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Aliud Pro Alio

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179 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Aliud pro alio: acqua non potabile e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34371/2024, ha stabilito che la fornitura di acqua non potabile in luogo di quella potabile contrattualmente prevista integra un'ipotesi di 'aliud pro alio' (consegna di una cosa per un'altra). Tale inadempimento contrattuale non è soggetto alla prescrizione breve di un anno per i vizi della cosa, ma alla prescrizione ordinaria decennale, garantendo una maggiore tutela agli utenti per il diritto al rimborso.
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Mutamento della domanda: quando non si può cambiare
Una società fornitrice di carburante ha visto annullare la sentenza a lei sfavorevole dalla Corte di Cassazione. La società acquirente aveva contestato la fornitura basandosi su difetti emersi in corso di causa, diversi da quelli inizialmente lamentati. La Corte ha stabilito che tale comportamento costituisce un inammissibile mutamento della domanda, poiché introduce un nuovo tema di indagine non presente nell'atto iniziale, ledendo il diritto di difesa della controparte. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
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Vendita immobile abusivo: risarcimento per sanatoria
La Corte di Cassazione ha stabilito che la vendita di un immobile abusivo, accompagnata da una dichiarazione falsa del venditore sulla regolarità della domanda di sanatoria, costituisce un inadempimento contrattuale. Tale condotta dà diritto all'acquirente di ottenere il risarcimento del danno, anche se nel contratto di compravendita aveva rinunciato a compiere ulteriori indagini sullo stato dell'immobile. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva negato il risarcimento, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Nullità contratto per bene rubato: la Cassazione decide
Una società acquista un'autovettura che si scopre essere di provenienza furtiva. La Corte d'Appello dichiara la nullità del contratto per illiceità dell'oggetto, condannando il venditore alla restituzione del prezzo. Il venditore ricorre in Cassazione, sostenendo che si tratti di un caso di inadempimento contrattuale ('aliud pro alio') e non di nullità. La Suprema Corte, riconoscendo l'importanza della questione, ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per definire il principio di diritto applicabile alla compravendita di beni rubati.
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Aliud pro alio: limiti nelle vendite forzate
Una società di navigazione acquistava una nave in una procedura concorsuale, scoprendo poi che la sua capacità di carico era inferiore a quella descritta. La società ha tentato di ottenere un risarcimento sostenendo che si trattasse di una vendita "aliud pro alio" (una cosa per un'altra), unica eccezione alla regola che esclude la garanzia per vizi nelle vendite forzate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che si ha "aliud pro alio" solo quando il bene è radicalmente diverso o totalmente inidoneo all'uso. Una minore capacità, non alterando la funzione principale della nave, non rientra in questa casistica.
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Contratto di appalto: quando prevale sulla vendita
Un'impresa acquista un capannone prefabbricato e in seguito lamenta dei vizi. La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra contratto di vendita e contratto di appalto, fondamentale per stabilire i termini della garanzia. In questo caso, viene qualificato come contratto di appalto poiché l'obbligazione di "fare" (progettazione e montaggio) prevale su quella di "dare" (la fornitura dei materiali). Di conseguenza, la denuncia tardiva dei vizi da parte dell'acquirente ha comportato la perdita del diritto alla garanzia.
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Frode in pubbliche forniture: la Cassazione chiarisce
Una società è stata oggetto di una misura interdittiva per presunta frode in pubbliche forniture, legata a un contratto di manutenzione di ascensori per un ente pubblico. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, sottolineando che per configurare il reato di frode in pubbliche forniture non basta un semplice inadempimento, ma è necessario un comportamento malizioso e ingannevole volto a mascherare la non conformità della prestazione. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Frode in commercio: no al reato senza aliud pro alio
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per tentata frode in commercio, stabilendo che la semplice non conformità di un'etichetta a una specifica normativa nazionale non integra il reato se non viene consegnato un prodotto radicalmente diverso ('aliud pro alio') da quello pattuito. Nel caso di specie, la commercializzazione di un olio con una percentuale di THC leggermente superiore ai limiti per gli alimenti, ma correttamente etichettato secondo la normativa europea, non è stata ritenuta una frode, in assenza della prova di un intento doloso di ingannare l'acquirente sulla natura del bene.
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Vizi occulti: no aliud pro alio, costruttore non paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che gravi difetti strutturali in un immobile venduto non configurano automaticamente un'ipotesi di 'aliud pro alio', ma rientrano nella garanzia per vizi occulti, soggetta a prescrizione annuale. La Corte ha inoltre escluso la responsabilità dell'impresa costruttrice per i difetti derivanti da un progetto errato, a meno che gli errori non siano palesemente riconoscibili, confermando invece la responsabilità del progettista.
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Abuso edilizio: sequestro valido con sanatoria in corso
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un immobile realizzato in totale difformità dal progetto autorizzato. Nonostante una richiesta di sanatoria in corso per l'abuso edilizio, la Corte ha ritenuto prevalente il fumus commissi delicti, poiché la costruzione di una casa residenziale al posto di un magazzino e in un'area diversa costituisce una variazione non sanabile, specialmente in zona vincolata.
