La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione a carico di tre amministratori. Essi non avevano riscosso un credito milionario da una società collegata, operante in un paradiso fiscale. La difesa invocava "vantaggi compensativi" per il gruppo, sostenendo che l'omissione avrebbe evitato il dissesto di altre aziende e mantenuto un cliente chiave. Tuttavia, la Corte ha ribadito che l'interesse da tutelare è quello della singola società fallita e dei suoi creditori. I vantaggi compensativi devono essere concreti e dimostrabili per la società depauperata, non solo per il gruppo. La prova di tali vantaggi, in questo caso, è mancata.
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