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Azione Surrogatoria

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60 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione surrogatoria appalti: interessi e riserve
Una società di costruzioni, non pagata da un concessionario fallito per la realizzazione di uno stadio, ha intrapreso un'azione surrogatoria contro l'ente pubblico committente. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al pagamento del capitale, ma ha negato gli interessi di mora. La decisione si fonda sul fatto che il contratto di concessione, che regola i rapporti tra l'ente e il concessionario, prevedeva l'emissione di una fattura per far scattare i termini di pagamento, adempimento mai avvenuto. In un'azione surrogatoria appalti, il creditore subentra nei diritti (e nei limiti) del proprio debitore. La Corte ha però cassato la sentenza per un riesame di alcune riserve contrattuali, giudicando illogica la motivazione del giudice di merito.
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Legittimazione socio Srl: quando può impugnare?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32146/2025, ha chiarito la questione della legittimazione del socio di una Srl a impugnare un avviso di accertamento fiscale. Nel caso esaminato, un ex socio unico e amministratore di una società, le cui quote erano state sottoposte a sequestro giudiziario con nomina di un nuovo amministratore e successivamente dichiarata fallita, aveva impugnato un accertamento fiscale. La Corte ha stabilito che l'ex socio non ha la legittimazione processuale per agire. Tale potere spetta esclusivamente al legale rappresentante della società (in questo caso, prima il custode giudiziario e poi il curatore fallimentare). L'interesse del socio alla conservazione del patrimonio sociale è tutelato solo tramite strumenti interni alla vita societaria e non con azioni dirette verso terzi.
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Giudizio di rinvio: limiti e poteri del giudice
Una creditrice ha agito in giudizio per far dichiarare la simulazione di una compravendita immobiliare. Dopo una prima sentenza della Cassazione che ha rinviato il caso alla Corte d'Appello, quest'ultima ha nuovamente rigettato la domanda, limitando l'oggetto del riesame. La Suprema Corte, con una nuova ordinanza, ha stabilito che nel giudizio di rinvio il giudice ha il dovere di esaminare tutte le questioni, comprese quelle precedentemente "assorbite" dalla Cassazione, poiché non coperte da giudicato. La sentenza è stata quindi nuovamente annullata.
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Pignoramento presso terzi: il creditore agisce iure proprio
La Corte di Cassazione chiarisce un principio fondamentale del pignoramento presso terzi. Un creditore che avvia tale procedura agisce 'iure proprio', ovvero in nome e per diritto proprio, e non come sostituto del proprio debitore inerte. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente qualificato l'azione del creditore come surrogatoria, riaffermando l'autonomia del suo diritto a pignorare i crediti del debitore verso terzi, anche in presenza di precedenti vincoli.
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Impugnazione rinuncia eredità: ricorso improcedibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile un ricorso riguardante l'impugnazione della rinuncia all'eredità da parte dei creditori. La decisione non è entrata nel merito della questione, ma si è basata su un vizio procedurale: il mancato deposito della relazione di notificazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorso incidentale condizionato è stato assorbito e la ricorrente condannata alle spese.
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Impugnazione bilancio: limiti e onere della prova
Una società costruttrice ha contestato il bilancio di una sua debitrice, avviando azioni legali per recuperare il proprio credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che l'impugnazione bilancio non può essere usata per chiedere alla Suprema Corte una nuova valutazione dei fatti contabili. La decisione ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare il merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Patto fiduciario: la prova per presunzioni semplici
La curatela di un fallimento agisce per far dichiarare un patto fiduciario, sostenendo che una società avesse acquistato immobili per conto di due fratelli debitori al fine di sottrarli ai creditori. La Corte d'Appello conferma la decisione di primo grado, rigettando la domanda. La motivazione si fonda sull'insufficienza della prova per presunzioni: sebbene gli indizi suggerissero un'operazione elusiva, non dimostravano in modo univoco l'esistenza di un obbligo di ritrasferimento della proprietà, essendo i fatti compatibili anche con la mera volontà dei fratelli di godere dei beni attraverso lo schermo societario.
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Legittimazione socio unico: la Cassazione decide
Un socio unico di S.r.l. impugnava un avviso fiscale notificato alla società dopo il sequestro delle sue quote e la nomina di un nuovo amministratore. La Cassazione ha negato la legittimazione socio unico, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La sentenza è stata cassata senza rinvio perché l'azione non poteva essere proposta in origine, stabilendo che il socio non può sostituirsi all'organo amministrativo nei rapporti con terzi.
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Insinuazione al passivo: TFR e crediti futuri
Una società che, in seguito a una retrocessione di ramo d'azienda, si era fatta carico di debiti lavorativi (ferie, TFR) di un'altra impresa, poi fallita, ha tentato l'insinuazione al passivo per recuperare tali somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiari: per l'azione surrogatoria è necessaria la prova rigorosa del pagamento, e i crediti futuri come il TFR non ancora maturato non possono essere ammessi al passivo fallimentare, neppure con riserva.
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Insinuazione al passivo TFR: quando è escluso il credito
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di una società di ammettere al passivo del fallimento di un'altra impresa un credito per TFR e ferie dei dipendenti trasferiti. La Corte ha chiarito che l'insinuazione al passivo TFR è inammissibile se il rapporto di lavoro prosegue con il nuovo datore, poiché il credito non è ancora esigibile al momento della dichiarazione di fallimento, configurandosi come un credito futuro. La domanda relativa alle ferie è stata respinta per mancanza di prova del pagamento.
