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Acquisto Per Usucapione

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Acquisto per usucapione escluso tra preliminare e rinuncia
Gli eredi di un privato chiedevano l'accertamento dell'acquisto per usucapione di un fabbricato con terreno. L'immobile era stato consegnato al loro dante causa nel 1977 in virtù di una scrittura privata preliminare. Successivamente, nel 1985, il soggetto era intervenuto in un nuovo accordo dichiarando di aver ricevuto la restituzione dell'acconto versato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della società proprietaria formale. I giudici hanno chiarito che la consegna anticipata di un bene in forza di un preliminare costituisce semplice detenzione qualificata e non possesso utile per usucapire. Inoltre, l'intervento attivo dell'occupante in accordi successivi può integrare un riconoscimento espresso del diritto altrui, evento che interrompe qualsiasi pretesa possessoria.
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Asta o acquisto per usucapione: chi vince sul terreno
Una società acquista un terreno all'asta giudiziaria tramite regolare decreto di trasferimento emesso dal tribunale. Un privato rivendica però la proprietà dello stesso bene, sostenendo di averlo posseduto in modo continuo per il tempo necessario a maturare l'acquisto per usucapione. La società ricorre in Cassazione affermando che la vendita forzata prevale sul possesso prolungato del terzo non trascritto tempestivamente nei registri immobiliari. La Suprema Corte respinge le tesi della società acquirente e dichiara inammissibile il ricorso. I giudici ribadiscono che l'acquisto a titolo originario cancella i diritti derivativi, compresi quelli ottenuti mediante asta giudiziaria. L'occupante storico mantiene quindi la piena proprietà del fondo.
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Acquisto per usucapione negato: il terreno torna alla società
Il Privato ha citato in giudizio La Società per ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione di un terreno agricolo. La Società ha resistito chiedendo la restituzione del bene e il risarcimento per occupazione abusiva. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda del Privato, rilevando che una precedente sentenza definitiva del 2008 aveva trasferito la proprietà del terreno al dante causa della Società, interrompendo così il possesso ventennale necessario. Di conseguenza, ha condannato il Privato a restituire il terreno e a pagare un indennizzo mensile. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del Privato. I giudici hanno chiarito che l'occupazione senza titolo impedisce il godimento del bene al proprietario, configurando un danno risarcibile calcolato sul valore locatizio del terreno.
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Acquisto per usucapione batte il rogito notarile trascritto
Un'azienda acquista un terreno con regolare atto notarile trascritto. Successivamente, un soggetto terzo notifica all'azienda una sentenza che accerta il suo acquisto per usucapione sullo stesso terreno, ottenuta in una causa contro il precedente proprietario. L'azienda avvia una causa per far valere il proprio atto d'acquisto, ritenendolo prevalente perché trascritto prima della sentenza di usucapione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'azienda. I giudici chiariscono che l'acquisto per usucapione, essendo a titolo originario, prevale sempre sull'acquisto a titolo derivativo (come la compravendita), anche se quest'ultimo è stato trascritto per primo nei registri immobiliari. L'azienda perde la proprietà del terreno e deve pagare le spese processuali.
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Acquisto per usucapione: i lavori fermano il possesso
Un cittadino ha chiesto l'acquisto per usucapione di un locale adibito a officina situato in un antico castello. L'Ente Pubblico, proprietario dell'intero complesso, aveva eseguito importanti lavori di ristrutturazione montando impalcature anche davanti all'officina, senza ricevere contestazioni. I giudici di merito hanno rigettato la domanda per mancanza di prova del possesso esclusivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del cittadino. La Corte ha chiarito che non è possibile chiedere un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità e che l'inerzia del cittadino di fronte ai lavori dell'ente smentisce l'intenzione di comportarsi come proprietario esclusivo. Il cittadino perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali aggiuntive.
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Acquisto per usucapione: possesso reale o semplice detenzione?
Un cittadino ha citato in giudizio il proprietario di un fabbricato rurale per ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione dell'immobile, adibito a propria abitazione. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno rigettato la domanda per mancanza di prove sul possesso effettivo, ritenendo il richiedente un mero detentore. Gli eredi del richiedente hanno proposto ricorso in Cassazione, contestando la valutazione delle testimonianze. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale poiché mirava a una inammissibile rivalutazione dei fatti di causa, già ampiamente analizzati nei gradi precedenti. Anche il ricorso incidentale sulle spese è stato dichiarato inammissibile. Di conseguenza, viene confermato il rigetto della domanda di acquisto per usucapione e le spese del giudizio di legittimità sono state compensate tra le parti.
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Acquisto per usucapione: coltivare un terreno non basta
Un gruppo di cittadini, definiti come I Coltivatori, ha richiesto l'accertamento dell'acquisto per usucapione di un terreno che sostenevano di aver coltivato e diviso in lotti per oltre vent'anni. I Proprietari del terreno si sono opposti, sostenendo che si trattasse di semplici sconfinamenti tollerati. La Corte d'Appello ha respinto la domanda dei Coltivatori per mancanza di prove certe sul possesso esclusivo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, sebbene il pagamento delle tasse o la denuncia di successione da parte dei proprietari non interrompano l'usucapione, la richiesta dei Coltivatori fallisce comunque perché non hanno dimostrato il possesso continuo e indisturbato del bene. Di conseguenza, i Coltivatori perdono la causa e devono pagare le spese legali.
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Acquisto per usucapione: grotta contesa e prove assenti
Un comproprietario ha agito in giudizio per far accertare la comproprietà di un'area cortilizia e la proprietà esclusiva di una grotta. Il vicino ha rivendicato la proprietà esclusiva degli stessi beni per titoli e per acquisto per usucapione. I giudici di merito hanno accolto la domanda del primo, rilevando che negli atti d'acquisto del vicino non vi era alcun riferimento alla grotta e che l'area cortilizia era in uso comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del vicino, confermando che l'acquisto per usucapione richiede prove concrete del possesso esclusivo e che l'unione dei possessi non opera in mancanza di un titolo d'acquisto idoneo che identifichi chiaramente il bene contestato.
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