La Corte di Cassazione ha stabilito che il tempo trascorso in regime di obbligo di dimora, anche se aggravato dalla prescrizione di rimanere in casa per otto ore al giorno, non può essere computato come periodo di detenzione presofferta. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso di un imputato, sottolineando la natura intrinsecamente diversa e meno afflittiva di tale misura rispetto agli arresti domiciliari, confermando che le restrizioni aggiuntive, se giustificate da esigenze cautelari, non ne alterano la sostanza.
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