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Cessazione

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44 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessazione materia del contendere e accordi legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato la **cessazione della materia del contendere** in una lite tra un ente previdenziale e alcuni professionisti relativa alla remunerazione di perizie di stima. Le parti hanno depositato un accordo di conciliazione che ha risolto il conflitto, rendendo superflua la prosecuzione del giudizio. La Corte ha inoltre escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura del caso non è derivata da un rigetto o da una dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
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Mutuo fondiario: fisco e rinegoziazione
La Corte di Cassazione ha esaminato l'applicabilità delle agevolazioni fiscali previste per il mutuo fondiario agli atti di rinegoziazione. Un professionista aveva impugnato un avviso di liquidazione relativo a imposte di registro e bollo su un atto modificativo di un finanziamento. Nonostante l'Agenzia delle Entrate abbia annullato l'atto in autotutela, determinando la cessazione della materia del contendere, la Corte ha espresso un principio favorevole all'estensione dei benefici fiscali anche alle modifiche contrattuali funzionali alla restituzione del debito originario.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a un'associazione sportiva, contestando il diritto alle agevolazioni fiscali per mancanza di requisiti. Durante il giudizio di legittimità, l'associazione ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento integrale del debito tributario. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e negando il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio del contributo
Una società tecnologica ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione relativo a una controversia su retribuzioni e trasferimenti d'azienda. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Il punto centrale della decisione riguarda l'esclusione del raddoppio del contributo unificato: la rinuncia al ricorso, configurando un'inammissibilità sopravvenuta, non attiva il meccanismo sanzionatorio previsto per le impugnazioni dilatorie o pretestuose.
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Rottamazione ter: estinzione del giudizio in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria basata su cartelle di pagamento asseritamente mai notificate. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle prime rate. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, precisando che l'adesione alla definizione agevolata, anche se il pagamento non è ancora integrale, è sufficiente a chiudere il processo senza che la sentenza impugnata passi in giudicato.
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Rottamazione delle cartelle: stop al giudizio INPS
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una lite tra un ente previdenziale e una società fornitrice di servizi. La controversia riguardava il pagamento di contributi per malattia e maternità. Durante il giudizio, la società ha aderito alla rottamazione delle cartelle, provvedendo al saldo integrale del debito. Tale adempimento ha determinato l'estinzione del processo per il venir meno dell'oggetto della disputa.
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Rottamazione ter: estinzione giudizio in Cassazione
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un accertamento provvisorio. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle prime rate e rinunciando formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che, sebbene il pagamento integrale non fosse ancora avvenuto a causa della rateizzazione in corso, la volontà di avvalersi della definizione agevolata e la rinuncia al ricorso sono sufficienti per chiudere il processo senza attendere il saldo finale.
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Autotutela e cessazione della materia del contendere
Una contribuente ha impugnato le sanzioni irrogate dall'Agenzia delle Entrate in relazione a presunte attività finanziarie estere emerse dalla nota Lista Falciani. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la contribuente ha fatto ricorso in Cassazione eccependo un giudicato esterno favorevole. Durante il giudizio di legittimità, l'Amministrazione Finanziaria ha esercitato il potere di Autotutela, annullando integralmente l'atto sanzionatorio. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, escludendo inoltre l'obbligo di versamento del doppio contributo unificato.
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Soccombenza virtuale e spese: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di pagamento del debito durante il processo, il giudice deve applicare il principio della soccombenza virtuale per decidere chi debba pagare le spese legali. La sentenza chiarisce che la notifica nulla di un decreto ingiuntivo è sanata dall'opposizione e che il risarcimento per ipoteca illegittima richiede la prova di un danno concreto, non essendo automatico. Inoltre, il frazionamento del credito è ammesso se giustificato da scadenze diverse dei titoli.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a due contribuenti relativa a presunte plusvalenze non dichiarate su terreni edificabili. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo depositato le prove del versamento e della domanda nei termini previsti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia della definizione agevolata nel chiudere le liti pendenti.
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Rimborso IVA: termine decennale per attività cessate
La Corte di Cassazione ha chiarito che per ottenere il Rimborso IVA in caso di cessazione dell'attività non si applica il termine di decadenza biennale, bensì la prescrizione ordinaria decennale. Il caso riguardava una contribuente che aveva esposto un credito d'imposta nell'ultima dichiarazione utile ma aveva richiesto formalmente il rimborso oltre i due anni. La Suprema Corte ha stabilito che, non potendo più operare la detrazione o la compensazione per via della chiusura della partita IVA, l'esposizione del credito in dichiarazione manifesta in modo inequivocabile la volontà di recuperare la somma, rendendo applicabile il termine lungo di dieci anni previsto dal Codice Civile.
