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Cartella Di Pagamento — Anno 2024

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535 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cartella Di Pagamento

Provvedimenti

Scissione societaria: debiti fiscali senza preavviso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33619/2024, ha stabilito che in caso di scissione societaria, la società beneficiaria risponde solidalmente e illimitatamente dei debiti fiscali anteriori all'operazione. L'amministrazione finanziaria non è tenuta a notificare alla beneficiaria l'avviso di accertamento originariamente inviato alla società scissa prima di emettere la cartella di pagamento. Il diritto di difesa è garantito dalla possibilità di contestare la pretesa nel merito opponendosi alla cartella.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una società beneficiaria di una scissione societaria, chiamata a rispondere dei debiti fiscali (Iva e Irap) della società scissa. La Corte ha confermato il principio della responsabilità solidale e illimitata della beneficiaria, chiarendo che non è necessaria la notifica di un nuovo avviso di accertamento nei suoi confronti, essendo sufficiente quello notificato alla società originaria. La notifica della cartella di pagamento alla beneficiaria è quindi legittima, anche senza atti prodromici, poiché la sua responsabilità deriva direttamente dalla legge in seguito all'operazione di scissione societaria.
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Impugnazione estratto ruolo: interesse ad agire
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla mancanza di 'interesse ad agire', come definito dall'art. 3-bis del D.L. 146/2021. Per l'impugnazione estratto ruolo non è sufficiente la mancata notifica delle cartelle, ma occorre dimostrare un pregiudizio specifico, come l'esclusione da appalti pubblici.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33456/2024, si è pronunciata sul tema dell'impugnazione dell'estratto di ruolo. Un contribuente, venuto a conoscenza di un debito fiscale solo tramite un estratto di ruolo, aveva impugnato l'atto sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. I giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando l'inammissibilità. La Corte ha basato la sua decisione su una recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973) che limita fortemente i casi in cui è possibile l'impugnazione dell'estratto di ruolo, richiedendo la prova di un concreto e attuale 'interesse ad agire' che, nel caso di specie, non è stato dimostrato.
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Notifica cartella esattoriale: quando è nulla?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33239/2024, chiarisce i limiti di validità della notifica della cartella esattoriale. Se l'atto viene consegnato al portiere senza l'invio della successiva raccomandata informativa, la notifica è viziata. Il ricorso del contribuente può sanare il vizio, ma solo se avviene prima della scadenza del termine di decadenza per l'accertamento fiscale. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare questa cruciale tempistica.
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Società di comodo e controllo automatizzato: i limiti
Una società contesta una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato per imposte non versate relative alla sua qualifica di "società di comodo". L'azienda aveva dichiarato l'adeguamento al reddito minimo previsto dalla legge ma non aveva effettuato il versamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il controllo automatizzato è legittimo in questi casi, poiché non si tratta di un accertamento presuntivo, ma della semplice verifica del mancato pagamento di un importo autodichiarato dal contribuente.
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Omesso esame: Cassazione annulla sentenza tributaria
Una società cooperativa ha impugnato tre estratti di ruolo per mancata notifica delle cartelle di pagamento. Il giudice di primo grado ha annullato una delle cartelle. In appello, la Commissione Tributaria Regionale ha confermato la decisione, ma ha completamente ignorato i motivi di ricorso presentati dall'Agente della Riscossione riguardo alla cartella annullata. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello per omesso esame dei motivi, rinviando il caso a un nuovo giudice per una corretta valutazione.
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IVA forfetizzata: legittima la cartella senza avviso
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'IVA forfetizzata legata all'imposta sugli intrattenimenti, l'Amministrazione finanziaria può legittimamente procedere con la notifica di una cartella di pagamento senza emettere un preventivo avviso di accertamento. Questa procedura semplificata, basata sull'iscrizione a ruolo, è un'alternativa all'accertamento ordinario e non viola il principio del contraddittorio. Il ricorso di una società del settore è stato quindi rigettato.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
Una società ha impugnato una cartella di pagamento, contestando la validità della notifica e richiedendo l'annullamento del debito per silenzio-assenso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica cartella esattoriale tramite raccomandata diretta è pienamente valida. Inoltre, ha chiarito che l'annullamento automatico del debito si applica solo a specifiche ipotesi di legge, che devono essere chiaramente indicate e documentate dal contribuente, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Avviso bonario telematico: decisivo per le sanzioni
Una società impugnava una cartella esattoriale per omesso invio dell'avviso bonario telematico. La Cassazione ha annullato la decisione di appello che aveva ridotto le sanzioni, stabilendo che i giudici avrebbero dovuto esaminare la prova dell'invio telematico all'intermediario, configurando un fatto decisivo per il giudizio.
