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Annotazione

42 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Formalità pubblicitaria eseguita a margine di una precedente trascrizione o iscrizione nei registri immobiliari, per rendere noto ai terzi un evento giuridico che modifica o estingue gli effetti dell'atto originario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Correzione di errore materiale: il nome errato nella sentenza
Un cittadino ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione per richiedere la correzione di errore materiale presente in una precedente sentenza resa nei suoi confronti contro la Pubblica Amministrazione. Nel testo della decisione, l'organo giudicante aveva infatti indicato per mero sbaglio un nome di battesimo errato nella sezione relativa ai fatti di causa. La Suprema Corte, verificata la regolare notifica dell'istanza e constatato che l'inesattezza anagrafica derivava da una semplice svista di battitura, ha accolto la richiesta. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato la rettifica del nome errato con quello corretto del ricorrente all'interno del provvedimento, disponendo le relative annotazioni di cancelleria e compensando le spese di procedura.
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Responsabilità professionale notaio: escluso il danno da ritardo
Due coniugi hanno citato in giudizio un professionista chiedendo il risarcimento dei danni per la perdita di un immobile, pignorato dall'Erario. Secondo i coniugi, sussisteva la responsabilità professionale del notaio per il ritardo del Comune nell'annotare il fondo patrimoniale a margine dell'atto di matrimonio, rendendolo inopponibile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, escludendo qualsiasi responsabilità professionale del notaio. La Corte ha chiarito che il notaio ha l'obbligo di richiedere tempestivamente l'annotazione entro trenta giorni, ma non ha il dovere di vigilare sull'operato della pubblica amministrazione né di garantirne il risultato. Inoltre, i coniugi non hanno dimostrato che il debito fosse estraneo ai bisogni familiari, elemento indispensabile per rendere il fondo opponibile al creditore. La domanda di risarcimento è stata quindi rigettata.
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Responsabilità professionale del notaio: il ritardo costa la casa
Una cliente perde la proprietà della propria quota di un immobile a causa della tardiva annotazione della convenzione matrimoniale di separazione dei beni da parte del professionista incaricato. Il creditore del marito pignora il bene poiché l'atto gli è inopponibile. La cliente agisce in giudizio per far valere la responsabilità professionale del notaio e ottenere il risarcimento del danno. Il professionista si difende sostenendo che il bene sarebbe stato comunque perso tramite azione revocatoria. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del professionista, confermando la sua responsabilità esclusiva e condannandolo a risarcire l'intero valore del bene perso oltre alle spese legali, non essendovi prova che l'azione revocatoria sarebbe stata accolta.
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Responsabilità del notaio: il fondo è pignorato ma lui è salvo
I proprietari di un immobile citano in giudizio il professionista per accertare la responsabilità del notaio in merito al pignoramento del loro bene, inserito in un fondo patrimoniale. Sostengono che il professionista non abbia curato l'annotazione dell'atto a margine dell'atto di matrimonio. Il notaio dimostra di aver inviato la richiesta al Comune tramite raccomandata semplice. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che il notaio deve richiedere l'annotazione, ma non risponde dei ritardi o delle omissioni del Comune, non potendosi sostituire alla Pubblica Amministrazione. L'invio della raccomandata semplice è sufficiente a dimostrare l'adempimento del suo dovere professionale.
