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Atto Di Liberalità

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un atto con cui un soggetto arricchisce un altro senza ricevere nulla in cambio e senza esservi obbligato. Fiscalmente, non è considerato un costo deducibile per l'impresa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Donazione al figlio e confisca per equivalente: decide la Corte
Una donna viene condannata in via definitiva con contestuale ordine di confisca per equivalente di oltre due milioni di euro. Gli organi inquirenti procedono al sequestro di vari immobili formalmente intestati al figlio, ricevuti in donazione. Il figlio richiede la restituzione dei beni sostenendo la propria buona fede e la mancanza di prove sulla disponibilità effettiva in capo alla madre. La Corte di Appello accoglie in parte l'istanza e dispone la restituzione di alcuni beni donati nel 2018. Il Procuratore Generale propone ricorso in Cassazione segnalando l'illogicità della motivazione e il mancato esame del vincolo di parentela. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla l'ordinanza con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello.
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Malversazione di erogazioni pubbliche: no a stipendi restituiti
Il responsabile di un'associazione locale ha ottenuto fondi europei per realizzare un progetto sociale e remunerare giovani lavoratori. L'imputato ha imposto ai collaboratori di restituire una quota dei loro compensi, mascherando le somme come donazioni spontanee a favore dell'ente. I giudici hanno accertato la distrazione di 3.600 euro rispetto al vincolo originario del finanziamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna per malversazione di erogazioni pubbliche e la confisca del profitto illecito.
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Onere della prova: presta soldi a un’amica e li perde per sempre
Un uomo consegna una somma di denaro a una donna, con cui ha un rapporto personale, per aiutarla a pagare una rata per l'acquisto di una casa. Successivamente, chiede la restituzione sostenendo si trattasse di un prestito. La donna si oppone, affermando che fosse un regalo. La Corte di Cassazione dà ragione alla donna, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova per la restituzione delle somme: chi ha dato il denaro deve dimostrare non solo la consegna, ma anche l'esistenza di un accordo di restituzione. In assenza di tale prova, e data la natura del rapporto personale che rendeva plausibile un regalo, la richiesta viene respinta.
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Restituzione somme tra fidanzati: prestito da 30k€, non regalo
Un uomo aveva trasferito 30.000 euro alla sua fidanzata per la ristrutturazione di un immobile prima del matrimonio. Finita la relazione, lui ha chiesto i soldi indietro, sostenendo fosse un prestito. Lei si è opposta, definendolo un regalo o un dovere morale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la restituzione somme tra fidanzati è obbligatoria. La firma della donna sulle matrici degli assegni e l'importo sproporzionato rispetto alle finanze dell'uomo escludevano l'ipotesi del regalo. La donna è stata condannata a restituire l'intera somma.
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Donazione atto pubblico: la forma è sostanza
Una cittadina finanziava una borsa di studio universitaria. A seguito di un aumento dei costi dovuto a una nuova legge, l'Università le chiedeva una somma maggiore. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accordo era un atto di liberalità, qualificabile come donazione. Di conseguenza, data l'assenza della forma di donazione con atto pubblico, l'accordo è stato dichiarato nullo, annullando la richiesta di pagamento dell'Università.
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Fondo patrimoniale: quando è revocabile per figli?
Un soggetto costituisce un fondo patrimoniale con trasferimento di immobili a favore di parenti. Anni dopo, avendo avuto un figlio, ne chiede la revoca. La Cassazione chiarisce che se il fondo è per una famiglia già esistente, non è una donazione obnuziale irrevocabile, ma un atto di liberalità revocabile per sopravvenienza di figli.
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Promessa di contributo: è vincolante per una fondazione?
Una fondazione erogante aveva promesso un contributo annuale a un ente formativo, per poi corrisponderlo solo in parte adducendo difficoltà economiche. La Corte di Cassazione ha stabilito che la promessa di contributo, una volta deliberata dal consiglio e comunicata al beneficiario, non costituisce un mero atto di liberalità, ma un'obbligazione giuridicamente vincolante. La sua causa risiede nell'adempimento dello scopo statutario della fondazione stessa, creando un legittimo affidamento nel beneficiario.