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Intrasmissibilità sanzioni tributarie: stop agli eredi
La Corte di Cassazione ha sancito la cessazione della materia del contendere in un giudizio relativo a sanzioni per accertamento sintetico dei redditi. Il caso riguardava la mancata dichiarazione di disponibilità finanziarie su conti esteri. A seguito del decesso del contribuente durante il processo, i giudici hanno applicato il principio cardine dell'intrasmissibilità sanzioni tributarie agli eredi. Poiché la responsabilità amministrativa tributaria è strettamente personale, la morte del trasgressore estingue il debito sanzionatorio, rendendo nulla la pretesa erariale nei confronti dei successori.
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Pensione di anzianità: rischi riassunzione immediata
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pensione di anzianità può essere revocata se la cessazione del rapporto di lavoro è solo formale. Nel caso di specie, un lavoratore era stato riassunto dallo stesso datore con le medesime mansioni pochi giorni dopo la domanda di pensionamento. La Corte ha chiarito che in tali circostanze scatta una presunzione di simulazione della cessazione del rapporto, poiché manca una reale discontinuità lavorativa. Il diritto alla pensione di anzianità richiede infatti un effettivo stato di bisogno derivante dalla fine dell'attività lavorativa, che non sussiste se il rapporto prosegue senza cambiamenti sostanziali.
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Cessazione della materia del contendere tributaria
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza relativa a presunte irregolarità fiscali su IVA e plusvalenze da cessione quote societarie. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno richiesto la cessazione della materia del contendere avendo le contribuenti aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. Verificata la regolarità dei pagamenti e della domanda, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la definizione della lite assorbe ogni altra questione di merito.
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Rottamazione quater: estinzione del processo fiscale
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento e sanzioni relativi agli anni 2008 e 2009. Dopo una decisione parzialmente sfavorevole in appello, la parte ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la ricorrente ha aderito alla Rottamazione quater (Legge n. 197/2022), provvedendo al pagamento delle somme dovute. La Suprema Corte, preso atto del perfezionamento della definizione agevolata e della mancanza di opposizione dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Cessazione della materia del contendere in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a un contribuente relativa a redditi percepiti in Lussemburgo e non dichiarati. Durante il giudizio di Cassazione, la sentenza d'appello impugnata è stata revocata da una successiva pronuncia passata in giudicato. Tale circostanza ha determinato la cessazione della materia del contendere, poiché è venuto meno l'oggetto stesso del ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese tra le parti.
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Conciliazione stragiudiziale: stop alle liti IVA
L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato una sentenza favorevole a una società di viaggi extra-UE riguardante il recupero di un rimborso IVA ritenuto indebito. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto una conciliazione stragiudiziale, formalizzata in un accordo depositato presso la Corte. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato la cessazione della materia del contendere, confermando che la conciliazione stragiudiziale estingue il giudizio pendente, con compensazione delle spese tra le parti.
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Vendita fallimentare: stop alla lite per aggiudicazione
La controversia riguarda la legittimità della sospensione di una **vendita fallimentare** disposta dal curatore nonostante un'aggiudicazione provvisoria. La società ricorrente contestava il provvedimento del Tribunale che riteneva insindacabile la scelta discrezionale del curatore. Tuttavia, nelle more del giudizio di legittimità, la ricorrente ha ottenuto l'aggiudicazione definitiva e la cessione del ramo d'azienda in una successiva procedura competitiva. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere per il venir meno dell'interesse ad agire.
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Autotutela: stop alla causa tributaria in Cassazione
Due contribuenti hanno impugnato una cartella esattoriale relativa a debiti IRPEF ereditati, contestando la regolarità della notifica dell'atto presupposto. Dopo una sentenza favorevole in primo grado e una contraria in appello, la controversia è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'Amministrazione Finanziaria ha esercitato il potere di Autotutela, annullando integralmente l'avviso di accertamento e disponendo lo sgravio delle somme. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, cassando senza rinvio la sentenza impugnata e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Autotutela tributaria: stop al processo in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione una sentenza favorevole a due contribuenti, socie di una società a ristretta base sociale, riguardante presunti utili extracontabili. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, l'Amministrazione Finanziaria ha esercitato il potere di autotutela tributaria, annullando integralmente gli avvisi di accertamento oggetto della controversia. La Suprema Corte, preso atto della rimozione degli atti impositivi, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che l'annullamento dell'atto tributario priva il processo del suo oggetto necessario.
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