussori contro una società di leasing e i suoi successori. Il caso verteva su presunti interessi usurari e anatocismo in un contratto di leasing. La Corte ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi, inclusi quelli sulla legittimazione processuale degli istituti di credito subentrati a seguito di fusioni e cessioni di crediti in blocco. La decisione sottolinea che la pubblicazione della cessione sulla Gazzetta Ufficiale è sufficiente a provarne l'efficacia e che i motivi di ricorso devono confrontarsi specificamente con le ragioni della sentenza impugnata, pena l'inammissibilità.
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Prova del credito: senza erogazione il mutuo non esiste
Il Tribunale di Ancona ha accolto l'opposizione a un decreto ingiuntivo, revocandolo. La decisione si fonda sulla mancata prova del credito da parte della società creditrice, la quale non è riuscita a dimostrare l'effettiva erogazione della somma oggetto del contratto di mutuo. Secondo il giudice, il mutuo, essendo un contratto reale, si perfeziona solo con la consegna materiale del denaro (traditio). In assenza di tale prova, il credito non può considerarsi sorto e, di conseguenza, la richiesta di pagamento è infondata.
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