La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per un uomo accusato di spaccio di cocaina. L'indagato aveva contestato l'arresto, sostenendo che non ci fossero i presupposti. I giudici hanno respinto il ricorso, ritenendo concreto e attuale il pericolo di fuga. La decisione si basa su elementi specifici: la posizione irregolare dell'uomo sul territorio nazionale, l'uso di numerosi alias per nascondere la propria identità, la sua capacità di spostarsi facilmente in Italia e all'estero, e l'assenza di un lavoro stabile. Questi fattori, uniti, hanno reso la detenzione preventiva una misura necessaria per assicurare la sua presenza al processo.
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