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Prescrizione crediti tributari: 10 anni per IRAP e IVA
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per debiti IRAP e IVA, sostenendo la loro estinzione per decorrenza del termine di cinque anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32881/2024, ha ribaltato la decisione dei giudici di merito, chiarendo che la corretta prescrizione dei crediti tributari come IRAP e IVA è quella ordinaria di dieci anni, poiché non costituiscono prestazioni periodiche.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di una scissione societaria. Dopo la reiezione nei primi due gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la violazione del principio di autosufficienza: il ricorrente non aveva allegato né trascritto adeguatamente l'atto di appello, impedendo alla Corte di valutare le censure. La decisione ribadisce il rigore formale necessario per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Cartella non impugnata: il curatore non può eccepire
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cartella di pagamento non impugnata dal debitore prima della dichiarazione di fallimento rende il credito definitivo. Di conseguenza, il curatore fallimentare non può successivamente eccepire la prescrizione del credito maturata prima della notifica della cartella stessa. L'omessa impugnazione consolida la pretesa creditoria, precludendo contestazioni successive nella procedura concorsuale.
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Garanzia fideiussoria: abolizione con effetto retroattivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abolizione dell'obbligo di prestare una garanzia fideiussoria per rateizzare un debito fiscale in seguito ad accertamento con adesione ha efficacia retroattiva. La sentenza chiarisce che questa norma si applica anche ai procedimenti di adesione sottoscritti prima dell'entrata in vigore della legge di abolizione, ma non ancora perfezionati. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate non può emettere una cartella di pagamento per l'intero importo originario basandosi sulla mancata presentazione della garanzia, ma può solo richiedere le somme concordate nell'atto di adesione.
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Prova della notifica: la ricevuta basta in appello
Un'azienda impugna una cartella di pagamento. La Commissione Tributaria Regionale accoglie l'appello perché l'Agenzia Fiscale non ha fornito la prova della notifica dell'avviso di irregolarità. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che la produzione della ricevuta di ritorno in appello costituisce valida prova della notifica, anche se prodotta tardivamente.
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Sgravio fiscale non è acquiescenza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo sgravio fiscale di una cartella di pagamento, emesso dall'Agenzia delle Entrate dopo una sentenza di primo grado sfavorevole, non costituisce acquiescenza. Tale atto non impedisce all'Amministrazione Finanziaria di proseguire con l'appello, poiché può essere motivato dalla semplice volontà di evitare ulteriori spese esecutive. La Corte ha quindi annullato la decisione che aveva dichiarato la cessazione della materia del contendere, rinviando la causa per un nuovo esame nel merito.
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Sgravio fiscale non è acquiescenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32490/2024, ha chiarito un punto cruciale del processo tributario: lo sgravio fiscale di una cartella di pagamento, disposto dall'Agenzia delle Entrate dopo una sentenza di primo grado favorevole al contribuente, non costituisce acquiescenza. Tale atto, motivato dalla volontà di evitare ulteriori spese esecutive, non fa venir meno l'interesse dell'Amministrazione a proseguire il giudizio d'appello. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione che dichiarava cessata la materia del contendere, rinviando la causa per un nuovo esame nel merito.
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Impugnazione cartella di pagamento: i limiti del giudicato
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento emessa per riscuotere un debito fiscale confermato da una sentenza definitiva. La Commissione Tributaria Regionale ha erroneamente riaperto il caso nel merito. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, ribadendo che l'impugnazione cartella di pagamento, in questi casi, è permessa solo per vizi propri dell'atto e non per rimettere in discussione il giudicato.
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Notifica cartelle pagamento: prova e onere del giudice
Un contribuente ha impugnato una proposta di compensazione, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento sottostanti. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che dava ragione al contribuente, poiché il giudice non aveva esaminato le prove documentali relative alla notifica delle cartelle pagamento depositate dall'agente della riscossione. Il caso è stato rinviato per una corretta valutazione delle prove.
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Recupero crediti agevolati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura speciale di riscossione tramite iscrizione a ruolo per il recupero crediti agevolati si applica anche ai fideiussori. La sentenza chiarisce che tale estensione è valida anche per le garanzie prestate prima della legge del 2015 che ha esplicitamente previsto questa possibilità, ritenendo la norma di natura interpretativa e non innovativa, data la finalità pubblicistica del recupero delle risorse statali.
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