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Cartiere

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43 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Operazioni inesistenti: il pagamento non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20763/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di operazioni inesistenti. Il caso riguardava una società vinicola a cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deduzione di costi derivanti da fatture emesse da 'cartiere'. La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto il ricorso della società, ritenendo le operazioni solo soggettivamente inesistenti e quindi i costi deducibili, basando la sua decisione sulla prova del pagamento delle fatture. La Cassazione ha ribaltato questa visione, chiarendo che il pagamento non è un elemento sufficiente a dimostrare la realtà dell'operazione. Una volta che il Fisco fornisce prove (anche indiziarie) della fittizietà, spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza della transazione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Onere della prova: Cassazione su fatture inesistenti
Una società vinicola si è vista contestare costi derivanti da una "società cartiera". La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Il punto centrale è l'onere della prova: se l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi che il fornitore è fittizio (e quindi l'operazione è oggettivamente inesistente), spetta al contribuente fornire una prova rigorosa della reale effettuazione della transazione. Il solo pagamento della fattura non è sufficiente.
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Operazioni inesistenti: quando i costi non sono deducibili
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che il semplice pagamento di una fattura non è sufficiente a escludere la natura di operazione oggettivamente inesistente. Quando l'Amministrazione Finanziaria fornisce prove, anche presuntive, della fittizietà di una transazione, l'onere di dimostrare l'effettiva esistenza della stessa ricade sul contribuente. La Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva erroneamente qualificato le operazioni come soggettivamente inesistenti, e quindi deducibili ai fini IRES e IRAP, basandosi unicamente sull'avvenuto pagamento del prezzo.
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