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Acquisizione Sanante

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132 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Acquisizione sanante: come calcolare l’indennizzo
In un caso di esproprio tramite acquisizione sanante, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennizzo dovuto ai proprietari deve tener conto non solo del valore del terreno espropriato, ma anche del deprezzamento della proprietà residua. Tale deprezzamento va calcolato in base alla perdita di un potenziale utilizzo oggettivo (come quello agrituristico), a prescindere dalla dimostrazione di una concreta intenzione dei proprietari di sfruttarlo. La Corte ha cassato la decisione precedente che si era basata solo sul valore agricolo del terreno.
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Acquisizione sanante: accettazione è irrevocabile?
Una società accetta l'indennizzo offerto dalla Pubblica Amministrazione per un'occupazione illegittima tramite "acquisizione sanante". Successivamente, scopre gravi errori nel calcolo e impugna l'importo. La Corte d'Appello ritiene l'impugnazione inammissibile, considerando l'accettazione irrevocabile. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ritiene la questione nuova e di massima importanza, rinviando la causa a pubblica udienza per decidere se le norme sull'irrevocabilità dell'accettazione, previste per l'esproprio ordinario, si applichino anche al caso speciale dell'acquisizione sanante.
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Vincolo espropriativo: quando inizia a decorrere?
Una proprietaria immobiliare ha contestato l'indennità di esproprio ricevuta da un Comune, sostenendo che il vincolo espropriativo sul suo terreno fosse scaduto, rendendolo una "zona bianca" di maggior valore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la durata quinquennale del vincolo espropriativo decorre dalla data di pubblicazione del piano urbanistico sul Bollettino Ufficiale Regionale (B.U.R.), e non dalla precedente data di approvazione. Poiché nel caso di specie la dichiarazione di pubblica utilità era intervenuta entro questo termine, il vincolo era pienamente valido e il calcolo dell'indennità effettuato dalla Corte d'Appello è stato confermato.
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Indennizzo acquisizione sanante: i limiti del ricorso
Un Ente Locale ricorre in Cassazione ritenendo eccessivo l'indennizzo per acquisizione sanante determinato dalla Corte d'Appello per un terreno illegittimamente occupato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che le critiche alla valutazione del perito tecnico riguardano il merito della causa e non sono riesaminabili in sede di legittimità, che decide solo su questioni di diritto. Viene così confermato l'indennizzo liquidato ai privati proprietari.
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Acquisizione sanante: come si calcola l’indennizzo
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo dell'indennizzo dovuto per l'acquisizione sanante di un terreno. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che dal computo va escluso il valore dell'opera pubblica realizzata, ma deve essere inclusa la diminuzione di valore della porzione di proprietà residua del privato. Il caso riguardava un terreno occupato da un Comune per la costruzione di un impianto di depurazione, la cui procedura di esproprio non era mai stata completata.
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Indennizzo espropriazione: esclusa opera pubblica
Un comune, dopo aver occupato un terreno e costruito un'opera pubblica, lo ha acquisito con un provvedimento tardivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennizzo per espropriazione non deve includere il valore dell'opera costruita dall'ente pubblico. Inoltre, la valutazione del terreno deve distinguere con precisione tra le aree edificabili e quelle non edificabili secondo il piano urbanistico, annullando la decisione precedente che aveva erroneamente sommato i valori e considerato l'intera area come edificabile.
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Metodo sintetico-comparativo: Cassazione annulla stima
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che determinava l'indennità di esproprio per un terreno su cui era stata costruita un'isola ecologica. Il motivo della cassazione risiede nell'errata applicazione del metodo sintetico-comparativo, in quanto la valutazione si basava sul confronto tra il terreno espropriato, a destinazione industriale, e altri terreni non omogenei per caratteristiche e ubicazione, senza fornire una motivazione adeguata. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova e corretta valutazione.
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Acquisizione sanante termine: la Cassazione chiarisce
Un proprietario ha contestato l'indennità per un'acquisizione sanante del suo terreno da parte di un Comune. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'acquisizione sanante termine per l'impugnazione dell'indennizzo non è il termine di decadenza di 30 giorni, ma quello ordinario di prescrizione di dieci anni. La Corte ha cassato la precedente decisione di inammissibilità e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello.
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Verbale d’immissione in possesso: prova essenziale
Un proprietario ha richiesto un'indennità per l'occupazione d'urgenza di un suo terreno da parte di un Comune per finalità emergenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice emissione di un decreto di occupazione non è sufficiente a provare l'effettiva perdita del possesso. È indispensabile produrre in giudizio il verbale d'immissione in possesso, un atto formale richiesto ad substantiam (cioè per la validità stessa della procedura), che non può essere sostituito da prove testimoniali o presuntive.
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Acquisizione sanante: come si calcola l’indennità?
La Cassazione ha confermato la decisione di merito sul calcolo dell'indennità per un'acquisizione sanante. Il valore venale del terreno deve considerare i vincoli urbanistici e paesaggistici esistenti al momento dell'ablazione, escludendo la potenziale redditività derivante dall'uso pubblico successivo, se tale uso non era consentito al privato.
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Acquisizione sanante: come si calcola l’indennizzo
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'indennizzo in caso di acquisizione sanante di un terreno. L'ordinanza stabilisce che la valutazione deve basarsi sul valore venale del bene al momento del decreto di acquisizione, considerando l'uso effettivo e non le potenzialità future. Il ricorso dei proprietari, che lamentavano una stima troppo bassa per un terreno potenzialmente destinato a vigneto, è stato dichiarato inammissibile perché le censure non affrontavano la ratio decidendi della sentenza d'appello.
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Indennità di esproprio: valore e vincoli paesaggistici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i criteri per il calcolo dell'indennità di esproprio in caso di 'acquisizione sanante' di un terreno privato da parte di un ente pubblico. Il caso riguardava un'area soggetta a vincoli paesaggistici, trasformata in parcheggio a pagamento dal Comune. La Corte ha stabilito che la valutazione del bene deve basarsi sul suo valore venale, tenendo conto delle possibilità di sfruttamento economico legali che aveva il proprietario privato, e non sulla redditività generata dall'uso pubblico successivo all'occupazione illegittima. È stato quindi confermato il rigetto della richiesta di un'indennità maggiore basata sui profitti del parcheggio, poiché il privato non avrebbe potuto realizzare tale opera a causa dei vincoli urbanistici.
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