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Apprendistato

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49 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione crediti retributivi: quando decorre
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità delle clausole dei contratti collettivi che escludono il periodo di apprendistato dal calcolo dell'anzianità di servizio. La decisione si concentra sulla prescrizione crediti retributivi, stabilendo che, a seguito delle riforme del 2012 e 2015, il termine quinquennale decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro. Questo orientamento nasce dalla constatazione che l'attuale regime di tutela non garantisce al dipendente la stabilità necessaria per agire contro il datore durante il rapporto senza timore di ritorsioni.
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Impresa artigiana: limiti dipendenti e apprendisti
Una società ha impugnato un avviso di addebito INPS relativo a differenze contributive scaturite dal superamento del limite di dipendenti necessario per mantenere la qualifica di impresa artigiana. La Corte di Cassazione ha confermato che il limite di 32 dipendenti può essere esteso fino a 40 solo se le unità eccedenti la soglia base sono nuovi apprendisti assunti cronologicamente dopo il raggiungimento del limite ordinario. La decisione ribadisce che il mancato rispetto di tale criterio comporta la perdita dei benefici legati alla natura di impresa artigiana.
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Apprendistato: i rischi della mancata formazione
La Corte di Cassazione ha confermato la trasformazione di un contratto di apprendistato in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a causa della mancanza di formazione effettiva. Una società aveva impugnato la decisione di merito che la condannava al pagamento di differenze contributive all'INPS, sostenendo la validità del rapporto. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che l'attività si era limitata a un semplice affiancamento, privo della componente teorica e pratica prevista dal progetto formativo. Tale carenza lede la causa stessa del contratto, rendendo l'apprendistato non genuino e facendo decadere i benefici contributivi.
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Formazione Apprendisti: Azienda non perde i benefici se la mancanza è lieve
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'inadempimento degli obblighi formativi nell'apprendistato non causa automaticamente la perdita delle agevolazioni contributive per il datore di lavoro. La sanzione scatta solo se l'inadempimento è grave, ossia se la formazione mancata è così rilevante da compromettere l'intero progetto formativo. Una semplice assenza a corsi esterni non è sufficiente. È necessaria una valutazione complessiva che consideri anche la formazione interna svolta. La Corte ha quindi annullato la decisione che penalizzava un'azienda, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio di proporzionalità.
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Contratti di inserimento: obbligo di formazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego delle agevolazioni contributive e retributive per una società di somministrazione che aveva utilizzato i contratti di inserimento senza garantire una formazione adeguata. La ricorrente sosteneva che, per mansioni semplici, la formazione fosse superflua o assolta da corsi di lingua italiana. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'idoneità della formazione è un requisito essenziale e deve essere specifica per le mansioni assegnate, rigettando anche la tesi dell'assenza di colpa nelle sanzioni amministrative. La mancanza di un piano formativo idoneo trasforma il rapporto in una somministrazione ordinaria senza benefici, rendendo i contratti di inserimento privi della loro funzione legale.
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Apprendistato e sgravi: la Cassazione apre il dibattito
La Corte di Cassazione affronta il tema della spettanza degli sgravi contributivi per l'assunzione di un lavoratore precedentemente occupato con contratto di apprendistato. Il caso nasce dall'opposizione di uno studio professionale contro l'Istituto previdenziale, che aveva negato l'esonero contributivo previsto dalla Legge di Stabilità 2015. La questione centrale riguarda la natura giuridica dell'apprendistato: se esso debba essere considerato un rapporto a tempo indeterminato già consolidato, precludendo così nuovi incentivi, o se la facoltà di recesso al termine della formazione lo renda assimilabile a un rapporto precario. Data la rilevanza della questione, la Corte ha rinviato la causa alla pubblica udienza.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Un lavoratore ha citato in giudizio un'azienda di trasporti per ottenere il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini dell'anzianità di servizio. L'azienda si è difesa sostenendo che il diritto fosse estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione crediti di lavoro rimane sospesa per tutta la durata del rapporto, in quanto anche dopo le riforme del 2012 e 2015 il lavoratore non gode di una stabilità reale che lo metta al riparo dal timore di ritorsioni. Di conseguenza, il diritto del lavoratore è stato pienamente riconosciuto.
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Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine?
Un'azienda del settore trasporti ha contestato una sentenza che riconosceva a un dipendente il diritto al calcolo dell'anzianità maturata durante l'apprendistato. Il ricorso in Cassazione si basava sulla decorrenza della prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in assenza di un regime di piena stabilità del posto di lavoro, la prescrizione crediti lavoro rimane sospesa per tutta la durata del rapporto e inizia a decorrere solo dalla sua cessazione.
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Apprendistato: la prova del periodo precedente vale?
La Corte di Cassazione conferma la trasformazione di un contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato. Un lavoratore ha dimostrato di aver superato la durata massima di 36 mesi sommando un periodo di apprendistato precedente svolto presso un'altra azienda. La Corte ha chiarito che la prova di tale periodo può essere fornita con vari documenti, non solo con un certificato di servizio, e che in appello possono essere ammesse nuove prove documentali se ritenute indispensabili.
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