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Azione Di Responsabilità

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92 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità amministratore: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità amministratore, annullando una sentenza di secondo grado che aveva rigettato la domanda di risarcimento danni avanzata da una curatela fallimentare. La Suprema Corte ha chiarito che la richiesta di danno, anche se genericamente legata alla mala gestio complessiva e quantificata secondo il criterio del deficit, è ammissibile se tra gli atti contestati vi è la prosecuzione non conservativa dell'attività dopo la perdita del capitale sociale, ristabilendo i principi sulla corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Responsabilità amministratori fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna di ex amministratori di una società fallita, stabilendo principi chiave sulla responsabilità amministratori fallimento. Viene chiarito che l'azione del curatore è unitaria e inscindibile, rendendo inapplicabile la clausola compromissoria statutaria. La Corte ha inoltre rigettato le eccezioni di prescrizione e le contestazioni sul merito per genericità, ribadendo che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti.
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Responsabilità del sindaco: il principio di non contestazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un sindaco di una società fallita, condannato per non aver vigilato sulla gestione. La Corte ha ribadito che la qualità di sindaco, se non contestata in primo grado, non può essere messa in discussione in appello. Questa decisione sottolinea l'importanza del principio di non contestazione, anche per le cause iniziate prima della riforma del 2009, e conferma la responsabilità del sindaco per i danni derivanti dalla mancata vigilanza che ha permesso la prosecuzione dell'attività in perdita.
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Responsabilità amministratori per debiti fiscali
Una società in fallimento ha citato in giudizio i suoi ex amministratori per i danni derivanti dal mancato pagamento di tributi, accumulando sanzioni e interessi. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che la scelta di non versare le imposte per pagare altre scadenze non è una decisione gestionale discrezionale protetta dalla "business judgment rule", ma una violazione di obblighi di legge che fonda la responsabilità amministratori. La Corte ha inoltre precisato i criteri del nesso causale e dell'onere della prova.
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Responsabilità amministratori: quando scatta il danno
Una ex amministratrice di S.r.l. viene condannata per il danno causato dal mancato pagamento di imposte, nonostante al momento delle sue dimissioni il patrimonio sociale fosse ancora capiente. La Cassazione conferma la condanna, chiarendo che la responsabilità amministratori sorge dall'atto illecito che impoverisce la società (in questo caso, l'omissione fiscale che genera sanzioni e interessi), anche se l'insufficienza patrimoniale si manifesta in un secondo momento. La prescrizione dell'azione, inoltre, decorre non dall'atto ma dal momento in cui l'incapienza del patrimonio diventa oggettivamente percepibile ai creditori.
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Deducibilità costi sindaco: la Cassazione decide
Un professionista, dottore commercialista, ha dedotto i costi sostenuti per una transazione relativa a un'azione di responsabilità intentata contro di lui come sindaco di una società fallita. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deduzione, ma la Corte di Cassazione ha confermato la sua legittimità. La sentenza chiarisce che la carica di sindaco rientra nell'attività professionale del commercialista, rendendo inerenti, e quindi ammettendo la deducibilità dei costi sindaco, a meno che non derivino dalla commissione di un reato.
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Responsabilità amministratori e prestiti infragruppo
Una società ha citato in giudizio il suo ex amministratore di diritto e due presunti amministratori di fatto, chiedendo il risarcimento per atti di mala gestio, in particolare per cospicui finanziamenti concessi ad altre società del gruppo. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, confermando la sentenza di primo grado. Secondo i giudici, la responsabilità amministratori per prestiti infragruppo sorge solo se si prova che, al momento dell'erogazione, l'amministratore era consapevole dell'impossibilità di restituzione da parte della società beneficiaria. La semplice appartenenza al gruppo giustifica tali operazioni in un'ottica di sinergia. Inoltre, la Corte ha ritenuto non provata la qualifica di amministratori di fatto dei due consulenti, le cui attività rientravano nei limiti del loro incarico professionale.
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Azione di responsabilità: la prova del danno è cruciale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni soci contro gli amministratori di una società cooperativa. L'azione di responsabilità è fallita a causa della mancata e generica prova dei danni lamentati, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Impugnazione bilancio fallimento: domanda inammissibile
Un socio ha impugnato i bilanci di una società per violazione dei principi di chiarezza e veridicità, chiedendo anche l'accertamento di un credito. Durante la causa, la società è stata dichiarata fallita. Il Tribunale ha dichiarato entrambe le domande inammissibili. La prima per carenza di interesse ad agire, poiché l'azione di responsabilità spetta al curatore fallimentare. La seconda perché l'accertamento dei crediti verso un'impresa fallita è di competenza esclusiva del giudice fallimentare. Questa sentenza chiarisce i limiti procedurali per un socio in caso di impugnazione bilancio fallimento.
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Sequestro conservativo amministratori: quando scatta
Il Tribunale di Venezia ha concesso un sequestro conservativo sui beni personali di ex amministratori di una società in liquidazione giudiziale. La decisione si fonda sull'azione di responsabilità promossa dal curatore per gravi atti di mala gestio, tra cui pagamenti preferenziali a sé stessi e a società collegate, in violazione della par condicio creditorum, e la stipula di contratti di locazione a canoni sproporzionati. Il provvedimento conferma che, in caso di crisi aziendale conclamata, la condotta gestoria grave può giustificare il sequestro per il timore che gli amministratori disperdano il proprio patrimonio a danno dei creditori.
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Responsabilità del liquidatore: guida al caso pratico
La Corte d'Appello conferma la condanna per responsabilità del liquidatore di una società. Il caso esamina atti di mala gestio, inclusa la vendita di quote a un prezzo inferiore al valore effettivo, la mancata riscossione del corrispettivo tramite una compensazione illegittima e l'esecuzione di pagamenti preferenziali. La sentenza chiarisce i criteri per la quantificazione del danno, limitandolo alla differenza tra il valore reale delle quote e il prezzo pattuito, escludendo il danno da mancata riscossione poiché la curatela non aveva provato l'impossibilità di recuperare il credito dagli acquirenti.
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Prescrizione azione responsabilità fondazioni: 5 anni
Una fondazione di origine bancaria ha intentato un'azione di responsabilità contro i suoi ex amministratori e sindaci per presunta mala gestio. La Corte d'Appello, confermando la sentenza di primo grado, ha dichiarato l'azione prescritta. La decisione si fonda sull'applicazione analogica del termine di prescrizione quinquennale previsto per le società per azioni (art. 2393 c.c.), anziché quello ordinario decennale. La Corte ha motivato questa scelta evidenziando come la complessità gestionale, i requisiti di professionalità richiesti agli organi e la natura dell'attività patrimoniale delle fondazioni bancarie le rendano assimilabili alle società commerciali, giustificando l'applicazione della stessa disciplina sulla prescrizione per ragioni di certezza del diritto. L'appello è stato parzialmente accolto solo riguardo alla compensazione delle spese legali, data la novità e l'incertezza della questione giuridica.
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