La Corte di Cassazione ha confermato il diniego delle agevolazioni contributive e retributive per una società di somministrazione che aveva utilizzato i contratti di inserimento senza garantire una formazione adeguata. La ricorrente sosteneva che, per mansioni semplici, la formazione fosse superflua o assolta da corsi di lingua italiana. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'idoneità della formazione è un requisito essenziale e deve essere specifica per le mansioni assegnate, rigettando anche la tesi dell'assenza di colpa nelle sanzioni amministrative. La mancanza di un piano formativo idoneo trasforma il rapporto in una somministrazione ordinaria senza benefici, rendendo i contratti di inserimento privi della loro funzione legale.
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