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Surrogazione del fideiussore: la data del mutuo salva il credito
Un istituto bancario, dopo aver pagato un debito in qualità di garante per un'impresa poi dichiarata insolvente, ha chiesto di essere ammesso allo stato passivo con il relativo credito ipotecario. I giudici di merito avevano respinto la richiesta ritenendo che la garanzia originaria non avesse una data certa anteriore all'insolvenza. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che la surrogazione del fideiussore ex lege lascia immutato il rapporto originario. Di conseguenza, per verificare l'anteriorità del credito e la sua opponibilità, occorre fare riferimento alla data del contratto di mutuo garantito e non a quella della fideiussione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Errore materiale: Cassazione corregge e inserisce nome dimenticato
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. I giudici si sono accorti di aver omesso il nome di una delle parti (un controricorrente) che aveva regolarmente partecipato al giudizio. Agendo d'ufficio, ovvero di propria iniziativa, la Corte ha ordinato di inserire il nome mancante nel testo della decisione. Questo intervento non modifica l'esito della causa, ma assicura la completezza e la correttezza formale del provvedimento, garantendo che tutti i soggetti processuali siano correttamente menzionati. La vicenda sottolinea l'importanza della precisione negli atti giudiziari.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rettifica l’anagrafe
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale relativa alla data di nascita di un ricorrente, erroneamente indicata in una precedente sentenza e nel ruolo di udienza. Il soggetto, nato nel 1964, era stato erroneamente registrato come nato nel 1954. Attraverso l'applicazione dell'articolo 625-bis del codice di procedura penale, i giudici di legittimità hanno ordinato la rettifica formale degli atti. Tale intervento si è reso necessario per garantire la perfetta corrispondenza tra l'identità anagrafica reale della persona coinvolta e i documenti processuali, senza che ciò comportasse alcuna modifica alla decisione di merito già assunta. La procedura assicura la certezza del diritto e la corretta esecuzione del provvedimento.
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Ruralità e ICI: guida all’esenzione retroattiva
La Corte di Cassazione ha chiarito che il riconoscimento della ruralità di un immobile ai fini dell'esenzione ICI richiede una procedura specifica e non automatica. Una società agricola aveva ottenuto il cambio di categoria catastale in D/10 nel 2010, ma pretendeva l'esenzione anche per le annualità 2008 e 2009. I giudici hanno stabilito che, per ottenere l'effetto retroattivo fino a cinque anni, è indispensabile presentare la specifica autocertificazione prevista dal D.L. 70/2011 e ottenere la relativa annotazione negli atti catastali. Senza questi adempimenti formali, l'agevolazione opera esclusivamente per il futuro, confermando la legittimità degli avvisi di accertamento emessi dal Comune.
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Errore materiale: come correggere i dati in sentenza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **errore materiale** riguardante l'errata indicazione della data di nascita di un imputato in una precedente ordinanza. A seguito della segnalazione del Procuratore Generale e delle verifiche anagrafiche condotte dalla Questura, è emerso che il dato inserito era errato. La Suprema Corte ha dunque disposto la rettifica dell'intestazione del provvedimento, garantendo la corretta identificazione del soggetto senza alterare la decisione di inammissibilità precedentemente assunta.
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Misure cautelari e validità dei video di sorveglianza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un'ordinanza di custodia in carcere per furto aggravato, rigettando l'eccezione di nullità sollevata dalla difesa. Il ricorrente lamentava la mancata trasmissione del video originale della sorveglianza al Tribunale del Riesame. La Suprema Corte ha stabilito che, in tema di **misure cautelari**, non sussiste l'obbligo per il Pubblico Ministero di trasmettere i supporti informatici originali se il loro contenuto è già descritto analiticamente nelle annotazioni della polizia giudiziaria, specialmente se il riconoscimento dell'autore è avvenuto grazie alla pregressa conoscenza del soggetto da parte degli agenti.
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Errore materiale: correzione dati in Cassazione.
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **errore materiale** relativo all'errata indicazione della data di nascita di una ricorrente in una precedente sentenza. Poiché l'identità fisica del soggetto era certa e l'inesattezza non modificava la sostanza del provvedimento, i giudici hanno disposto la correzione formale dei dati anagrafici nell'intestazione dell'atto, ordinando alla cancelleria le necessarie annotazioni di rito.
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Vedetta spaccio: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto che svolgeva il ruolo di vedetta durante un'attività di spaccio. Nonostante la difesa sostenesse l'assenza di prove dirette di cessione di stupefacenti, i giudici hanno ritenuto decisiva la testimonianza degli agenti che avevano udito il ricorrente avvisare il complice dell'arrivo della polizia. La sentenza ribadisce che il ruolo di vedetta integra pienamente il concorso nel reato di spaccio, rendendo il ricorso inammissibile poiché basato su contestazioni di fatto non proponibili in sede di legittimità.
