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Assegno Vitalizio

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28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione Vittime del Dovere: la Cassazione decide
Un beneficiario, riconosciuto come 'vittima del dovere', ha richiesto l'adeguamento del suo assegno vitalizio. Il Ministero competente si è opposto, eccependo la prescrizione quinquennale del diritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, stabilendo che la richiesta di adeguamento e rivalutazione delle somme dovute alle vittime del dovere è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale, e non a quella breve di cinque anni. La Corte ha chiarito che il termine più lungo si applica in quanto si tratta di crediti di natura assistenziale non ancora 'liquidati', cioè non resi pienamente disponibili al creditore dall'amministrazione.
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Vittime del dovere: assegno vitalizio equiparato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9494/2024, ha stabilito che l'assegno vitalizio per le vittime del dovere deve essere equiparato a quello, di importo superiore, previsto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Gli eredi di una vittima del dovere si erano visti negare l'adeguamento dell'assegno dai giudici di merito. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello, affermando che il principio di uguaglianza e la consolidata giurisprudenza impongono un trattamento economico identico, respingendo l'idea di un adeguamento graduale.
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Perequazione assegni vitalizi: inclusi nel calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli assegni vitalizi percepiti per cariche elettive devono essere inclusi nel reddito pensionistico complessivo ai fini del calcolo della perequazione. La sentenza conferma l'efficacia retroattiva della normativa del 2015, che ha modificato le regole di rivalutazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, respingendo il ricorso di un pensionato che contestava la richiesta di restituzione delle somme da parte dell'ente previdenziale. La Corte ha ritenuto che tale inclusione non viola il principio di legittimo affidamento, in quanto l'intervento legislativo era prevedibile e finalizzato a garantire l'equilibrio di bilancio e la solidarietà intergenerazionale.
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Assegno vitalizio figli: Cassazione alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 8683/2024, ha rimesso alle Sezioni Unite la questione relativa al diritto all'assegno vitalizio per i figli maggiorenni di vittime della criminalità organizzata. Il caso riguarda il figlio di una vittima, a cui era stato negato il beneficio perché non economicamente a carico al momento del decesso. La Corte dubita della correttezza di questo requisito, alla luce delle modifiche legislative che sembrano aver esteso il beneficio a tutti i figli maggiorenni, a prescindere dalla dipendenza economica, e chiede un intervento chiarificatore per uniformare la giurisprudenza.
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Assegno vitalizio: legittima la riduzione dell’importo
Ex consiglieri regionali hanno impugnato la riduzione del loro assegno vitalizio, sostenendone l'illegittimità. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo che l'assegno vitalizio ha natura indennitaria e non pensionistica. Pertanto, il suo importo può essere ridotto in base a parametri di calcolo variabili ('mobili'), come le indennità dei consiglieri in carica, senza violare diritti acquisiti o norme costituzionali.
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Prescrizione assegno vitalizio: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17448/2025, ha stabilito che per l'assegno vitalizio dovuto alle vittime del dovere, la prescrizione decennale non estingue il diritto in sé, ma solo i singoli ratei maturati oltre dieci anni prima della domanda. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato l'intero diritto prescritto. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Assegno vitalizio vittime del dovere: Cassazione fa luce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19417/2025, ha stabilito che l'assegno vitalizio per le vittime del dovere deve essere equiparato a quello previsto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, ammontando quindi a 500,00 euro mensili e non alla cifra ridotta di 258,23 euro. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva negato tale equiparazione, ribadendo che un regolamento governativo non può modificare un diritto già sancito dalla legge. Il principio di perequazione e di parità di trattamento è stato il fulcro della decisione, volta a eliminare ingiustificate disparità.
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Vittima del dovere: status imprescrittibile, ma…
La Corte d'Appello di Trieste affronta il caso di un Carabiniere che ha richiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere anni dopo l'evento lesivo. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: lo status giuridico di vittima del dovere è imprescrittibile e non può essere negato per il solo passare del tempo. Tuttavia, i singoli benefici economici, come assegni e indennizzi, sono soggetti alla prescrizione decennale. Inoltre, l'accesso a determinate prestazioni, come gli assegni vitalizi, è subordinato al superamento di una soglia minima di invalidità (25%), che nel caso specifico non è stata raggiunta (17%). La Corte ha quindi riconosciuto lo status, ma ha negato la maggior parte dei benefici economici, ad eccezione dell'esenzione dalle spese sanitarie.
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