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Approvazione Tacita

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un'approvazione non dichiarata esplicitamente, ma che si desume da un comportamento che è incompatibile con la volontà di non approvare (come il silenzio prolungato, solo quando la legge lo prevede).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Approvazione Tacita Estratto Conto: La Cassazione ferma le contestazioni
Un gruppo di debitori, fideiussori di una società, ha contestato un decreto ingiuntivo emesso da una banca per ingenti somme dovute su conti correnti. Essi lamentavano la genericità delle voci di addebito e il mancato rendiconto di titoli dati in pegno. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto le loro richieste, riducendo l'importo dovuto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dei debitori inammissibile. Ha ribadito che l'**approvazione tacita dell'estratto conto** preclude la possibilità di contestare in seguito la veridicità delle operazioni annotate. Le censure dei ricorrenti sono state ritenute troppo generiche o tardive, non rispettando i requisiti di specificità e autosufficienza del ricorso in Cassazione.
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Ripetizione di indebito: banca condannata per causali generiche
Un'azienda correntista ha agito in giudizio per la ripetizione di indebito contro la propria banca, chiedendo la restituzione di oltre 339.000 euro. Tali somme erano state addebitate con la generica causale "pagamenti diversi" senza alcuna giustificazione documentale. La banca si è difesa sostenendo che il cliente, non avendo contestato tempestivamente gli estratti conto, li avesse tacitamente approvati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca. I giudici hanno chiarito che l'approvazione tacita dell'estratto conto non impedisce di contestare la validità giuridica dei singoli addebiti. Poiché la banca non ha consegnato i documenti giustificativi, nonostante un precedente ordine del giudice, spetta all'istituto dimostrare la legittimità dei prelievi. La banca è stata quindi condannata a restituire le somme contestate.
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Approvazione Tacita Estratto Conto: Silenzio Costa Caro, Banca Vince
Una società correntista e i suoi fideiussori contestavano una serie di addebiti sul conto, sostenendo che fossero stati disposti da un soggetto non autorizzato. La Corte di Cassazione ha però dato ragione alla Banca. Il motivo? La società non aveva mai contestato gli estratti conto per un lungo periodo di tempo. Questo comportamento ha fatto scattare l'approvazione tacita dell'estratto conto. Secondo i giudici, il silenzio prolungato del correntista crea una presunzione di correttezza delle operazioni. Di conseguenza, spetta al cliente dimostrare in modo specifico l'irregolarità, prova che in questo caso non è stata fornita. La società è stata quindi condannata a pagare il debito.
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Approvazione tacita del rendiconto: il silenzio non salva l’agente
Un professionista, incaricato di vendere un immobile per conto di una società, incassa le somme ma non le riversa interamente, sostenendo di aver pagato dei creditori su istruzioni via fax. Anni dopo, la società fallisce e la Curatela gli chiede la restituzione del denaro. Il professionista si difende invocando l'approvazione tacita del rendiconto, dato il lungo silenzio della società. La Cassazione, però, gli dà torto: il silenzio non equivale ad approvazione del rendiconto. Inoltre, i fax non hanno 'data certa' e non sono una prova valida contro il fallimento. Il professionista perde la causa e deve restituire le somme.
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Contratto di vitalizio: recesso escluso per breve stop
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di vitalizio non può essere risolto per una breve interruzione dell'assistenza, se questa è giustificata da un evento eccezionale come il decesso del vitaliziante. Nel caso esaminato, un'interruzione di tre giorni non è stata ritenuta un inadempimento grave. Inoltre, la Corte ha confermato che l'approvazione della gestione di somme, come una pensione, può essere tacita e desunta dal comportamento prolungato del beneficiario.
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