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Associazione Di Tipo Mafioso

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223 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Associazione di tipo mafioso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione di tipo mafioso con ruolo dirigenziale, oltre a porto d'armi, ricettazione ed estorsione. La Corte ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria, confermando che, in fase di indagini preliminari, non è richiesta una descrizione dell'accusa dettagliata come nell'imputazione formale e che elementi come la gestione dei familiari dei detenuti e i contatti con altre cosche possono indicare un ruolo di vertice, anche in presenza di insubordinazioni interne al gruppo.
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Associazione di tipo mafioso: non basta il narcotraffico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando la decisione di un Tribunale del riesame che aveva annullato una misura cautelare per il reato di associazione di tipo mafioso. La Corte ha ribadito che, per configurare tale grave reato, non è sufficiente provare l'esistenza di un'organizzazione dedita al narcotraffico, anche se utilizza metodi violenti e intimidatori. È necessario dimostrare che il gruppo persegue finalità più ampie di controllo egemonico del territorio, come l'infiltrazione nelle attività economiche, negli appalti o nel processo elettorale, finalità non riscontrate nel caso di specie.
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Associazione mafiosa: coesistenza con spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo accusato di appartenere sia a un'associazione mafiosa sia a un'organizzazione parallela di narcotraffico. La difesa sosteneva che essere vittima di estorsione da parte dello stesso clan escludesse l'appartenenza. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'associazione mafiosa può coesistere con un'altra associazione criminale e che il pagamento di un "contributo" interno non nega la partecipazione al sodalizio. È stata inoltre confermata la responsabilità per concorso in estorsione basata sulla presenza intimidatoria durante la richiesta di pizzo.
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