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Donazione con riserva di usufrutto: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13298/2024, ha stabilito che la donazione di un immobile con riserva di usufrutto per il donante e, dopo la sua morte, per un terzo (es. il coniuge), costituisce due negozi giuridici distinti. Il primo è la donazione della nuda proprietà, il secondo è la donazione dell'usufrutto al terzo, sottoposta a condizione sospensiva. Quest'ultimo atto è autonomamente soggetto a imposta fissa di registro, confermando la tesi dell'Agenzia delle Entrate.
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Donazione con riserva di usufrutto: la tassazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce il regime fiscale della donazione con riserva di usufrutto per il donante e, successivamente, per un terzo. Il caso riguardava un avviso di liquidazione dell'imposta di registro su un atto di liberalità in cui un genitore donava la nuda proprietà di immobili alle figlie, riservando l'usufrutto per sé e, dopo la sua morte, per il coniuge. La Suprema Corte ha stabilito che tale operazione configura due distinti negozi giuridici: il primo è la donazione della nuda proprietà, il secondo è la donazione dell'usufrutto al terzo, sottoposta a condizione sospensiva. Di conseguenza, quest'ultimo atto è soggetto a tassazione autonoma, confermando la legittimità dell'avviso emesso dall'Agenzia delle Entrate.
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Accertamento sintetico: la donazione del coniuge è prova
Una contribuente riceve un avviso di accertamento sintetico dopo aver acquistato un immobile di valore sproporzionato rispetto al suo reddito dichiarato. La contribuente sostiene che i fondi provenissero da una donazione del coniuge, un imprenditore di lunga data. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva respinto le sue ragioni, stabilendo che i giudici devono valutare in modo completo e non semplicistico tutte le prove fornite, inclusa la capacità economica complessiva e storica del coniuge, per superare la presunzione dell'accertamento sintetico.
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Accertamento sintetico coniuge: come provarlo
Una contribuente, a seguito dell'acquisto di un immobile, riceve un avviso di accertamento sintetico per una spesa ritenuta sproporzionata rispetto al reddito dichiarato. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per fornire la prova contraria, non è sufficiente valutare il reddito del coniuge donante solo per alcuni anni, ma è necessario considerare la sua intera capacità economica e lavorativa pregressa. Il caso in esame riguarda un accertamento sintetico coniuge in cui la Corte ha cassato la sentenza di merito per non aver valutato adeguatamente la trentennale attività imprenditoriale del marito della ricorrente.
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Deducibilità sconti commerciali: la prova documentale
Un'azienda fornitrice di elettronica si è vista negare la deducibilità di sconti commerciali concessi a un cliente della grande distribuzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 781/2024, ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando l'accertamento fiscale. La decisione sottolinea che, per la deducibilità sconti commerciali, è indispensabile una documentazione chiara e completa che ne provi i criteri e le condizioni, altrimenti vengono considerati liberalità non deducibili. La Corte ha inoltre affrontato la questione della deducibilità di alcuni costi ai fini IRAP.
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Donazione di modico valore: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un beneficiario contro la nullità di una donazione di 200.000 euro. La Corte ha confermato che non si trattava di una donazione di modico valore, in quanto incideva in modo apprezzabile sul patrimonio della donante (oltre il 6%). Per essere valida, una donazione di tale entità avrebbe richiesto la forma dell'atto pubblico. Il ricorso è stato respinto perché mirava a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Oneri atto di liberalità: Cassazione rinvia a udienza
In un caso riguardante due fratelli contro una fondazione sanitaria, la Corte di Cassazione ha esaminato la complessa questione degli oneri apposti a un atto di liberalità. Riconoscendo l'eccezionale rilevanza giuridica e pratica della materia, disciplinata dagli artt. 793 e 794 c.c., la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Anziché decidere nel merito, ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per consentire una discussione più approfondita, sottolineando l'importanza nomofilattica della futura decisione.
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