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Ammissione Allo Stato Passivo

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26 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Credito e confisca: il termine di 180 giorni è fatale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società creditrice, confermando l'inammissibilità della sua domanda di ammissione al passivo in una procedura di confisca di prevenzione. La Corte ha ribadito che il termine di 180 giorni per presentare la domanda decorre dalla data in cui la confisca diventa definitiva e ha natura perentoria. L'avviso ai creditori pubblicato dall'Agenzia nazionale per i beni confiscati ha una funzione meramente informativa e non può modificare tale scadenza.
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Cessione crediti: Gazzetta Ufficiale non basta
Una società cessionaria di crediti in blocco ha richiesto l'ammissione al passivo di un fallimento, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sola pubblicazione dell'avviso di cessione sulla Gazzetta Ufficiale non è una prova sufficiente per dimostrare la titolarità di uno specifico credito quando questa viene contestata dalla curatela. È necessario fornire la prova documentale, come il contratto di cessione, che attesti l'inclusione del singolo credito nell'operazione. La Corte ha inoltre parzialmente accolto un ricorso incidentale del fallimento riguardante la liquidazione delle spese legali.
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Prova credito bancario: i tabulati non bastano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto finanziario che cercava di dimostrare un credito bancario in un fallimento utilizzando documentazione interna, come i 'tabulati staffa', al posto degli estratti conto ufficiali. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sull'idoneità di tale documentazione come prova del credito bancario è una questione di merito, non sindacabile in sede di legittimità, confermando così la decisione del tribunale che aveva respinto la richiesta per difetto di prova.
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Trasferimenti immobiliari Comune: serve gara pubblica?
Un Comune ha rivendicato la proprietà di alcuni immobili trasferiti a una società poi fallita, sostenendo la nullità degli atti per assenza di gara pubblica. Il Tribunale ha respinto le domande, ritenendo non necessaria l'evidenza pubblica. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della decisione. La scelta è motivata da una richiesta congiunta delle parti, in attesa dell'esito di un altro procedimento relativo all'omologazione di un concordato fallimentare che potrebbe definire l'intera controversia sui trasferimenti immobiliari dal Comune.
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Ricorso inammissibile se non si impugna una ratio
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché il ricorrente non ha contestato una delle plurime e autonome ragioni (ratio decidendi) su cui si fondava la decisione del giudice di merito. Il caso riguarda la richiesta di ammissione al passivo fallimentare di una società che aveva pagato debiti della fallita, basata su un presunto accordo verbale di accollo non provato. La Suprema Corte ribadisce che, se una decisione poggia su più motivazioni indipendenti, l'omessa impugnazione anche di una sola di esse rende inutile l'esame delle altre, determinando l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse.
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Ricorso straordinario: inammissibile se non decisorio
Due promissari acquirenti hanno presentato un ricorso straordinario contro un decreto che autorizzava un curatore fallimentare a registrare un trasferimento immobiliare. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che tale rimedio è valido solo contro atti decisori che incidono su diritti soggettivi, e non contro provvedimenti meramente ordinatori come quello in esame.
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