La Corte di Cassazione affronta un complesso caso di criminalità organizzata, delineando i confini tra associazione per delinquere e concorso di persone. La sentenza analizza molteplici reati, tra cui frodi fiscali mediante indebite compensazioni, autoriciclaggio ed estorsione. La Corte conferma la sussistenza di un'associazione per delinquere basandosi sulla stabilità del vincolo tra i membri e sull'esistenza di un programma criminoso indeterminato. Vengono inoltre annullate alcune condanne: una per traffico di influenze illecite, riqualificato come tentativo di truffa non procedibile per mancanza di querela, e un'altra viene rinviata per un errore nel calcolo della pena per il reato continuato, che aveva superato il limite legale del triplo della pena base.
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