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Azione Revocatoria — Anno 2026

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230 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Azione Revocatoria

Provvedimenti

Azione revocatoria e fondo patrimoniale: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto contro la sentenza che aveva accolto l'azione revocatoria relativa alla costituzione di un fondo patrimoniale. I ricorrenti non hanno rispettato i canoni di chiarezza e specificità richiesti per il giudizio di legittimità, limitandosi a richiedere un riesame dei fatti già valutati nei gradi precedenti. La decisione conferma l'inefficacia dell'atto di segregazione patrimoniale nei confronti del creditore, ribadendo che il ricorso in Cassazione non può costituire un terzo grado di merito.
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Notifica nulla: le regole per gli atti giudiziari
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della validità della **Notifica** di un atto di citazione eseguita durante l'emergenza pandemica. Nel caso di specie, alcuni debitori avevano impugnato la sentenza che dichiarava inefficace il conferimento di beni in un trust, lamentando che la citazione iniziale non fosse stata regolarmente notificata. L'operatore postale aveva infatti apposto sulla ricevuta solo il riferimento normativo dell'emergenza, senza attestare l'effettivo accertamento della presenza dei destinatari. La Suprema Corte ha stabilito che tale omissione determina la nullità della procedura, poiché il rispetto delle modalità semplificate introdotte durante la pandemia richiede comunque la prova del tentativo di consegna fisica.
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Azione revocatoria: limiti alle eccezioni tardive
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una parte acquirente che, in un giudizio di azione revocatoria, aveva invocato tardivamente l'esenzione per l'acquisto dell'abitazione principale. La Corte ha stabilito che tale esenzione costituisce un'eccezione in senso stretto e deve essere sollevata nei termini decadenziali del primo grado, non potendo essere introdotta per la prima volta nella comparsa conclusionale d'appello. La decisione conferma che il pregiudizio ai creditori sussiste anche in presenza di ipoteche sull'immobile, qualora l'atto renda più incerto il recupero del credito.
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Intestazione fiduciaria e azione revocatoria
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un fallimento che ha esperito un'azione revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale. L'operazione coinvolgeva quote societarie soggette a intestazione fiduciaria. La società fiduciaria ha contestato la propria legittimazione passiva, sostenendo di aver ceduto le quote prima dell'inizio del giudizio. La Suprema Corte ha confermato che la fiduciaria è parte necessaria nel processo quando l'azione mira ad accertare la reale titolarità dei beni in capo al debitore fiduciante, dichiarando inammissibile il ricorso della società.
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Azione revocatoria: prova della mala fede del terzo
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti dell'azione revocatoria in caso di vendite consecutive dello stesso immobile. Un fallimento ha impugnato la vendita di un compendio immobiliare effettuata dalla società poi fallita a una prima acquirente, e la successiva rivendita a una società subacquirente. La Suprema Corte ha stabilito che, per dichiarare l'inefficacia dell'acquisto del subacquirente a titolo oneroso, è necessario provare la sua consapevolezza della lesività del primo atto di vendita rispetto ai creditori del fallito. Il giudice di merito aveva erroneamente focalizzato l'indagine sulla consapevolezza relativa al secondo atto, trascurando il legame indiziario con la prima cessione.
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Azione revocatoria: cessione rami d’azienda nulla
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della cessione di rami d'azienda (campeggio e ristorazione) operata da una società prima del fallimento. L'azione revocatoria è stata ritenuta fondata poiché l'operazione ha svuotato l'intero attivo aziendale in presenza di ingenti debiti fiscali preesistenti. I giudici hanno evidenziato come il legame di parentela tra le parti coinvolte (madre, figlia e coniuge) costituisca prova della consapevolezza del danno arrecato ai creditori, rendendo gli atti inopponibili alla massa fallimentare.
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Azione revocatoria fallimentare: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una donazione di immobili effettuata da un socio illimitatamente responsabile a favore dei propri familiari. Attraverso l'**azione revocatoria fallimentare**, il curatore ha dimostrato che l'atto sottraeva beni essenziali alla garanzia dei creditori. La Corte ha chiarito che non è necessario che tutti i crediti siano anteriori all'atto, essendo sufficiente la preesistenza di anche un solo credito. Inoltre, è stato accolto il ricorso incidentale del fallimento sulla corretta liquidazione delle spese legali, ribadendo l'obbligo di rispettare i minimi tabellari basati sul valore effettivo della causa.
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Azione revocatoria: quando la vendita è inefficace
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una compravendita immobiliare soggetta ad azione revocatoria, rigettando la tesi dell'esenzione per pagamento di debiti scaduti. I giudici hanno stabilito che tale esenzione non opera se solo una parte del prezzo è destinata all'estinzione di debiti pregressi. Inoltre, è stato chiarito che il subentro del curatore fallimentare nell'azione avviata da un singolo creditore estende automaticamente gli effetti del provvedimento a tutta la massa dei creditori, garantendo la tutela collettiva tipica delle procedure concorsuali.
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Azione revocatoria: i limiti del contratto preliminare
Una società immobiliare ha impugnato la sentenza che dichiarava inefficace, tramite azione revocatoria, la compravendita di un immobile. La difesa sosteneva che l'atto fosse l'adempimento di un contratto preliminare stipulato anni prima, cercando così di escludere la consapevolezza del danno ai creditori. Tuttavia, la Corte d'Appello ha ritenuto l'eccezione tardiva e ha rilevato la mancanza di data certa del preliminare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché il ricorrente non ha contestato specificamente entrambe le ragioni della decisione di secondo grado, confermando la revoca dell'atto.
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Eventus damni: revocatoria e crediti bancari
