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Assoluzione

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145 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: prova e sanzioni
Un automobilista, assolto dal reato di guida in stato di ebbrezza per insufficienza di prove sul superamento della soglia penale, si vede comunque trasmettere gli atti al Prefetto per l'applicazione della sanzione amministrativa. La Corte di Cassazione ha confermato che i soli elementi sintomatici, come occhi arrossati e difficoltà di eloquio, pur non bastando per una condanna penale, possono essere sufficienti a configurare l'illecito amministrativo (tasso alcolemico tra 0,5 e 0.8 g/l), legittimando la decisione del giudice.
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Assoluzione art. 129 cpp: quando è impossibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'assoluzione per appropriazione indebita ai sensi dell'art. 129 c.p.p., nonostante l'estinzione del reato. La Corte ha stabilito che l'assoluzione in questi casi è possibile solo se l'innocenza emerge 'ictu oculi' dagli atti, senza necessità di alcuna valutazione. Nel caso specifico, la presenza di dichiarazioni della vittima e di una scrittura privata escludeva tale evidenza, rendendo impossibile l'assoluzione.
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Capo di imputazione generico: non è assoluzione
Un Giudice di Pace aveva assolto un imputato per diffamazione, ritenendo il capo di imputazione generico. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la genericità dell'accusa, qualora sussistente, deve portare alla dichiarazione di nullità dell'atto di citazione e non a un'assoluzione nel merito. La Corte ha inoltre precisato che, nel caso specifico, l'imputazione era sufficientemente dettagliata per consentire la difesa.
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Prescrizione e assoluzione: quando prevale la formula piena?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12940/2024, ha ribadito un principio fondamentale in tema di prescrizione e assoluzione. Un imputato, il cui reato era stato dichiarato estinto per prescrizione, aveva richiesto una piena assoluzione. La Corte ha respinto il ricorso, specificando che l'assoluzione nel merito prevale sulla prescrizione solo quando l'innocenza emerge in modo palese e indiscutibile dagli atti, senza necessità di alcuna valutazione approfondita.
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Rissa e prova: assoluzione se manca il ruolo attivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6404 del 2024, ha confermato l'assoluzione per due imputati accusati del reato di rissa. Nonostante gli indizi indicassero lo svolgimento di una zuffa, la mancanza di elementi certi sulla dinamica dei fatti e sul ruolo specifico svolto dagli imputati ha reso impossibile una condanna. La decisione sottolinea che la semplice presenza sulla scena del crimine e il riportare ferite non sono sufficienti per dimostrare la partecipazione attiva al reato di rissa e prova, che è un requisito essenziale per la colpevolezza.
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