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Beneficium Excussionis

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92 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità solidale: il dirigente risponde sempre?
Un ex direttore generale ha richiesto il pagamento di ferie non godute e altre spettanze. La società si è opposta, chiedendo in compensazione il risarcimento per un ammanco di cassa causato da un dipendente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, affermando la responsabilità solidale del dirigente per 'culpa in vigilando', ovvero per non aver adeguatamente controllato l'operato del sottoposto. Di conseguenza, ha ritenuto legittima la compensazione tra il credito del dirigente e il debito per il danno arrecato all'azienda.
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Responsabilità cessionario azienda: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del cessionario d'azienda per i debiti fiscali del venditore. Il caso riguardava una società che, dopo aver acquistato un ramo d'azienda, si è vista notificare una cartella di pagamento per imposte non pagate dal cedente. La Corte ha rigettato il ricorso della società acquirente, sottolineando che non aveva richiesto il certificato dei carichi pendenti fiscali. Questo documento è fondamentale per limitare la propria responsabilità. La decisione ribadisce che, in assenza di frode, la responsabilità del cessionario d'azienda è limitata al valore del bene acquisito e ai tributi degli ultimi tre anni, ma la diligenza dell'acquirente, manifestata attraverso la richiesta del certificato, è cruciale.
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Impugnazione tardiva cartella: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di un'intimazione di pagamento non può essere usata per contestare vizi di una cartella di pagamento notificata in precedenza e non impugnata nei termini di legge. La mancata e tempestiva opposizione rende la cartella definitiva e la pretesa in essa contenuta non più discutibile nel merito. Di conseguenza, il successivo ricorso del contribuente è stato dichiarato inammissibile, ribadendo il principio fondamentale dell'impugnazione tardiva cartella e della definitività degli atti tributari.
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Responsabilità cessionario: limiti e tutele
Una società che acquista un ramo d'azienda riceve un'intimazione di pagamento per debiti fiscali del venditore di importo notevolmente superiore al valore del ramo acquisito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce un punto fondamentale sulla responsabilità del cessionario: sebbene non sia necessaria la notifica degli atti impositivi originari, il cessionario ha il diritto di contestare l'entità della pretesa fiscale dinanzi al giudice tributario, eccependo il superamento del limite di responsabilità costituito dal valore dell'azienda ceduta. La Corte stabilisce che tale questione attiene alla sostanza del debito e non alla fase esecutiva.
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Responsabilità cessionario azienda: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i contorni della responsabilità del cessionario d'azienda per i debiti fiscali del cedente. Il caso riguardava un'azione di pignoramento avviata nei confronti di una società acquirente un ramo d'azienda, senza la preventiva notifica delle cartelle di pagamento originariamente indirizzate alla società venditrice. La Suprema Corte ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che non è necessaria la notifica dell'avviso di accertamento o della cartella di pagamento originaria al cessionario. È sufficiente notificargli un atto successivo, come l'intimazione di pagamento, per procedere legittimamente alla riscossione, data la sua responsabilità "da posizione". La Corte ha inoltre precisato che la contestazione relativa al mancato rispetto del beneficio di preventiva escussione del cedente rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello tributario.
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Ex socio responsabile per debiti: la guida completa
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ex socio responsabile di una società di persone resta obbligato per i debiti tributari sorti prima della cessione delle sue quote. La mancata impugnazione di un'intimazione di pagamento rende il credito definitivo e preclude la possibilità di eccepire la prescrizione. Inoltre, il beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale deve essere richiesto esplicitamente nei primi gradi di giudizio, altrimenti non può essere fatto valere in Cassazione.
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Concordato preventivo: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una debitrice in concordato preventivo che contestava il piano di riparto del liquidatore. La Corte ha stabilito che, una volta omologato il concordato, le controversie sulla sua esecuzione non possono essere decise con ricorso straordinario, ma devono essere affrontate in un separato e ordinario giudizio civile. La decisione sottolinea la natura non decisoria dei provvedimenti emessi dal giudice delegato in fase esecutiva.
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Caparra confirmatoria: valida anche senza dazione denaro
La Corte di Cassazione stabilisce che una caparra confirmatoria è valida anche se costituita tramite compensazione di crediti, senza la materiale consegna di denaro. In un caso di inadempimento di un contratto preliminare, la Corte ha confermato la condanna al pagamento del doppio della caparra, riqualificando la clausola da 'penitenziale' a 'confirmatoria' in base alla reale volontà delle parti. Inoltre, ha ribadito la responsabilità illimitata del socio accomandatario per le obbligazioni sorte prima della trasformazione della società in S.r.l.
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Responsabilità solidale cessionario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha cassato una sentenza di merito, stabilendo i principi sulla responsabilità solidale del cessionario in caso di cessione d'azienda fraudolenta. La Corte ha chiarito che la presunzione di frode, prevista dalla legge, non può essere superata dalla semplice prova del pagamento del prezzo. Inoltre, ha sottolineato come la motivazione del giudice di merito debba essere concreta e non apparente, e come l'omessa esibizione di documenti al Fisco precluda il loro utilizzo in giudizio anche per il cessionario.
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Cessione ramo d’azienda: debiti fiscali e responsabilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la società acquirente in una cessione di ramo d'azienda è solidalmente responsabile per i debiti fiscali della società cedente, anche se accertati dopo il trasferimento. La sentenza chiarisce che se l'acquirente non richiede il certificato dei carichi pendenti all'Amministrazione Finanziaria, la sua responsabilità si estende ai debiti sorti nell'anno della cessione e nei due precedenti, anche se non ancora formalizzati. Viene inoltre confermato che, una volta che il debito è sancito da una sentenza definitiva, il termine per la riscossione è quello decennale ordinario e non i più brevi termini di decadenza fiscale.
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Beneficium excussionis: onere della prova del creditore
La Corte d'Appello di Torino ha confermato che il creditore di una società non può agire esecutivamente contro il socio illimitatamente responsabile senza prima aver provato l'insufficienza del patrimonio sociale. La sentenza chiarisce che l'onere di fornire tale prova, attraverso un'infruttuosa escussione, grava sul creditore stesso, secondo il principio del beneficium excussionis. Una semplice allegazione di incapienza o un'esecuzione presso terzi non conclusiva non sono considerate prove sufficienti.
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Fideiussione omnibus: firma valida e obblighi garante
Un fideiussore si oppone a un decreto ingiuntivo di una banca, disconoscendo le proprie firme su una fideiussione omnibus e una specifica. Il Tribunale di Milano, basandosi su una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) grafologica che ha confermato l'autenticità delle sottoscrizioni, ha rigettato l'opposizione. La sentenza ha inoltre respinto le eccezioni del garante relative all'obbligo della banca di agire prima contro il debitore principale, alla presunta concessione abusiva di credito e alla decadenza dall'azione, confermando integralmente il decreto ingiuntivo e condannando l'opponente al pagamento e alle spese legali.
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