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Mancanza qualità promesse: la Cassazione sui vizi
Una società acquista macchinari industriali che si rivelano privi di una funzione chiave. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione nega la risoluzione del contratto, qualificando il difetto come una mancanza qualità promesse di non grave entità, che giustifica solo una riduzione del prezzo e il risarcimento. La sentenza stabilisce anche un importante principio sulla ripartizione delle spese legali: l'acquirente, parzialmente vittorioso, non deve pagare le spese dei terzi chiamati in causa dal venditore.
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Cessione gestione impianto sportivo: il contratto vale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7205/2025, ha rigettato il ricorso di due acquirenti che contestavano un contratto di cessione gestione impianto sportivo. Gli acquirenti sostenevano di essere stati ingannati, credendo di acquistare un'azienda redditizia anziché la mera gestione di un'associazione no-profit. La Corte ha stabilito che il contratto era chiaro nel suo oggetto e che l'errata valutazione della redditività non costituisce un motivo valido per l'annullamento o la risoluzione, riaffermando il principio di autoresponsabilità delle parti nella valutazione della convenienza economica di un affare.
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Vizi della cosa venduta: la Cassazione fa chiarezza
Una società di logistica ha citato in giudizio un venditore di semirimorchi per difetti nel coefficiente di isolamento termico. La richiesta è stata respinta nei gradi di merito per tardiva denuncia del vizio (decadenza). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che le contestazioni sui vizi della cosa venduta devono rispettare termini perentori e che non è compito della Corte rivalutare i fatti già accertati. È stato inoltre chiarito che non si trattava di 'aliud pro alio', poiché i beni erano idonei all'uso specifico indicato nel contratto.
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Vendita su campione: decadenza e aliud pro alio
La Corte di Cassazione chiarisce i confini tra vizio e 'aliud pro alio' in una vendita su campione. Un'impresa edile aveva contestato la fornitura di infissi non conformi al campione, ma lo aveva fatto oltre il termine di 8 giorni. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un bene dello stesso genere (infissi in legno) seppur difforme, non si configurava un 'aliud pro alio' ma un vizio soggetto al termine di decadenza. Di conseguenza, la denuncia tardiva ha fatto perdere all'acquirente il diritto di far valere la garanzia.
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Appello incidentale tardivo: quando è inefficace?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'appello incidentale tardivo. In un complesso caso nato dalla fornitura di piante da tartufo, la Corte ha stabilito che se l'appello principale è inammissibile per tardività (dovuta a un errore di notifica), anche l'appello incidentale tardivo di natura 'adesiva' perde ogni efficacia. La decisione sottolinea la necessità di rispettare i termini ordinari di impugnazione per gli appelli che non hanno natura di vero e proprio controgravame.
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Aliquota IVA agevolata: no alla retrocessione
La Cassazione chiarisce che l'aliquota IVA agevolata del 10% non si applica alla retrocessione di un immobile se il cedente non è un'impresa costruttrice, anche se la restituzione avviene per vizi del bene. La Corte ha cassato con rinvio la sentenza di merito per accertare se si trattasse di una nuova vendita o di una sostituzione del bene nell'ambito dell'originario contratto.
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Vendita aliud pro alio: quando il ricorso è inammissibile
Un'acquirente contesta la conformità urbanistica di un immobile, invocando la vendita aliud pro alio per superare i termini di prescrizione brevi. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la qualificazione del vizio come 'aliud pro alio' è un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità, specialmente in caso di 'doppia conforme'.
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Inadempimento preliminare: chi ha torto?
Un promissario acquirente ha citato in giudizio i promittenti venditori per la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita, lamentando la mancanza del certificato di abitabilità. La Corte d'Appello ha ritenuto più grave l'inadempimento dell'acquirente, che non si era presentato al rogito, legittimando il recesso dei venditori e la ritenzione della caparra. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che in caso di reciproco inadempimento preliminare, il giudice deve effettuare una valutazione comparativa delle condotte per determinare quale sia stata la causa principale della mancata conclusione del contratto.
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Sequestro preventivo quote: no alla cauzione in denaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore che chiedeva di sostituire il sequestro preventivo delle quote della sua società con una cauzione pari al loro valore nominale. La Suprema Corte ha chiarito che, se il sequestro è finalizzato alla confisca di beni societari di valore ben superiore, la sostituzione non è ammissibile perché la cauzione offerta non rappresenta un valore equivalente a quello del bene vincolato.
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Vendita forzata concordato: garanzia vizi esclusa
Una società acquirente ha citato in giudizio il fallimento di una società cedente dopo aver riscontrato gravi difetti in un complesso aziendale acquistato tramite una procedura competitiva in fase di concordato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la vendita forzata in concordato preventivo, essendo una procedura giudiziale volta a soddisfare i creditori, esclude l'applicazione della garanzia per vizi e difetti del bene venduto, secondo l'articolo 2922 del codice civile. La Corte ha chiarito che tale principio si applica anche alle vendite effettuate prima dell'omologa del concordato.
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