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Azione surrogatoria: inerzia del debitore e tutela
Il caso analizza l'azione surrogatoria di un creditore nei confronti del proprio debitore, erede legittimario pretermesso. La controversia nasce da due testamenti olografi con disposizioni contrastanti. La Corte d'Appello ha negato al creditore la possibilità di agire in surrogatoria, non ravvisando l'inerzia del debitore, il quale aveva attivamente partecipato al giudizio. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso la questione a una sezione specializzata per definire i contorni della nozione di "inerzia" e gli strumenti di tutela del creditore in tali complesse circostanze.
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Interpretazione atto giudiziario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per errata interpretazione di un ricorso per decreto ingiuntivo. Il caso riguardava un'azione di regresso tra soci di una S.a.s., co-fideiussori di un debito sociale. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto che l'azione fosse rivolta solo a una socia personalmente, escludendo la legittimazione della società. La Cassazione ha stabilito che l'interpretazione dell'atto giudiziario deve seguire i criteri ermeneutici contrattuali, considerando tutte le espressioni usate e il contesto, ripristinando la corretta lettura della domanda iniziale rivolta alla socia in duplice veste, personale e societaria.
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Azione surrogatoria: come recuperare un credito
Un'impresa edile ha eseguito lavori per un Comune senza un contratto scritto. Di fronte al mancato pagamento, l'impresa ha utilizzato l'azione surrogatoria, agendo al posto del funzionario comunale inadempiente per citare in giudizio lo stesso Comune per arricchimento ingiustificato. La Corte di Cassazione ha confermato la validità di questa procedura, stabilendo che un creditore può sostituirsi al proprio debitore (in questo caso, il funzionario) per esercitare un suo diritto (l'azione verso il Comune) e recuperare così il proprio credito.
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Azione Surrogatoria: Requisiti e Prova del Pericolo
Un creditore ha intentato un'azione surrogatoria per conto del suo debitore inerte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando che un requisito fondamentale per l'azione surrogatoria è la prova di un concreto pericolo che il patrimonio del debitore diventi insufficiente a soddisfare il creditore (eventus damni). La semplice inerzia del debitore non è, da sola, sufficiente. La Corte ha inoltre stabilito che l'Avvocatura dello Stato, in caso di vittoria, non ha diritto al rimborso dell'IVA e del contributo previdenziale forense sulle spese legali.
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Azione surrogatoria: quando il creditore può agire?
In una complessa vicenda ereditaria, un creditore interviene per tutelare il proprio credito esercitando l'azione surrogatoria nei confronti del debitore, erede pretermesso. La Corte di Cassazione, di fronte a orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla nozione di 'inerzia' del debitore, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite. L'ordinanza interlocutoria solleva due dubbi fondamentali: la definizione di inerzia del debitore ai fini dell'azione surrogatoria e l'ammissibilità di tale azione per l'esercizio dell'azione di riduzione da parte del creditore di un legittimario pretermesso.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza notifica
Una società fornitrice di materiali edili non pagata dall'appaltatore ha citato in giudizio sia l'appaltatore che l'ente pubblico committente. In appello, ha notificato l'atto solo all'ente pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della sentenza d'appello per violazione del contraddittorio, ravvisando un'ipotesi di litisconsorzio necessario tra l'appaltatore e il committente, le cui posizioni erano inscindibili. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
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Legittimazione TFR fallimento: chi può agire?
Un lavoratore si vede negare l'insinuazione al passivo per le quote di TFR trattenute ma non versate al fondo pensione dal datore di lavoro, poi fallito. Le corti di merito ritenevano che la legittimazione ad agire spettasse solo al fondo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che la regola generale sulla legittimazione TFR fallimento spetta al lavoratore. Il conferimento del TFR al fondo si presume una delegazione di pagamento, non una cessione del credito. Sarà il curatore fallimentare a dover provare l'eventuale esistenza di una cessione. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
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Arricchimento senza causa: appalto pubblico nullo
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per l'edilizia residenziale per ottenere il pagamento di lavori eseguiti in assenza di un contratto scritto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'inammissibilità della domanda di arricchimento senza causa perché proposta tardivamente nel corso del processo. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sulla responsabilità diretta dei funzionari degli enti locali non si estendono a questa tipologia di ente pubblico.
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Sanatoria affitto agrario: quali interessi pagare?
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la sanatoria morosità affitto agrario. Un creditore del locatore aveva agito per la risoluzione del contratto per mancato pagamento dei canoni. L'affittuario ha sanato il debito, ma il creditore ha contestato l'importo degli interessi. La Suprema Corte ha stabilito che, in base alla legge speciale sull'affitto agrario (D.Lgs. 150/2011), per la sanatoria sono dovuti solo gli interessi legali ordinari e la rivalutazione, non gli interessi maggiorati previsti dall'art. 1284, quarto comma, cod. civ., la cui applicazione richiede una specifica domanda di pagamento, assente in questo caso.
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Azione revocatoria: inefficace il trasferimento fondi
La sentenza analizza un caso di azione revocatoria promossa da alcuni avvocati creditori nei confronti del loro ex cliente. Quest'ultimo, dopo aver incassato una cospicua somma, l'aveva trasferita su un conto intestato unicamente al figlio, rendendosi di fatto insolvente. Il Tribunale ha accolto la domanda, dichiarando inefficace l'atto di trasferimento in quanto compiuto con la consapevolezza di arrecare pregiudizio ai creditori. È stato tuttavia disposto l'integrale compensazione delle spese di lite, poiché erano stati gli stessi legali a suggerire l'operazione fraudolenta.
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