Un individuo, condannato per tentato furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, giudicandola manifestamente infondata. I giudici hanno confermato che il calcolo del termine di prescrizione, pari a otto anni e quattro mesi a causa degli atti interruttivi, era corretto. Poiché il termine, decorrente dalla data del fatto, non era ancora scaduto al momento della sentenza d'appello, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »