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Art. 393 Bis C.P.

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Norma del codice penale che esclude la punibilità per chi commette un fatto di violenza o minaccia contro un pubblico ufficiale se ha reagito a un atto arbitrario di quest'ultimo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: non vale l’atto arbitrario
L'Imputato ha aggredito la compagna e un rivale in strada. All'arrivo delle forze dell'ordine, si è opposto con violenza al controllo di identificazione, scalciando e dimenandosi durante l'ingresso nell'auto di servizio. In sede giudiziaria, la difesa ha invocato la causa di non punibilità sostenendo che l'operato degli agenti fosse un atto arbitrario e sproporzionato. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi. I giudici hanno stabilito che la resistenza a pubblico ufficiale resta punibile poiché la richiesta di identificazione era doverosa e legittima, vista la precedente condotta aggressiva. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, con la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Aggressione a pubblico ufficiale: punito chi colpisce il militare
Un cittadino molesto ha aggredito un militare della Guardia di Finanza fuori servizio che era intervenuto per tutelare l'ordine pubblico. Il cittadino ha invocato la legittima reazione ad atti arbitrari, sostenendo che il militare non fosse in servizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le forze dell'ordine hanno il dovere di intervenire anche fuori dall'orario di lavoro. L'aggressione a pubblico ufficiale stata quindi sanzionata con la condanna alle spese e a tremila euro di ammenda.
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Aggressione al controllore: condanna definitiva senza prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un passeggero condannato per l'aggressione al controllore di un autobus. L'imputato aveva assunto una condotta offensiva e violenta durante la verifica dei biglietti, sostenendo erroneamente una provocazione da parte del dipendente. I giudici hanno confermato che il controllore operava legittimamente nell'esercizio delle sue funzioni, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della durata e dell'intensità dell'azione. Poiché il ricorso è stato ritenuto inammissibile, l'imputato non ha potuto beneficiare della prescrizione maturata successivamente alla sentenza di appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale e alcoltest
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale di un individuo che si era opposto violentemente a un controllo alcolemico. La Corte ha stabilito che la richiesta degli agenti era legittima e fondata sull'apparente stato di ebbrezza, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per atti arbitrari.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso generico e condanna definitiva
Un uomo, condannato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Sosteneva che la sua reazione fosse giustificata da un atto arbitrario dell'autorità e contestava la pena. La Corte ha respinto le sue argomentazioni, giudicandole generiche e ripetitive di questioni già decise. La sentenza stabilisce un chiaro principio sull'**inammissibilità del ricorso per cassazione** quando i motivi non sono specifici e si limitano a criticare la valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Corte Suprema. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'uomo è stato condannato a pagare un'ulteriore somma.
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Violenza contro agenti: ricorso inammissibile e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per un comportamento violento. L'uomo sosteneva di aver agito per difendersi da un atto illegittimo delle forze dell'ordine. Tuttavia, i giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, sottolineando come il suo atteggiamento aggressivo, manifestato sia prima che dopo essere stato portato in commissariato, fosse del tutto incoerente con la sua versione dei fatti. Il ricorso è stato giudicato una semplice riproposizione di argomenti già valutati e respinti, portando alla condanna definitiva dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di resistenza: quando l’appello è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha ritenuto le doglianze generiche e ha confermato la decisione di merito che escludeva le cause di non punibilità per reazione ad atto arbitrario e per particolare tenuità del fatto, data la gravità della condotta violenta.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e censure generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza. L'impugnazione è stata rigettata perché riproponeva censure già esaminate e introduceva per la prima volta un motivo nuovo, relativo a una possibile reazione ad atto arbitrario, che avrebbe richiesto un'indagine di fatto non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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