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Actio Iudicati

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106 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione crediti tributari: differenze e termini
Con l'ordinanza n. 18485/2025, la Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione crediti tributari, stabilendo una netta distinzione. Se il tributo erariale, una volta divenuta definitiva la cartella, si prescrive in dieci anni, lo stesso non vale per sanzioni e interessi. Per queste voci accessorie, il termine di prescrizione è quinquennale. La Corte ha inoltre confermato che la sospensione dei termini prevista dalla L. 147/2013 opera automaticamente per tutti i carichi affidati alla riscossione entro il 31 ottobre 2013, indipendentemente dall'adesione del contribuente alla definizione agevolata.
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Prescrizione crediti tributari: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di prescrizione crediti tributari, respingendo il ricorso dell'Agente della Riscossione. L'ordinanza stabilisce che, contrariamente alla richiesta di un termine decennale unificato, gli interessi e le sanzioni seguono termini di prescrizione autonomi e quinquennali. La Corte ha chiarito che l'obbligazione per interessi acquista una propria autonomia e si prescrive in cinque anni, così come le sanzioni, in base a una specifica norma di legge, a meno che non derivino da una sentenza passata in giudicato.
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Prescrizione sanzioni tributarie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19059/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la prescrizione per sanzioni tributarie e per gli interessi sui tributi erariali è quinquennale e non decennale. La Corte ha ribadito che gli interessi maturano in modo autonomo rispetto al debito principale e sono soggetti alla prescrizione di cinque anni. Allo stesso modo, le sanzioni si prescrivono in cinque anni, come previsto dalla normativa specifica, a meno che non derivino da una sentenza passata in giudicato, unico caso in cui si applicherebbe il termine decennale.
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Cessione ramo d’azienda: debiti fiscali e responsabilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la società acquirente in una cessione di ramo d'azienda è solidalmente responsabile per i debiti fiscali della società cedente, anche se accertati dopo il trasferimento. La sentenza chiarisce che se l'acquirente non richiede il certificato dei carichi pendenti all'Amministrazione Finanziaria, la sua responsabilità si estende ai debiti sorti nell'anno della cessione e nei due precedenti, anche se non ancora formalizzati. Viene inoltre confermato che, una volta che il debito è sancito da una sentenza definitiva, il termine per la riscossione è quello decennale ordinario e non i più brevi termini di decadenza fiscale.
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Prescrizione decennale crediti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione decennale dei crediti si applica anche quando una precedente opposizione del debitore sia stata respinta con una sentenza di inammissibilità per tardività. Tale pronuncia, sebbene di rito, acquisisce forza di giudicato e trasforma il termine di prescrizione da quinquennale a decennale. Una società aveva contestato una comunicazione di ipoteca da parte di un ente previdenziale, sostenendo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente, affermando che le precedenti sentenze di inammissibilità avevano 'cristallizzato' il credito, rendendolo soggetto alla prescrizione decennale.
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Insinuazione al passivo: basta l’estratto di ruolo
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. U, n. 34751 del 10/11/2021, la Corte ha risolto un contrasto sull'insinuazione al passivo dei crediti tributari e previdenziali. Si è stabilito che per ammettere il credito non è necessaria la notifica dell'avviso di accertamento esecutivo o dell'avviso di addebito, essendo sufficiente la produzione dell'estratto di ruolo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti previdenziali resta quinquennale anche se la cartella non è stata opposta.
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