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Errore materiale: la correzione dei nomi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale riscontrato nel frontespizio di un dispositivo di udienza. Il nome del ricorrente era stato erroneamente trascritto, riportando un secondo nome non corrispondente alla realtà anagrafica. La Suprema Corte, rilevata la natura puramente formale della svista, ha disposto la rettifica del nome errato con quello corretto. Tale procedura garantisce la coerenza tra i documenti processuali e l'identità effettiva delle parti coinvolte, ordinando alla cancelleria di procedere con le necessarie annotazioni sull'originale dell'atto.
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Guida senza patente: come si prova la recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di guida senza patente commesso con recidiva nel biennio. Il ricorrente contestava la validità della prova relativa alla precedente violazione amministrativa, sostenendo la mancanza di documentazione ufficiale sulla sua definitività. La Suprema Corte ha stabilito che, in base a un orientamento consolidato, non è necessaria un'attestazione formale di definitività dell'illecito pregresso. È sufficiente un livello minimo di prova, come l'annotazione di polizia giudiziaria o il verbale di contestazione, qualora l'imputato non fornisca prove contrarie. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Simulazione assoluta e opponibilità al fallimento
Un privato ha impugnato il rigetto della sua domanda di rivendica di immobili, sostenendo che la simulazione assoluta della vendita fosse già stata annotata prima del fallimento della società acquirente. Il Tribunale aveva ritenuto tale sentenza non opponibile alla procedura. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici sugli effetti di tale annotazione rispetto ai creditori concorsuali, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Correzione errore materiale: rettifica nomi atti
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale relativa all'errata trascrizione del nome di un ricorrente nel ruolo di udienza. Il provvedimento, emesso ai sensi dell'art. 130 c.p.p., rettifica una svista ortografica che non incide sulla sostanza della decisione, ordinando alla cancelleria di annotare la corretta grafia del nominativo sull'originale dell'atto per garantire la precisione formale del processo.
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Giudizio abbreviato: prove e reato di minaccia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina, lesioni e minacce, rigettando il ricorso dell'imputato. Il caso analizza l'utilizzabilità delle annotazioni di polizia nel **Giudizio abbreviato**, stabilendo che le dichiarazioni confidenziali della vittima sono prove valide in questo rito. La Corte ha inoltre chiarito che l'omessa visione di un video durante l'udienza preliminare deve essere eccepita immediatamente, pena la sanatoria della nullità. Infine, è stato ribadito che espressioni offensive accompagnate dal brandeggio di un bastone di ferro integrano pienamente il reato di minaccia aggravata.
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Errore materiale: la correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per rettificare un **errore materiale** riscontrato in una precedente sentenza. Nel testo originale era stato erroneamente indicato un riferimento normativo relativo a un decreto del 1996, mentre la norma corretta da applicare era l'articolo 14 del D.P.R. n. 600 del 1973. La Corte ha disposto la sostituzione del riferimento errato con quello corretto, ordinando alla cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie per garantire la piena validità formale del provvedimento.
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Errore materiale: come correggerlo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riscontrato in una propria precedente ordinanza. Il vizio consisteva nell'errata indicazione, all'interno del dispositivo, di un provvedimento interlocutorio al posto dell'ordinanza definitiva che si intendeva correggere. La Corte ha agito d'ufficio per ristabilire la coerenza tra l'intestazione dell'atto e la sua parte precettiva, applicando le norme del codice di procedura civile relative alla rettifica degli atti.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società operante nel settore nautico ha impugnato il recupero dell'IVA relativo a costi di gestione di imbarcazioni, ritenuti dal fisco non inerenti all'attività d'impresa ma destinati all'uso personale dei soci. Dopo la soccombenza in appello, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte, verificata la regolarità della domanda e il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando che le spese restano a carico della parte che le ha anticipate.
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