LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Associazione Per Delinquere

Pagina 20 di 22

432 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Associazione per delinquere: prova della partecipazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro la misura di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la prova della partecipazione stabile a un sodalizio non richiede contatti con tutti i membri, ma può essere desunta da una collaborazione continuativa e funzionale con i vertici, come l'esecuzione di consegne delegate e l'integrazione nella logistica operativa del gruppo. La Cassazione ha ribadito che il suo sindacato sulle misure cautelari è limitato ai vizi di legittimità e non può riesaminare il merito delle prove.
Continua »
Autoriciclaggio: Cassazione su associazione e prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per associazione per delinquere e autoriciclaggio. Facevano parte di un sodalizio che, tramite una banca fittizia, truffava imprenditori per poi riciclare i proventi illeciti attraverso società estere. La Corte ha ritenuto i ricorsi generici, confermando che la partecipazione stabile ai reati-fine (truffe) prova l'appartenenza all'associazione e che il trasferimento di fondi all'estero per ostacolarne la tracciabilità integra pienamente il reato di autoriciclaggio.
Continua »
Associazione per delinquere: prova e misure cautelari
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di un indagato e del Pubblico Ministero in un caso di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha rigettato entrambi, confermando che la prova della partecipazione al sodalizio può basarsi sul ruolo strategico svolto (es. contabile), indipendentemente dal coinvolgimento in singoli episodi. Ha inoltre ribadito la legittimità della custodia in carcere quando necessaria a recidere i legami con l'ambiente criminale, e ha chiarito che il vizio di travisamento della prova è configurabile solo se l'elemento omesso o travisato è decisivo.
Continua »
Scorreria in armi: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per associazione per delinquere limitatamente all'aggravante della scorreria in armi. La sentenza chiarisce che per configurare tale aggravante non è sufficiente la mera disponibilità di armi da parte degli associati, ma è necessario che questi percorrano armati le campagne o le pubbliche vie, creando un particolare allarme sociale. Il caso riguardava un gruppo criminale specializzato nel furto e riciclaggio di veicoli. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto.
Continua »
Associazione per delinquere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di diversi imputati condannati per due distinti filoni criminali. Il primo riguarda un'estorsione con metodo mafioso per l'aggiudicazione di subappalti edili, per cui i ricorsi sono stati rigettati. Il secondo, più complesso, concerne un'associazione per delinquere dedita a un vasto traffico illecito di carburanti tramite false fatturazioni e documenti di trasporto (DAS) contraffatti. In questo caso, la Corte ha confermato l'esistenza dell'associazione per delinquere ma ha annullato con rinvio la sentenza su alcuni punti cruciali: ha riqualificato alcuni reati di falso documentale, ha annullato la confisca di un'intera azienda di trasporti ritenendola eccessiva e ha disposto una nuova valutazione sulle attenuanti generiche per un imputato.
Continua »
Associazione per delinquere: la prova in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e altri reati collegati, tra cui l'autoriciclaggio. La sentenza ha confermato la decisione della Corte d'Appello, ribadendo i criteri per distinguere una stabile organizzazione criminale dal semplice concorso di persone in reati continuati. La Corte ha valorizzato elementi come la stabilità del vincolo, la struttura organizzativa (ruoli, mezzi, canali di approvvigionamento) e la consapevolezza dei membri di contribuire a un programma criminoso a tempo indeterminato, ritenendo tali indici sufficienti a provare l'esistenza dell'associazione per delinquere.
Continua »
Associazione per delinquere: prova da intercettazioni
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, stabilendo che le intercettazioni telefoniche, se interpretate con rigore, costituiscono prova sufficiente. Viene rigettata la tesi della difesa sulla cosiddetta "droga parlata". La sentenza chiarisce anche il ruolo del fornitore stabile, considerato partecipe a pieno titolo dell'associazione quando il suo apporto è continuo e consapevole, anche se per un periodo limitato.
Continua »
Associazione per delinquere: la prova dalle intercettazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una misura cautelare nei confronti di un medico, ritenuto parte di un'associazione per delinquere finalizzata alla produzione di falsi certificati sulla sicurezza sul lavoro. La Corte ha stabilito che le intercettazioni telefoniche, sebbene contestate dalla difesa, costituivano una prova sufficiente a dimostrare l'esistenza di un accordo criminoso stabile e il contributo consapevole del ricorrente, respingendo il ricorso in quanto volto a una inammissibile rivalutazione dei fatti.
Continua »
Sequestro probatorio: legittimo un nuovo sequestro?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio su dispositivi elettronici. L'indagato sosteneva l'illegittimità del provvedimento poiché i beni erano già stati oggetto di precedenti sequestri. La Corte ha stabilito che un nuovo sequestro è legittimo se giustificato da una diversa finalità investigativa, come l'accertamento di un nuovo reato (in questo caso, associazione per delinquere), distinguendo tra il sequestro del 'contenitore' (il dispositivo) e quello del 'contenuto' (i dati pertinenti).
