La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34514/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di pene accessorie e patteggiamento. In un caso di bancarotta fraudolenta impropria, un imputato aveva patteggiato una pena di due anni di reclusione, ma il giudice di merito aveva aggiunto anche dieci anni di pene accessorie fallimentari. La Suprema Corte ha annullato quest'ultima parte della condanna, ribadendo che, per una pena patteggiata non superiore a due anni, le pene accessorie non si applicano, a meno che non si tratti di reati specificamente elencati dalla legge, tra cui non rientra la bancarotta.
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