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della sussistenza dell'**eventus damni** in un'azione revocatoria ordinaria promossa da una curatela fallimentare contro un istituto di credito. La Corte d'Appello aveva erroneamente escluso il danno per i creditori basandosi sul fatto che il credito della banca era stato definitivamente escluso dallo stato passivo. La Suprema Corte ha invece chiarito che il pregiudizio per la massa dei creditori deve essere valutato in base alla difficoltà di esazione del credito causata dall'atto dispositivo, indipendentemente dal fatto che il destinatario del pagamento sia stato o meno ammesso al passivo fallimentare.
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Contratto preliminare: offerta prezzo e art. 2932 c.c.
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in presenza di un contratto preliminare, l'offerta del prezzo residuo è implicitamente contenuta nella domanda giudiziale di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. Non è necessaria un'offerta formale separata, anche qualora l'acquirente richieda la compensazione del saldo con il risarcimento dei danni. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente ritenuto inidonea l'offerta perché condizionata alla compensazione, ribadendo che il pagamento del prezzo resta comunque una condizione per l'effetto traslativo della sentenza.
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Azione revocatoria e scioglimento societario
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ex socio che aveva esperito un'azione revocatoria contro lo scioglimento anticipato di una società. Il ricorrente lamentava che la sorella, liquidatrice, avesse sciolto la società per evitare il trasferimento di immobili promessi in sede di recesso. La Suprema Corte ha stabilito che, una volta accolta la domanda principale di inefficacia dell'atto, le domande subordinate di risoluzione e risarcimento restano assorbite, mancando l'interesse del creditore a procedere ulteriormente se il suo diritto è già tutelato.
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Azione revocatoria: come provare la malafede
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'**azione revocatoria** esercitata da un creditore contro una serie di vendite immobiliari a catena. Il debitore aveva alienato la nuda proprietà di un bene a un familiare lo stesso giorno in cui veniva autorizzato un sequestro conservativo, con successivo trasferimento a un terzo. La Corte ha stabilito che la consapevolezza del danno al creditore può essere legittimamente desunta da elementi presuntivi quali il rapporto di parentela, la tempistica sospetta e le modalità di pagamento dilazionate, dichiarando inammissibile il ricorso che richiedeva un nuovo esame dei fatti.
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Azione revocatoria: stop ai trasferimenti ai figli
La Corte di Cassazione ha confermato l'efficacia di un'**azione revocatoria** promossa da un condominio contro un debitore che aveva conferito il proprio ramo d'azienda a una società composta dai figli, donando successivamente le quote. La Corte ha stabilito che l'operazione ha integrato l'eventus damni, poiché ha reso più difficile il recupero del credito tramite una variazione qualitativa del patrimonio. Il legame di parentela e la tempistica degli atti sono stati ritenuti prove sufficienti della consapevolezza del danno arrecato.
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Azione revocatoria e contratto per persona da nominare
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'**azione revocatoria** promossa da una procedura fallimentare contro un ex amministratore. Quest'ultimo aveva ceduto immobili ai figli tramite un contratto preliminare per persona da nominare, i quali avevano poi indicato una società terza come acquirente finale. La Suprema Corte ha stabilito che anche un credito contestato (litigioso) legittima l'azione e che la malafede deve essere valutata in capo allo stipulante originario, confermando la responsabilità di tutte le parti coinvolte nella sequenza elusiva.
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Fondo patrimoniale e azione revocatoria: la guida
Due garanti di un contratto di leasing hanno costituito un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni immobili dopo l'inadempimento della società garantita. La banca creditrice ha agito con azione revocatoria per rendere inefficace tale atto. La Corte di Cassazione ha confermato la revocabilità del fondo patrimoniale, respingendo le eccezioni sulla competenza territoriale e sulla presunta nullità del contratto di leasing originario, in quanto quest'ultimo rappresentava solo un presupposto del credito e non l'oggetto diretto del giudizio.
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Azione revocatoria: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha confermato che nell'ambito di un'azione revocatoria ordinaria, il termine di prescrizione quinquennale decorre dalla data di trascrizione dell'atto e non dalla sua stipula. Il caso riguardava la vendita di immobili da parte di una società poi fallita. La Suprema Corte ha chiarito che la pubblicità dell'atto è il presupposto necessario affinché il creditore possa conoscere il pregiudizio e agire legalmente, garantendo così un equilibrio tra certezza del diritto e tutela del credito.
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Azione revocatoria: cessione immobili e danni.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una cessione immobiliare operata da una società, successivamente fallita, a favore di un suo fornitore strategico. L'operazione, contestata tramite **azione revocatoria**, consisteva nel trasferimento di terreni edificabili per estinguere debiti pregressi. La Corte ha stabilito che la sostituzione di beni immobili con beni mobili registrati (come automezzi) integra il danno ai creditori, poiché questi ultimi sono soggetti a rapido deprezzamento e facile occultamento. Il ricorso delle società coinvolte è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a una revisione dei fatti già accertati nei gradi di merito.
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Azione revocatoria e prova della cessione del credito
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di due coniugi contro la sentenza che dichiarava inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale tramite azione revocatoria. Il punto centrale della decisione riguarda la legittimazione attiva di una società intervenuta nel processo come cessionaria del credito. La Suprema Corte ha rilevato che la prova della cessione del credito è stata prodotta tardivamente, solo con la comparsa conclusionale, violando le regole sulle preclusioni istruttorie. Il giudice d'appello non ha motivato correttamente su tale eccezione, rendendo necessaria la cassazione della sentenza con rinvio.
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Azione revocatoria ordinaria e litisconsorzio
La Corte di Cassazione conferma che nell'azione revocatoria ordinaria su un bene in leasing l'utilizzatore non è litisconsorte necessario. La sentenza valida l'inefficacia dell'atto se sussistono pregiudizio e consapevolezza del danno.
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