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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Donazione nulla se la moglie usucapisce: la firma non è rinuncia
Una moglie aveva acquisito per usucapione la metà di un terreno di proprietà del marito. Anni dopo, il marito dona l'intero terreno al figlio e la moglie partecipa all'atto notarile, dichiarando che il bene era personale del marito. Il figlio sosteneva che questa dichiarazione fosse una rinuncia all'usucapione. La Corte di Cassazione ha stabilito il contrario: la **rinuncia all'usucapione** non si presume e deve essere inequivocabile. La dichiarazione della moglie riguardava solo il titolo di acquisto del marito, non il possesso da lei esercitato. Di conseguenza, la donazione è stata confermata parzialmente nulla, perché il marito ha donato una quota di cui non era più proprietario.
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Usucapione nel fallimento: il possesso vince sui creditori
Un soggetto chiedeva di essere riconosciuto proprietario di alcuni immobili, finiti nel patrimonio di un'azienda poi fallita, per averli posseduti per oltre vent'anni. La sua richiesta era stata respinta perché, secondo i giudici precedenti, non era possibile far valere l'usucapione all'interno di una procedura fallimentare senza un titolo già trascritto. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: la domanda di **usucapione nel fallimento** è pienamente ammissibile. L'usucapione, infatti, è un acquisto a titolo originario basato su un fatto (il possesso nel tempo) e può essere fatto valere contro il curatore fallimentare anche se non esiste un atto scritto precedente al fallimento. Di conseguenza, il richiedente ha vinto e il caso tornerà in tribunale per essere riesaminato secondo questo nuovo principio.
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Confisca di prevenzione e locazione: il contratto è nullo.
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un immobile affittato da un privato nonostante fosse già stato oggetto di una confisca definitiva. I conduttori, scoperta la situazione, avevano sospeso il pagamento dei canoni, venendo però condannati nei gradi di merito al risarcimento per occupazione abusiva. La Suprema Corte ha chiarito che il binomio confisca di prevenzione e locazione è giuridicamente impossibile: lo Stato acquista il bene a titolo originario, determinando lo scioglimento automatico di ogni contratto di godimento. Il contratto di locazione è dunque nullo per illiceità dell'oggetto. Inoltre, la responsabilità dei conduttori non può essere presunta sulla base della semplice risonanza pubblica del caso, richiedendo prove rigorose della loro effettiva consapevolezza.
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Immobile Abusivo: Niente IMU dopo l’Acquisizione al Patrimonio Comunale
Una società si oppone a un avviso di accertamento IMU sostenendo di non essere più proprietaria degli immobili. Anni prima, infatti, il Comune ne aveva ordinato la demolizione per abusivismo. La mancata demolizione entro 90 giorni aveva causato, per legge, l'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo un principio chiaro: quando scatta l'acquisizione gratuita al patrimonio del Comune, il precedente proprietario perde il possesso, che è il presupposto per il pagamento dell'IMU. Di conseguenza, l'imposta non è più dovuta per i periodi successivi a tale acquisizione automatica.
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Letto fiume abbandonato: la prova in giudizio
La Corte di Cassazione chiarisce la natura della prova necessaria per rivendicare la proprietà di un letto fiume abbandonato. A differenza di quanto stabilito dalla Corte d'Appello, non è richiesta la 'probatio diabolica', trattandosi di un acquisto a titolo originario per accessione. È sufficiente dimostrare i presupposti previsti dall'art. 946 c.c. (versione ante 1994), ovvero l'abbandono del letto da parte del fiume e la proprietà del fondo rivierasco.
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Danno da occupazione illegittima: la Cassazione conferma
I nuovi proprietari di appartamenti in un condominio hanno citato in giudizio l'erede del precedente proprietario terriero per l'occupazione abusiva di terreni adiacenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la procedura di esproprio aveva validamente trasferito la proprietà e che il danno da occupazione illegittima è presunto. Ha inoltre affermato la responsabilità solidale dell'erede, anche per il periodo in cui l'occupazione è stata materialmente condotta da una società terza.
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Ipoteca su immobile abusivo: la Cassazione dubita
Una società creditrice deteneva un'ipoteca su un terreno. Successivamente, i debitori vi hanno costruito un edificio abusivo, portando all'acquisizione gratuita del bene da parte del Comune. I tribunali di merito hanno ritenuto che tale acquisizione estinguesse l'ipoteca. Le Sezioni Unite della Cassazione, tuttavia, hanno sospeso il giudizio, sollevando una questione di legittimità costituzionale. Il dubbio riguarda la compatibilità di una norma che cancella la garanzia di un creditore incolpevole, senza indennizzo, con i principi di ragionevolezza, del diritto di azione e della tutela della proprietà, con particolare riferimento all'ipoteca su immobile abusivo. La parola passa ora alla Corte Costituzionale.
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Rinuncia abdicativa: lecita per la Cassazione?
Con una decisione di fondamentale importanza, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito la piena ammissibilità della rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare. La sentenza chiarisce che tale atto è un negozio unilaterale e non recettizio, espressione del diritto del proprietario di disporre del proprio bene. Di conseguenza, l'immobile rinunciato viene acquisito a titolo originario dallo Stato, senza che quest'ultimo possa rifiutare. La Corte ha escluso la possibilità per il giudice di sindacare la validità dell'atto sulla base di un presunto "fine egoistico", come quello di liberarsi di beni onerosi o pericolosi, precisando però che il rinunciante resta responsabile per le obbligazioni e i danni sorti prima della rinuncia.
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Cancellazione ipoteca su beni confiscati: l’ex proprietario non ha diritto di ricorrere
L'ex proprietario di un immobile confiscato ha proposto ricorso contro l'ordinanza che disponeva la cancellazione di un'ipoteca iscritta sul bene dopo il sequestro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di legittimazione. La decisione sulla cancellazione ipoteca su beni confiscati si fonda sul principio che lo Stato acquisisce la proprietà a titolo originario, libera da oneri successivi al sequestro, e l'ex proprietario non ha più un interesse giuridicamente tutelato da far valere.
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Carenza di interesse: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile, per carenza di interesse, l'appello di due soggetti terzi contro la revoca di un sequestro preventivo. La decisione si fonda sul fatto che i beni immobili in questione erano già stati oggetto di una confisca di prevenzione divenuta irrevocabile, trasferendone la proprietà allo Stato. Pertanto, gli appellanti non avevano più alcun diritto alla restituzione dei beni, rendendo la loro impugnazione priva di interesse giuridicamente rilevante.
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Acquisto a titolo originario: espropriazione e prova
Un erede ha agito in rivendica per un terreno, ma la sua domanda è stata respinta per mancanza di prova della proprietà. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'acquisto del bene a seguito di espropriazione per pubblica utilità costituisce un acquisto a titolo originario, prova sufficiente a soddisfare l'onere probatorio richiesto dall'art. 948 c.c.
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Usucapione di un immobile: come funziona?
Due comproprietarie hanno ottenuto dal Tribunale il riconoscimento dell'usucapione di un immobile, dimostrando un possesso continuato per oltre vent'anni. La decisione è stata favorita dalla mancata costituzione in giudizio dei convenuti. Il giudice ha accolto la domanda, dichiarando l'acquisto della piena proprietà per le attrici.
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