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Arnesi Atti Allo Scasso

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Strumenti specifici (come grimaldelli o chiavi alterate) che, per loro natura o per come sono usati, servono a forzare serrature o aprire contenitori, il cui possesso ingiustificato è un reato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incauto Acquisto: Inutilizzabilità Dichiarazioni Spontanee ribadita
Un Lavoratore è stato condannato per incauto acquisto di una bicicletta e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, basandosi per l'incauto acquisto sulle dichiarazioni spontanee rese dal Lavoratore alla polizia. La Cassazione ha stabilito l'inutilizzabilità dichiarazioni spontanee rese dall'indagato senza le garanzie difensive nella fase dibattimentale. Di conseguenza, ha annullato la condanna per incauto acquisto, rinviando il caso a un'altra sezione della Corte d'Appello per un nuovo esame. La condanna per il possesso di arnesi da scasso è stata invece confermata.
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Possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso e condanna
L'Imputato propone ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che lo condanna per il reato di possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. La difesa lamenta un vizio di motivazione del giudice di merito in ordine alla riconducibilità degli strumenti di scasso alla persona del ricorrente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La Suprema Corte sottolinea che i giudici d'appello hanno fornito una motivazione completa, logica e congrua. In sede di legittimità non è possibile sollecitare un nuovo esame dei fatti o una diversa valutazione delle prove. Di conseguenza, l'Imputato perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Possesso Ingiustificato Arnesi Scasso: Cassazione conferma condanna
Un individuo è stato condannato per il possesso ingiustificato di arnesi da scasso (un cacciavite) e per il porto ingiustificato di un coltello e un altro cacciavite. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, ribadendo che spetta a chi detiene tali oggetti fornire una giustificazione valida e immediata. Il semplice possesso o la disponibilità di arnesi atti allo scasso, senza spiegazioni credibili, è sufficiente per configurare il reato. L'individuo è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Sperona i carabinieri per fuggire: c’è resistenza a pubblico ufficiale
Il Conducente dell'autovettura tenta la fuga speronando violentemente un'auto dei carabinieri durante un controllo su strada. All'interno del veicolo le forze dell'ordine rinvengono attrezzi da scasso e dispositivi per intercettare le frequenze radio di servizio. I giudici di merito condannano l'uomo per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, possesso ingiustificato di chiavi alterate e installazione di apparecchiature per intercettazione. L'imputato presenta ricorso per cassazione sostenendo l'assenza di prove sulla sua piena consapevolezza del materiale illecito a bordo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e manifestamente infondato, confermando che la violenta manovra di speronamento alla guida dimostra pienamente la volontà colpevole e la perfetta conoscenza degli arnesi illeciti trasportati.
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Possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso: condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per aver violato le prescrizioni della sorveglianza speciale e per il possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. L'uomo era stato sorpreso in un centro commerciale fuori dal proprio comune di residenza con attrezzi da scasso nello zaino. La difesa sosteneva l'inconsapevolezza dello sconfinamento e l'uso domestico degli attrezzi. I giudici hanno chiarito che, in caso di possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso, spetta all'imputato fornire una giustificazione credibile sulla loro destinazione lecita. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna a un anno e tre mesi di reclusione, respingendo anche la richiesta di particolare tenuità del fatto a causa dei numerosi precedenti penali del soggetto.
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Arnesi atti allo scasso: condanna inevitabile senza scuse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il possesso di arnesi atti allo scasso (art. 707 c.p.). Le forze dell'ordine avevano rinvenuto gli strumenti sia all'interno della sua abitazione sia nella sua autovettura. L'imputato non ha fornito alcuna giustificazione plausibile circa la lecita provenienza e destinazione di tali oggetti. La Cassazione ha ribadito che la valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Sequestro probatorio nullo: arnesi confiscati, denaro restituito
Il Tribunale dichiarava nullo il sequestro probatorio di un'auto, arnesi da scasso e tremila euro in contanti, ma negava la restituzione dei beni. Per l'auto mancava l'interesse del ricorrente; per gli arnesi operava il divieto di restituzione essendo la detenzione un reato; per il denaro il giudice rimandava a un altro procedimento. La Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso, stabilisce che, sebbene il divieto di restituzione si applichi anche in caso di annullamento del sequestro probatorio per i beni soggetti a confisca obbligatoria come gli arnesi da scasso, il denaro non rientra in questa categoria. Di conseguenza, il denaro deve essere immediatamente restituito a chi ne aveva la disponibilità al momento del sequestro, non potendosi utilizzare il vincolo probatorio per scopi diversi.
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Particolare tenuità del fatto: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza che riconosceva la particolare tenuità del fatto a un soggetto trovato in possesso di cacciaviti e arnesi da scasso. Il giudice di merito aveva motivato il proscioglimento con formule generiche, ignorando circostanze aggravanti come l'occultamento degli oggetti nel vano airbag e il tentativo di fuga dell'imputato. La Suprema Corte ha ribadito che la particolare tenuità del fatto richiede una motivazione concreta e non basata su clausole di stile.
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Possesso di arnesi da scasso: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39119/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per possesso di arnesi da scasso. L'uomo era stato trovato alla guida di un'auto con numerosi attrezzi occultati nel vano motore. La Corte ha stabilito che la mera disponibilità degli strumenti, unita alla mancata fornitura di una valida giustificazione da parte dell'imputato (già gravato da precedenti specifici), è sufficiente per configurare il reato previsto dall'art. 707 del codice penale.
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Possesso ingiustificato arnesi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per possesso ingiustificato di arnesi da scasso. I giudici hanno ribadito un principio fondamentale: in caso di ritrovamento di strumenti atti allo scasso, spetta all'imputato fornire una giustificazione seria e attuale sulla loro lecita destinazione al momento del controllo. Una spiegazione generica su un possibile uso comune non è sufficiente a escludere la responsabilità penale per possesso ingiustificato arnesi.
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