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Attendibilità Della Persona Offesa

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124 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Tentata estorsione: la parola della vittima basta?
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il ricorso dell'indagato, che sosteneva di reclamare solo una somma lecita, è stato respinto. La Corte ha ribadito che le dichiarazioni della persona offesa, se ritenute credibili e supportate da elementi come referti medici o testimonianze di familiari, possono da sole fondare la decisione, anche per quanto riguarda la sussistenza dell'aggravante.
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Attendibilità persona offesa: la parola della vittima
La Corte di Cassazione conferma una condanna per violenza sessuale, ribadendo i principi sulla valutazione dell'attendibilità persona offesa. La Corte ha stabilito che la testimonianza della vittima, se ritenuta credibile, coerente e logica, costituisce prova piena, anche in assenza di altri elementi di riscontro. Il ricorso è stato respinto poiché la motivazione della Corte d'Appello, nel ritenere credibile la vittima e inattendibili i testi della difesa, è stata giudicata esente da vizi logici manifesti.
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Attendibilità persona offesa: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per atti persecutori e violenza sessuale ai danni dell'ex compagna. La sentenza ribadisce i principi sulla valutazione dell'attendibilità della persona offesa, sottolineando come la sua testimonianza, se ritenuta intrinsecamente credibile e coerente, non necessiti di riscontri esterni per fondare una condanna. Il ricorso, che mirava a una rivalutazione dei fatti e della credibilità della vittima, è stato respinto in quanto le motivazioni della Corte d'appello sono state giudicate logiche e prive di vizi.
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Attendibilità persona offesa: valutazione frazionata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per maltrattamenti, evidenziando un vizio di motivazione. La Corte d'appello aveva assolto l'imputato dal reato di furto, ritenendo inattendibili le dichiarazioni della vittima, ma lo aveva condannato per maltrattamenti basandosi sulle stesse dichiarazioni. Secondo la Cassazione, questa valutazione frazionata dell'attendibilità della persona offesa, senza un'adeguata giustificazione, costituisce una carenza argomentativa che inficia la validità della decisione.
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