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Avviso

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'avviso o aviso era in origine una nave da guerra, di piccolo tonnellaggio (brigantino, cutter, schooner, sloop) e veloce, che serviva da collegamento per il comando o per fornire comunicazioni tra le varie navi e la terraferma e altri servizi militari o amministrativi. È l'abbreviazione dell'espressione spagnola barca de aviso (barca di avviso). In francese, esiste il termine bâtiment d'avis o navire d'avis (nave di avviso), ma non sono più utilizzati. Il Dictionnaire de la Marine Française (di Charles Romme, 1792) descrive gli avisos come "piccole navi designate a portare ordini o avvisi". Con la scomparsa delle navi a vela e prima della diffusione della radio, il termine è rimasto per indicare una nave rapida di medie dimensioni (quella di una torpediniera, per esempio) utilizzata per queste medesime funzioni di comunicazione tra gruppi di navi o la terraferma. Poi è stata utilizzata nella Marine nationale per descrivere le navi che stazionavano oltremare: gli avisos coloniali, poi gli avisos di scorta. Il termine aviso designa oggi, una classe di piccole corvette a vocazione generalista anti-sommergibile e anti-nave. La classificazione NATO è quella di una fregata (FF o FFG e il numero di scafo preceduto da una F). Il termine è ormai caduto in disuso oggi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riparazioni urgenti nella locazione: no al rimborso senza avviso
Il Conduttore di un locale commerciale, a seguito di un'ispezione dell'ASL che imponeva lavori di ripristino igienico, ha eseguito autonomamente il rifacimento integrale della pavimentazione. Successivamente, ha richiesto al Locatore il rimborso delle spese sostenute per riparazioni urgenti nella locazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Conduttore. I giudici hanno stabilito che la semplice trasmissione al Locatore della richiesta di proroga inviata all'ASL non costituisce un valido avviso di esecuzione dei lavori. Inoltre, le opere realizzate non coincidevano con le prescrizioni minime dell'autorità sanitaria. Di conseguenza, il Conduttore perde la causa e non ha diritto ad alcun rimborso, dovendo anche pagare le spese processuali.
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Notifica ricorso: inammissibilità senza avviso
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che annullava una cartella di pagamento per difetto di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della mancata prova della notifica. L'amministrazione non ha prodotto l'avviso di ricevimento postale, rendendo impossibile verificare il perfezionamento della procedura. Tale carenza documentale preclude l'esame delle ragioni di merito del ricorso.
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Cartella di pagamento: quando la notifica è sanata
Una società in liquidazione ha impugnato una cartella di pagamento relativa a IRAP e ritenute d'acconto dichiarate ma non versate. La ricorrente lamentava vizi nella notifica dell'atto e l'omesso invio del preventivo avviso bonario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'impugnazione tempestiva sana ogni vizio di notifica per il principio del raggiungimento dello scopo. Inoltre, i giudici hanno chiarito che la cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato non richiede necessariamente l'avviso bonario se non emergono incertezze interpretative sui dati dichiarati dal contribuente.
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Guida in stato di ebbrezza: revoca patente e regole.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza aggravata dalla causazione di un incidente stradale. La ricorrente contestava la legittimità della revoca automatica della patente e l'utilizzabilità del prelievo ematico per mancanza di avviso scritto del diritto al difensore. I giudici hanno chiarito che l'avviso può essere dato oralmente in situazioni di urgenza e che la revoca è giustificata dalla pericolosità intrinseca della condotta, indipendentemente dalla presenza di feriti. È stata inoltre negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato tasso alcolemico riscontrato.
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Colloqui detenuti: tutela dei legami familiari
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava l'autorizzazione ai colloqui detenuti tra un indagato e la propria compagna. Il diniego era stato motivato dal GIP con un generico rischio di inquinamento probatorio, nonostante la fase delle indagini preliminari fosse già conclusa. La Suprema Corte ha ribadito che il diritto ai colloqui con i familiari gode di una tutela rafforzata e che ogni limitazione deve essere supportata da motivazioni specifiche, concrete e non meramente ipotetiche.
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Guida in stato di ebbrezza: firma verbale non necessaria
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale e lesioni, rigettando il ricorso basato sulla presunta invalidità degli accertamenti per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente contestava la mancanza della propria firma sul verbale di polizia relativo all'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore durante il prelievo ematico. Gli Ermellini hanno chiarito che la sottoscrizione dell'interessato non è un requisito di validità dell'avviso, essendo sufficiente l'attestazione dell'ufficiale operante. Inoltre, è stata respinta la doglianza sulla mancata partecipazione dell'imputato detenuto all'udienza, poiché non è stata fornita prova di una specifica richiesta presentata al giudice.
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Avviso di accertamento: validità delega firma
La Corte di Cassazione ha chiarito la validità della delega di firma per l'avviso di accertamento. Un contribuente aveva contestato la nullità dell'atto poiché la delega non indicava il nome del funzionario delegato. La Suprema Corte ha stabilito che la delega ex art. 42 d.P.R. 600/1973 è una delega di firma e non di funzioni, pertanto non richiede l'indicazione nominativa del delegato, essendo sufficiente l'individuazione della qualifica tramite ordini di servizio interni.
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Avviso conclusione indagini: nullità e difesa
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa a causa della mancata notifica dell'avviso conclusione indagini all'imputato. I giudici di merito avevano erroneamente considerato tardiva l'eccezione di nullità sollevata dalla difesa. La Suprema Corte ha invece chiarito che l'omissione dell'avviso previsto dall'art. 415-bis c.p.p. configura una nullità a regime intermedio, la quale può essere validamente eccepita fino alla deliberazione della sentenza di primo grado. Di conseguenza, l'intero procedimento è stato invalidato, imponendo il ritorno degli atti alla fase delle indagini preliminari per garantire il pieno esercizio del diritto di difesa.
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Alcoltest: quando l’avviso del difensore non serve
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un conducente per il reato di rifiuto di sottoporsi all'alcoltest. Il ricorrente lamentava la mancata ricezione dell'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore prima del test. Gli Ermellini hanno stabilito che tale avviso è obbligatorio solo se l'accertamento viene effettivamente compiuto, in quanto volto a garantire la regolarità di un atto irripetibile. Nel caso di rifiuto, il reato si perfeziona istantaneamente prima dell'inizio della procedura tecnica, rendendo superfluo l'avviso difensivo. È stata inoltre confermata l'inammissibilità del lavoro di pubblica utilità a causa della gravità della condotta complessiva.
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Accertamento alcolemico: validità dell’avviso orale
Un automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza dopo un accertamento alcolemico tramite prelievo ematico. La difesa ha impugnato la sentenza sostenendo l'inutilizzabilità dell'esame poiché l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore non risultava dal verbale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la prova dell'avviso può essere fornita anche oralmente e confermata in giudizio tramite la testimonianza dell'agente operante, specialmente in contesti di urgenza legati al soccorso medico.
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