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Art. 337 C.P. (Resistenza A Un Pubblico Ufficiale)

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chiunque usi violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale o a un incaricato di un pubblico servizio, mentre compie un atto del suo ufficio o servizio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso generico per resistenza: inammissibilità e multa da 3000€
Un imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, presenta ricorso in Cassazione. La Corte Suprema dichiara l'inammissibilità del ricorso per genericità, poiché i motivi presentati erano vaghi e non criticavano specificamente la logica della sentenza precedente. Questa decisione rende definitiva la condanna e comporta per il ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro. La sentenza sottolinea l'importanza di formulare ricorsi chiari e dettagliati, pena la loro immediata reiezione senza esame nel merito.
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Ricorso vago, condanna certa: inammissibile per genericità
Un uomo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, presenta ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici, tuttavia, non entrano nemmeno nel merito della questione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché completamente generico, cioè privo di qualsiasi argomentazione legale specifica contro la sentenza precedente. Questa decisione sottolinea un principio fondamentale: un appello deve essere dettagliato e motivato per essere valido. Di conseguenza, il **ricorso inammissibile per genericità** ha comportato la conferma della condanna e l'addebito di ulteriori spese e di una sanzione pecuniaria a carico dell'imputato.
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Ricorso generico, condanna definitiva: l’esito del ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato aveva presentato ricorso contro la sentenza di condanna, ma i giudici supremi lo hanno respinto. La Corte ha stabilito che il ricorso era totalmente vago e non presentava alcuna critica specifica alla decisione precedente. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Questa decisione ha reso la condanna definitiva e ha obbligato il ricorrente a pagare le spese processuali e una multa di tremila euro.
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Ricorso generico: condannato paga 3000€ per motivi inammissibili
Un imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contestando l'aumento di pena derivante dalla 'continuazione' tra reati. I Giudici Supremi hanno però respinto la sua richiesta, definendo il suo un ricorso inammissibile per genericità dei motivi. La Corte ha stabilito che le critiche erano troppo vaghe e che la Corte d'Appello aveva già motivato la sua decisione in modo logico e coerente. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.
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Condannato per Resistenza: l’Appello è Vago, Ricorso Inammissibile
Un individuo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però fermato subito il processo, dichiarando il ricorso inammissibile per genericità dei motivi. La Corte ha stabilito che le lamentele dell'imputato erano troppo vaghe e non specificavano quali errori fossero stati commessi nella sentenza precedente. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'individuo è stato obbligato a pagare le spese processuali e una multa alla Cassa delle ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile, condanna ok
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un imputato condannato per resistenza a un pubblico ufficiale. I giudici hanno stabilito che i motivi del ricorso erano generici e si limitavano a riproporre questioni già valutate, cercando di ottenere una nuova valutazione dei fatti. Questo non è consentito nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto senza entrare nel merito, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Continuazione tra reati negata: doppia condanna per l’imputato
Un uomo, già condannato per resistenza a pubblico ufficiale, viene nuovamente condannato per un reato identico. L'imputato si rivolge alla Corte di Cassazione chiedendo di applicare la continuazione tra reati, sostenendo che entrambi gli episodi facessero parte di un unico disegno criminoso, per ottenere una pena più lieve. La Corte, tuttavia, dichiara il ricorso inammissibile. I giudici ritengono che le argomentazioni siano una semplice ripetizione di quelle già respinte in appello. La condanna viene quindi confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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