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Cespite

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nel linguaggio contabile e fiscale, indica un bene di proprietà dell'azienda destinato a essere utilizzato durevolmente nel processo produttivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rettifica rendita catastale: atto valido anche senza prezzario
Una società alberghiera contesta una rettifica della rendita catastale del proprio immobile. L'Agenzia delle Entrate aveva basato la sua valutazione su un prezzario tecnico esterno (Prezziario DEI) senza allegarlo all'avviso di accertamento. La società lamentava quindi un difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: in procedure collaborative come il DOCFA, se i dati forniti dal contribuente non sono contestati, la motivazione dell'Agenzia è valida anche se fa riferimento a documenti esterni noti o facilmente reperibili, come un prezzario ufficiale. L'allegazione non è obbligatoria. L'Agenzia delle Entrate vince la causa.
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Bancarotta fraudolenta: la scissione societaria è reato?
Un amministratore viene condannato per bancarotta fraudolenta distrattiva dopo aver trasferito un immobile tramite scissione societaria per poi riaffittarlo alla stessa società. La Cassazione conferma, ritenendo l'operazione priva di giustificazione economica e pericolosa per i creditori, indipendentemente dal nesso causale con il fallimento.
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Esenzione IMU abitazione principale: la residenza
Una contribuente ha richiesto l'esenzione IMU per un immobile, sostenendo fosse la sua abitazione principale. La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione perché, sebbene vi dimorasse, la sua residenza anagrafica risultava altrove per l'anno d'imposta in questione. La Corte ha ribadito che per l'esenzione IMU abitazione principale sono necessari sia la dimora abituale sia la residenza anagrafica del possessore.
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Confisca terzo estraneo: prova della titolarità fittizia
La Corte di Cassazione conferma la confisca di un immobile intestato alle eredi di un terzo estraneo al reato, ritenendo provata la titolarità fittizia in capo a un soggetto condannato per associazione mafiosa. La sentenza chiarisce che, in un caso di confisca a un terzo estraneo, spetta all'accusa dimostrare che l'intestazione è simulata. Una volta fornita tale prova, le giustificazioni del terzo sulla provenienza del bene, se non supportate da elementi concreti, non sono sufficienti a evitare il provvedimento ablativo, neppure se si adduce una provenienza da evasione fiscale.
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Comoda divisibilità: i criteri per la divisione di un immobile
La Corte di Cassazione ha chiarito il principio di comoda divisibilità di un bene in comunione. Il caso riguardava la divisione di un giardino annesso a un palazzo storico. La Corte ha stabilito che la divisione non può basarsi solo sulla mera fattibilità materiale, ma deve considerare l'aspetto economico-funzionale. Una divisione che crea porzioni di valore quasi nullo o inutilizzabili non è ammissibile, poiché pregiudica il valore complessivo del bene e il diritto dei comproprietari a ricevere una quota funzionale e di valore proporzionale.
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Errore di fatto: la Cassazione e la revocazione
Una società cooperativa ha richiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione in materia fiscale, adducendo un errore di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la netta distinzione tra l'errore di fatto, che consiste in una svista percettiva su dati processuali, e l'errore di diritto o di giudizio, che riguarda l'interpretazione di norme o la valutazione delle prove. La decisione sottolinea che un presunto errore nella valutazione del principio di autosufficienza del ricorso rientra in quest'ultima categoria e non può quindi fondare una richiesta di revocazione.
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Bancarotta fraudolenta: condanna per vendita simulata
Un amministratore è stato condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta. Aveva simulato la vendita dell'unico immobile della società e sottratto le scritture contabili per frodare i creditori. La Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo la sua difesa inverosimile e confermando la natura fraudolenta dell'intera operazione.
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Frazionamento sanatoria: illegittimo per eludere limiti
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. Il caso riguarda un tentativo di frazionamento sanatoria per un immobile abusivo, presentando più istanze per superare i limiti di cubatura. La Corte ha confermato che tale pratica è illegittima quando l'immobile è unico e non vi sono titoli distinti, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Costo residuo immobile demolito: la deducibilità
Una società demolisce un capannone, parte di un complesso immobiliare più grande, e deduce il costo residuo non ammortizzato. L'Agenzia delle Entrate contesta la deduzione, sostenendo che l'intero complesso dovesse essere dismesso. La Corte di Cassazione, con la sentenza 16480/2025, accoglie il ricorso della società, stabilendo un importante principio di diritto: la deducibilità del costo residuo immobile demolito è ammessa se il bene, pur parte di un cespite più ampio, è dotato di autonomia funzionale. La Corte ha invece ritenuto inammissibile il motivo relativo alla deducibilità degli interessi passivi.
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