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Art. 337 Cod. Pen.

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Articolo del codice penale che punisce il reato di 'Resistenza a un pubblico ufficiale', commesso da chi usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale mentre compie un atto del suo ufficio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Attenuanti generiche negate: condanna definitiva per resistenza
Quattro persone, condannate per resistenza a pubblico ufficiale, hanno presentato ricorso in Cassazione. Il motivo principale era la mancata concessione attenuanti generiche, ovvero uno sconto di pena. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Gli imputati, infatti, si erano limitati a lamentare la decisione senza contestare in modo specifico le ragioni fornite dal giudice precedente. Quest'ultimo aveva già spiegato l'assenza di elementi positivi per giustificare un trattamento più favorevole. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione economica.
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Resistenza a P.U.: la mancata concessione attenuanti generiche
Un individuo, condannato per resistenza a un pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando la mancata concessione attenuanti generiche e chiedendo una pena più mite. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione è che l'imputato non ha contestato in modo specifico le argomentazioni del giudice precedente, ma si è limitato a riproporre la sua richiesta in modo generico. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso vago, condanna certa: l’inammissibilità per genericità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per resistenza a pubblico ufficiale. Il suo ricorso è stato respinto a causa della sua eccessiva vaghezza. La Corte ha stabilito l'inammissibilità del ricorso per genericità, poiché non specificava in modo chiaro le ragioni legali o fattuali della contestazione. Questa decisione rende la condanna definitiva e obbliga il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Il caso sottolinea l'importanza di formulare impugnazioni precise e dettagliate per evitare un rigetto immediato.
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Ricorso inammissibile per genericità: condanna e multa salata
Un individuo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile per genericità, poiché i motivi presentati erano vaghi e non specificavano gli errori di diritto della sentenza precedente. Questa decisione sottolinea un principio fondamentale: un appello in Cassazione deve essere tecnicamente preciso e dettagliato. A causa di questo errore formale, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato obbligato a pagare le spese processuali e una multa di tremila euro.
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Moto dei parenti non lo salva: ricorso inammissibile per motivi di fatto
Un uomo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di non essere stato alla guida del motociclo coinvolto, poiché intestato a una società dei suoi familiari. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi di fatto. I giudici hanno stabilito che la contestazione riguardava una valutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità. La motivazione della Corte d'Appello sull'identificazione del conducente è stata ritenuta logica e completa, rendendo irrilevante la mera intestazione del veicolo. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Ricorso inammissibile: condanna definitiva per resistenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due persone condannate per resistenza a pubblico ufficiale. Gli imputati hanno presentato ricorso, ma la Corte lo ha respinto. Il motivo è che le loro argomentazioni erano troppo generiche e si limitavano a ripetere le difese già bocciate in appello. La sentenza stabilisce un principio chiaro: un ricorso in Cassazione inammissibile per genericità non può essere esaminato. Di conseguenza, la condanna precedente diventa definitiva e i ricorrenti sono stati obbligati a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro ciascuno.
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Attenuanti Generiche Negate: Pericolosità Sociale Vince in Appello
Un uomo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la mancata concessione delle attenuanti generiche e il riconoscimento della recidiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente. I giudici hanno stabilito che i recenti precedenti penali dell'imputato dimostravano una chiara pericolosità sociale. Questa valutazione negativa ha giustificato pienamente il diniego di qualsiasi sconto di pena, rendendo le lamentele dell'uomo infondate e generiche.
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Niente attenuanti generiche: condanna per resistenza confermata
Un individuo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'imputato non ha contestato in modo specifico le motivazioni della Corte d'Appello, la quale aveva già escluso la presenza di elementi positivi per giustificare uno sconto di pena. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Resistenza a P.U.: condanna certa con ricorso penale generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo della decisione risiede nel fatto che l'impugnazione è stata giudicata un ricorso penale generico. L'imputato, infatti, si è limitato a contestazioni vaghe e superficiali, senza confrontarsi in modo specifico e dettagliato con le motivazioni della sentenza di condanna. Non ha fornito ragioni di diritto o elementi di fatto precisi a sostegno delle sue tesi. Di conseguenza, la Corte non ha esaminato il merito della questione, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: l’appello fallisce per la recidiva
Un uomo, già condannato in passato, ricorre in Cassazione contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la sua condizione di 'recidivo reiterato' (cioè di persona che commette nuovi reati dopo precedenti condanne) ha allungato i termini di legge. Di conseguenza, al momento della decisione, il tempo necessario per la prescrizione non era ancora trascorso. L'imputato perde quindi il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando le critiche sono generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Le motivazioni dell'imputato sono state ritenute troppo generiche, confermando la decisione precedente e condannandolo al pagamento di spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato respinto perché basato su motivi generici, di fatto e riproduttivi di argomentazioni già esaminate e rigettate nel merito, confermando la condanna e le sanzioni pecuniarie.
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Ricorso inammissibile: resistenza e atti arbitrari
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi, basati sulla presunta reazione ad un atto arbitrario, sono stati giudicati manifestamente infondati e generici, confermando la decisione della Corte d'Appello e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato in appello per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati ritenuti manifestamente infondati, in quanto la Corte d'Appello aveva già fornito una motivazione logica e coerente sia sulla valutazione delle prove che sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato obbligato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Circostanze attenuanti: no se la violenza è ingiustificata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per resistenza a pubblico ufficiale. La ricorrente chiedeva il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo che la sua reazione violenta contro un agente fosse giustificata da un "contesto" agitato, da lei stessa creato danneggiando delle auto. La Corte ha stabilito che tale contesto non giustifica l'aggressione, confermando la condanna e negando le attenuanti.
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Ricorso inammissibile: quando mancano i motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla totale assenza, nel ricorso, di specifiche ragioni di fatto e di diritto a sostegno delle tesi difensive, rendendolo generico e non meritevole di esame. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza impugnata, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato aveva minacciato alcuni ispettori del lavoro durante un controllo. Secondo la Corte, le minacce erano serie e finalizzate a ostacolare l'attività degli ufficiali, integrando pienamente il reato. Il ricorso è stato respinto perché tentava di ottenere un nuovo esame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, e le censure erano generiche e già state respinte in appello.
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Ricorso inammissibile per resistenza a pubblico ufficiale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a riproporre censure già respinte in appello, e sulla conclamata legittimità della perquisizione domiciliare che aveva dato origine alla reazione dell'imputato. Questo caso evidenzia i requisiti stringenti per un valido ricorso e chiarisce i limiti della scriminante della reazione ad atti arbitrari.
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