Continua »
Associazione per delinquere: la prova della partecipazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di droga e associazione per delinquere. La Corte ha stabilito che la prova della partecipazione all'associazione non richiede l'osservazione diretta dei reati, ma può essere desunta da un contributo effettivo e costante, come dimostrato da conversazioni intercettate che rivelavano il ruolo dell'imputato all'interno della struttura criminale, anche in previsione dell'arresto del capo.
Continua »
Associazione per delinquere: la prova del vincolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di beni di lusso. La Corte ha ribadito che l'uso del GPS è un mezzo di ricerca della prova atipico che non richiede autorizzazione. Ha inoltre sottolineato che, per configurare il reato di associazione per delinquere, è sufficiente un vincolo stabile e un programma criminoso indeterminato, anche in assenza di una complessa struttura organizzativa. La condanna è stata confermata in base al 'criterio di resistenza', poiché basata su prove schiaccianti indipendenti dai dati GPS contestati.
Continua »
Associazione per delinquere: prova e reati-scopo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti, confermando che la prova di una associazione per delinquere può derivare dalla serialità dei reati-scopo e dalla presenza di una struttura organizzativa, anche se rudimentale. La Corte ha chiarito che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma verificare la logicità della motivazione del giudice di merito, ritenuta in questo caso adeguata a dimostrare la gravità indiziaria.
Continua »
Sfruttamento del lavoro: condanna per associazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due donne accusate di associazione per delinquere, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento del lavoro. La sentenza chiarisce che il reclutamento di cittadini stranieri, con la promessa di un lavoro, per poi destinarli a condizioni lavorative degradanti, integra pienamente i reati contestati. Viene sottolineata l'esistenza di un'organizzazione stabile e la piena consapevolezza delle imputate, che agivano come organizzatrici nel sistema di sfruttamento del lavoro.
Continua »
Associazione per delinquere: prova e misure cautelari
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro la misura degli arresti domiciliari per associazione per delinquere. La sentenza ribadisce che, per le misure cautelari, non è necessaria la commissione dei reati-fine e che il controllo di legittimità sulla motivazione non può riesaminare i fatti. La Corte ha ritenuto logica e sufficiente la valutazione del Tribunale del Riesame basata su intercettazioni e documenti, che dimostravano l'esistenza del sodalizio e il rischio di reiterazione del reato.
Continua »
Associazione per delinquere: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di tre individui per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza chiarisce i criteri distintivi tra un'organizzazione criminale stabile e il semplice concorso in singoli reati. La Corte ha ritenuto provata l'esistenza di una struttura organizzata, seppur rudimentale, con una chiara divisione dei ruoli e un programma delittuoso a tempo indeterminato, rigettando le tesi difensive che parlavano di episodi isolati e privi di un vincolo associativo stabile.
Continua »
Associazione per delinquere: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro individui contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale, che aveva ravvisato l'esistenza di un sodalizio criminale altamente strutturato e operante con continuità, ritenendo attuale e concreto il pericolo di reiterazione del reato e adeguata la misura carceraria. La sentenza analizza i criteri distintivi dell'associazione per delinquere rispetto a fattispecie minori.
Continua »
Associazione per delinquere immigrazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per diversi imputati per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La sentenza chiarisce i criteri per distinguere la partecipazione stabile a un'organizzazione criminale dal concorso occasionale, analizzando il ruolo dei singoli, come gli scafisti. Vengono inoltre esaminati i presupposti per la dichiarazione di latitanza e l'utilizzabilità delle videoriprese in luoghi esposti al pubblico, ritenendo legittime quelle effettuate in un'area recintata ma visibile dall'esterno a causa di lacerazioni nei teli di copertura.
Continua »
Rito abbreviato: la scelta preclude eccezioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di tre imputati, condannati per associazione per delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari. La Corte ha stabilito che la scelta del rito abbreviato implica la rinuncia a sollevare eccezioni di inutilizzabilità degli atti di indagine, a meno che non derivino da divieti probatori assoluti. Questa decisione conferma la natura 'negoziale' del rito, dove l'imputato accetta gli atti del fascicolo in cambio di uno sconto di pena, precludendosi così la possibilità di contestare vizi procedurali non assoluti.
Continua »
Associazione per delinquere: limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per partecipazione ad un'associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico. La sentenza ribadisce che il controllo di legittimità non può rivalutare i fatti o lo spessore degli indizi, ma si limita a verificare la correttezza giuridica e l'assenza di manifesta illogicità nella motivazione del provvedimento impugnato, che in questo caso è stata ritenuta adeguata.
Continua »
Associazione per delinquere: la custodia in carcere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto accusato di far parte di un'associazione per delinquere dedita al traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari. Il ruolo dell'imputato era quello di fornire la base logistica per il deposito e la lavorazione di ingenti quantitativi di droga, come emerso da intercettazioni e dal ritrovamento di sostanze da taglio nella sua proprietà.
Continua »