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Astrazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Fenomeno processuale che dispensa il creditore dal dover provare il rapporto fondamentale che ha generato il debito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricognizione di debito e fallimento: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ricognizione di debito, se contenuta in un atto con data certa anteriore al fallimento, è pienamente opponibile alla curatela. Tale atto determina un'inversione dell'onere della prova, obbligando il curatore a dimostrare l'eventuale inesistenza o invalidità del rapporto sottostante. La sentenza affronta anche il tema della consegna delle merci, confermando che, in assenza di patti contrari, il venditore si libera dall'obbligo consegnando i beni al vettore. La decisione di merito è stata cassata per carenza di motivazione sulla quantificazione del credito ammesso al passivo.
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Ricognizione di debito: opponibilità nel fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ricognizione di debito contenuta in un accordo con data certa anteriore al fallimento è pienamente opponibile alla massa dei creditori. Tale atto determina un'inversione dell'onere della prova: non spetta al creditore dimostrare il rapporto sottostante, ma al curatore fallimentare provarne l'eventuale inesistenza o invalidità. La decisione sottolinea che il curatore non può essere considerato un terzo estraneo rispetto agli effetti dell'art. 1988 c.c., garantendo così maggiore tutela ai creditori muniti di documentazione certa.
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Ricognizione di debito e fallimento: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ricognizione di debito con data certa anteriore al fallimento è pienamente opponibile alla curatela. Tale atto determina un'inversione dell'onere della prova: spetta al curatore dimostrare l'inesistenza del rapporto sottostante. La sentenza chiarisce inoltre che la consegna di merci presso un consorzio terzo non deroga necessariamente alla regola della liberazione del venditore al momento della consegna al vettore, salvo accordi espliciti contrari.
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Ricognizione di debito e imposta di registro: la guida
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un professionista contro l'Agenzia delle Entrate in merito alla tassazione di una ricognizione di debito enunciata in un decreto ingiuntivo. Il contribuente aveva agito per il recupero di crediti professionali basandosi su assegni e scritture private. L'amministrazione finanziaria aveva preteso l'imposta di registro proporzionale su tali documenti. La Suprema Corte ha stabilito che il deposito di documenti a fini probatori in un processo non costituisce 'caso d'uso' e che la ricognizione di debito, avendo natura meramente dichiarativa e non patrimoniale, è soggetta a imposta fissa e non proporzionale, salvaguardando il diritto di difesa ex art. 24 Costituzione.
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Ricognizione di debito: prova e inversione onere
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un creditore che agiva per il recupero di 25.000 euro basandosi su una **ricognizione di debito**. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto che il creditore avesse rinunciato al beneficio dell'inversione dell'onere della prova richiedendo prove testimoniali. Gli Ermellini hanno invece chiarito che la richiesta di prove formulata solo per contrastare le eccezioni del debitore o per verificare la firma non costituisce una rinuncia implicita ai vantaggi previsti dall'art. 1988 c.c.
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