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35 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessata materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario per cessata materia del contendere. La controversia, relativa alla misura dell'aggio di riscossione, è venuta meno a seguito di una transazione intervenuta tra il contribuente e l'Agenzia delle Entrate, che ha comportato l'annullamento integrale del debito. Di conseguenza, non sussistendo più l'oggetto della disputa, il processo è stato terminato con compensazione delle spese legali.
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Notifica PEC cartella esattoriale: quando è valida?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento ricevuta tramite posta elettronica certificata, lamentando vizi procedurali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12172/2024, ha stabilito che la notifica PEC è valida anche se presenta irregolarità formali, come l'invio di una copia per immagine anziché di un file nativo digitale. Ciò che conta è il raggiungimento dello scopo, ovvero la conoscenza dell'atto da parte del destinatario. Spetta al contribuente, in caso di contestazione, disconoscere la copia in modo specifico, indicando le esatte difformità dall'originale.
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Iscrizione ipotecaria: i motivi di ricorso rigettati
Una società contesta un'iscrizione ipotecaria per debiti fiscali, sollevando numerose eccezioni procedurali. La Corte di Cassazione rigetta integralmente il ricorso, chiarendo che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare e non un'esecuzione forzata. La sentenza stabilisce che i vizi relativi agli atti di pagamento presupposti devono essere contestati in giudizi separati e non possono essere sollevati nel procedimento di opposizione all'ipoteca, se non per omessa notifica.
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Onere della prova: risarcimento e appalto di servizi
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che negava il risarcimento a una società di servizi tributari per il mancato pagamento di una commissione. La causa è stata persa per il mancato assolvimento dell'onere della prova: la società non ha dimostrato che il suo operato avesse generato maggiori entrate per l'ente comunale. L'appello è stato inoltre dichiarato inammissibile per la genericità dei motivi e per aver tentato di rimettere in discussione l'accertamento dei fatti.
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Cram down: Escluso l’aggio dell’Agente Riscossore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24527/2024, ha chiarito i limiti di applicazione del meccanismo del cram down nel concordato preventivo. Il caso riguardava una società il cui piano di concordato era stato respinto. La Corte ha stabilito che il cram down, previsto per forzare l'approvazione del piano in presenza del dissenso dell'amministrazione finanziaria, non si estende al credito per l'aggio vantato dall'Agente della Riscossione, poiché tale credito non ha natura tributaria ma remunerativa. Di conseguenza, la mancanza della maggioranza in quella classe di creditori ha reso legittima la mancata omologazione del concordato e la successiva dichiarazione di fallimento.
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Privilegio Fondo di Garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito vantato dal gestore del Fondo di Garanzia statale, sorto in seguito al pagamento di una garanzia per un finanziamento a un'impresa poi fallita, deve essere ammesso al passivo fallimentare con privilegio. La Corte ha chiarito che, ai fini del riconoscimento del Privilegio Fondo di Garanzia, il momento rilevante è la data di liquidazione della perdita da parte del gestore, non la data di stipula del finanziamento originario. Se tale liquidazione è successiva all'entrata in vigore della normativa del 2015, il privilegio si applica. La richiesta di ammissione dei crediti per l'aggio di riscossione è stata invece respinta per motivi procedurali.
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Concorso esterno bancarotta fraudolenta: il dolo
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un soggetto accusato di concorso esterno in bancarotta fraudolenta per aver emesso fatture false. La sentenza chiarisce che, per la configurazione del dolo, non è necessaria la conoscenza dello stato di dissesto della società, ma è sufficiente la consapevolezza di contribuire all'impoverimento del patrimonio sociale a danno dei creditori.
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Peculato e confisca: quando è illecito il profitto?
L'amministratore di una società di riscossione è stato condannato per peculato per non aver riversato i tributi riscossi ai comuni. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato la sentenza, stabilendo una prescrizione per le condotte più risalenti e, soprattutto, chiarendo che il profitto da peculato soggetto a confisca deve essere calcolato al netto dei compensi legittimamente spettanti alla società. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo calcolo della confisca e della pena.
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Canone locazione rivendita tabacchi: limiti e validità
Una società che gestisce una rivendita di tabacchi in una stazione ferroviaria ha contestato la validità del proprio contratto di locazione, sostenendo che il canone richiesto superasse i limiti massimi imposti dalla legge per la vendita di generi di monopolio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo una chiara distinzione: il tetto legale sul "canone locazione rivendita tabacchi" si applica esclusivamente al corrispettivo per la concessione di vendita dei prodotti di monopolio, e non al canone per l'affitto dei locali commerciali. Di conseguenza, è legittimo pattuire un canone di locazione che includa componenti aggiuntive, come una percentuale sul fatturato dei prodotti non di monopolio (c.d. extra privativa), preservando l'autonomia contrattuale delle parti.
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Canone locazione tabaccheria: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha stabilito che il canone locazione tabaccheria situata in una stazione ferroviaria può essere liberamente determinato tra le parti. La Corte ha chiarito che il limite del 15% del reddito, previsto da una legge speciale, si applica solo al corrispettivo per la vendita di generi di monopolio e non all'intero affitto del locale commerciale, soprattutto se si vendono anche altri prodotti. Rigettata anche la richiesta di rimborso per le spese di ristrutturazione a carico del conduttore.
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Peculato per ritardo nei versamenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di peculato per ritardo nei versamenti da parte di un concessionario della riscossione tributi. La Corte ha stabilito un'importante distinzione: il semplice ritardo, soprattutto se tollerato dall'ente pubblico, non è sufficiente per configurare il reato. È necessaria la prova di una vera e propria appropriazione (interversione del possesso). Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna per i versamenti effettuati in ritardo, ma ha confermato la responsabilità per le somme mai versate, negando la possibilità di compensare il debito con crediti vantati verso il Comune.
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Interessi su rimborso aggio: La Cassazione chiarisce
Un istituto bancario ottiene un rimborso per imposte versate in eccesso. L'Agenzia Fiscale calcola gli interessi solo sulla quota del tributo, escludendo l'aggio di riscossione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12913/2025, ha stabilito che gli interessi su rimborso aggio sono dovuti, in quanto l'aggio, pur non essendo un tributo, ha una natura "funzionalmente tributaria" e deve essere incluso nel calcolo per garantire il pieno ripristino patrimoniale del contribuente.
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Onere della prova nel fallimento: il caso del mandato
Una società del servizio idrico ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società di riscossione per somme incassate e non riversate. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che l'onere della prova del creditore si esaurisce nel dimostrare l'avvenuta riscossione. Spetta invece alla curatela fallimentare provare l'esistenza di un controcredito, come i compensi per il servizio, da portare in compensazione. La sentenza chiarisce un principio fondamentale sull'onere della prova nei rapporti di mandato interrotti da fallimento.
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Intimazione di pagamento: quando è legittima? Analisi
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per oltre 1,6 milioni di euro, sollevando questioni sulla rappresentanza legale dell'Agenzia delle Entrate, sulla prescrizione, sulla validità della notifica PEC e sulla mancata allegazione degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso, confermando la piena legittimità dell'intimazione di pagamento e chiarendo importanti principi procedurali in materia di riscossione.
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Legittimazione passiva: chi citare in giudizio?
Un contribuente si oppone a un'intimazione di pagamento per prescrizione dei crediti, citando in giudizio solo l'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione, applicando il principio della legittimazione passiva, accoglie il ricorso dell'Agente, stabilendo che l'azione doveva essere intentata contro l'ente creditore (in questo caso l'INPS), unico titolare del diritto. Di conseguenza, l'opposizione del contribuente viene respinta.
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