LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Captatore Informatico (Trojan)

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un software spia (trojan) installato segretamente su un dispositivo elettronico (come uno smartphone) per intercettare conversazioni, messaggi e dati. Il suo uso è regolato da precise norme procedurali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spari alle auto: l’Aggravante del Metodo Mafioso è oggettiva
Un individuo è stato accusato di danneggiamento aggravato dall'uso del metodo mafioso per aver sparato contro veicoli di un'azienda. Il Tribunale del riesame aveva confermato la misura cautelare. Il Ricorrente ha impugnato la decisione, contestando l'applicazione dell'aggravante e la legittimità delle intercettazioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che il metodo mafioso è una caratteristica oggettiva dell'azione, che evoca il potere intimidatorio di un gruppo criminale organizzato, indipendentemente dalla percezione della vittima o dalla prova di un'associazione. Le intercettazioni sono state ritenute legittime.
Continua »
Misure cautelari e intercettazioni: respinto il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un indagato sottoposto agli arresti domiciliari per associazione finalizzata allo spaccio di droga. La difesa contestava la validità delle registrazioni captate tramite trojan e la sussistenza dei presupposti per la restrizione della libertà. Il tema centrale riguarda il rapporto tra misure cautelari e intercettazioni, oltre alla corretta formulazione dei motivi di impugnazione. I giudici supremi hanno chiarito che la contestazione delle prove tecniche richiede l'indicazione precisa dei dialoghi decisivi viziati, non potendosi limitare a critiche generiche. Inoltre, la Cassazione ha confermato che il pericolo di reiterazione del reato associativo permane anche in assenza di reati recenti, confermando la misura cautelare e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e a una sanzione di tremila euro.
Continua »
Aggravante del metodo mafioso: raid armato e condanna
Due imputati hanno organizzato e compiuto un agguato a colpi di pistola contro il piazzale di un'azienda, danneggiando varie vetture per intimidire l'impresa e richiedere denaro. I giudici hanno condannato i responsabili per danneggiamento, porto d'armi e tentata estorsione, applicando l'aggravante del metodo mafioso per via delle eclatanti modalità paramilitari dell'azione. La difesa ha contestato la validità delle intercettazioni via trojan, la composizione del collegio giudicante con un magistrato onorario e l'assenza di un clan territoriale formalmente costituito. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando che la violenza spettacolare e intimidatoria giustifica pienamente l'aggravante del metodo mafioso e dichiarando la piena regolarità del percorso probatorio seguito nel processo.
Continua »
Intercettazioni con captatore informatico: legittimità e limiti
Alcuni pubblici ufficiali e diversi imprenditori sono stati condannati per corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e accessi abusivi a sistemi informatici protetti. Gli imputati hanno contestato la validità delle prove, sostenendo l'inutilizzabilità delle intercettazioni con captatore informatico eseguite a singhiozzo e inoculate tramite messaggio ingannevole. La Corte di Cassazione ha respinto quasi integralmente i ricorsi. I giudici hanno chiarito che l'attivazione discontinua del virus spia e l'installazione tramite link non violano la libertà morale né le garanzie difensive. Le condanne per corruzione e reati informatici sono state confermate, disponendo l'annullamento senza rinvio unicamente per un episodio minore di truffa contestato a un pubblico ufficiale per insussistenza del fatto.
Continua »
Trasferimento fraudolento di valori: il trojan incastra il boss
La Corte di Cassazione ha confermato le misure cautelari nei confronti di due soggetti accusati di associazione mafiosa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Il primo, ritenuto esponente di spicco di un clan, aveva fittiziamente intestato le quote di una società di capitali al secondo soggetto per eludere le misure di prevenzione patrimoniale e reinvestire proventi illeciti derivanti dal recupero crediti. La difesa contestava l'uso del captatore informatico e la sussistenza dei gravi indizi. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, confermando la legittimità delle intercettazioni ambientali tramite trojan e la sussistenza del reato di trasferimento fraudolento di valori, finalizzato a ostacolare l'identificazione della reale proprietà dei beni e ad agevolare il riciclaggio.
Continua »
Vendetta e Armi: Legittima l’Utilizzabilità Intercettazioni con Trojan
Un uomo, condannato per aver detenuto illegalmente armi da guerra per vendicare l'omicidio del padre, ha contestato le prove a suo carico. Tali prove provenivano da un'intercettazione effettuata con un software spia (trojan). La difesa sosteneva l'illegittimità della prova, poiché l'aggravante di mafia, che aveva permesso l'uso del trojan, era stata poi esclusa. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave sull'utilizzabilità intercettazioni con trojan: la legalità dello strumento investigativo si valuta al momento dell'autorizzazione, non in base a successive modifiche della qualificazione giuridica del reato. L'imputato ha perso il ricorso.
Continua »
Concussione: minaccia e promessa sono sufficienti
La Corte di Cassazione conferma la condanna per concussione a carico di un pubblico ufficiale. La sentenza chiarisce che la minaccia di controlli fiscali vessatori, volta a ottenere denaro o altre utilità, configura il reato anche se la vittima tenta un accordo o se il pagamento non avviene, essendo sufficiente la promessa. Rigettate anche le eccezioni sull'uso del captatore informatico (trojan), ritenuto legittimo per i reati contro la Pubblica Amministrazione dopo le recenti riforme.
Continua »