LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Accordo Sindacale

Pagina 2 di 3

43 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concorso pubblico e stabilizzazione forestali
Un lavoratore forestale ha agito contro un ente pubblico per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato basandosi su un accordo sindacale di stabilizzazione. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, stabilendo che il concorso pubblico è il requisito imprescindibile per l'accesso al pubblico impiego. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che gli accordi sindacali non possono derogare all'obbligo costituzionale di selezione concorsuale, né il lavoratore può invocare l'esecuzione in forma specifica del contratto non concluso.
Continua »
Accordo sindacale: stop ai blocchi sulle promozioni
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una lavoratrice che, dopo aver superato un tirocinio previsto da un **accordo sindacale**, si era vista negare il passaggio al IV livello professionale. L'azienda sosteneva che la promozione fosse subordinata al rilascio di una procura tecnica, mai emessa dal datore stesso. La Suprema Corte ha stabilito che il datore di lavoro non può invocare il proprio inadempimento per impedire il perfezionamento di un diritto del dipendente, cassando la sentenza d'appello che aveva dato ragione all'azienda.
Continua »
Accordo sindacale: vincolante dopo cessione d’azienda
Una lavoratrice, licenziata dalla nuova società subentrata dopo un trasferimento d'azienda, impugna il recesso. La società datrice di lavoro invoca un accordo sindacale precedente, accettato dalla dipendente, che predeterminava le conseguenze di un licenziamento illegittimo. La Corte di Cassazione stabilisce che l'accordo sindacale è pienamente valido ed efficace anche nei confronti del nuovo datore di lavoro, in virtù della continuità del rapporto di lavoro prevista dall'art. 2112 c.c. Di conseguenza, la sentenza d'appello viene annullata con rinvio per una nuova valutazione del caso alla luce dei patti sottoscritti.
Continua »
Accordo sindacale: vincola il nuovo datore di lavoro?
Una lavoratrice impugna il licenziamento dopo un trasferimento d'azienda. L'azienda invoca un precedente accordo sindacale, che i giudici di merito ritengono non applicabile. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che in caso di trasferimento d'azienda, il nuovo datore è vincolato dall'accordo sindacale precedente, soprattutto se il lavoratore lo ha esplicitamente accettato. La causa è rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Accordo sindacale: il dissenso lo rende inefficace
Un lavoratore ha contestato un nuovo accordo sindacale aziendale che, a seguito di una fusione, peggiorava le sue condizioni economiche. Essendo iscritto a un sindacato non firmatario, il lavoratore aveva espresso il proprio dissenso. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che un accordo sindacale peggiorativo non si applica al lavoratore dissenziente. La Corte ha inoltre escluso che l'intesa potesse qualificarsi come "accordo di prossimità", che le avrebbe conferito un'efficacia generalizzata.
Continua »
Procedura CIGS: illegittima senza comunicazione e criteri
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura CIGS in deroga è illegittima se manca la comunicazione di avvio e la specificazione dei criteri di scelta dei lavoratori da sospendere. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto sanabile il vizio procedurale da un successivo comportamento unilaterale del datore di lavoro. Secondo i giudici, tali requisiti formali sono indispensabili per garantire il corretto confronto sindacale e la trasparenza delle decisioni aziendali, e la loro assenza non può essere sanata retroattivamente.
Continua »
Cessione ramo d’azienda: la tutela dei lavoratori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12297/2024, ha stabilito che nella cessione ramo d'azienda da un'impresa in amministrazione straordinaria, la tutela dei lavoratori ex art. 2112 c.c. prevale se l'operazione mira alla continuazione dell'attività e non alla liquidazione. Un accordo sindacale che esclude un dirigente dal trasferimento è stato ritenuto nullo, confermando il suo diritto alla riammissione in servizio e al risarcimento.
Continua »
Accordo sindacale: mancato colloquio e assunzione
Un lavoratore non è stato assunto dalla nuova azienda dopo un trasferimento d'impresa, nonostante un accordo sindacale prevedesse colloqui di selezione. La Cassazione ha stabilito che omettere il colloquio non garantisce un diritto automatico all'assunzione, ma configura una 'perdita di chance'. Il diritto al risarcimento dipende dal quadro giuridico che regola il trasferimento (crisi o liquidazione). Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
Continua »
Accordo sindacale esodo: la guida alla validità
Un lavoratore ha impugnato un accordo sindacale esodo, sostenendo la sua inefficacia per il mancato raggiungimento del quorum di adesioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per il calcolo del quorum si deve considerare il piano di esodo nella sua interezza, comprese le diverse fasi. Poiché il numero totale di aderenti superava la soglia richiesta, l'accordo è stato ritenuto valido e la pretesa risarcitoria del lavoratore è stata rigettata.
Continua »
Accordo sindacale: quando è valido l’incentivo all’esodo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che contestava la validità di un accordo sindacale per l'esodo incentivato. La Corte ha stabilito che il quorum di adesioni necessario per l'efficacia dell'accordo doveva essere calcolato considerando l'intero piano di esodazione aziendale e non solo la singola fase a cui il lavoratore aveva aderito. Di conseguenza, il numero di aderenti era sufficiente e la risoluzione del rapporto di lavoro valida, senza diritto ad alcun risarcimento.
Continua »
Accordo sindacale: limiti all’interpretazione del giudice
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che condannava un'azienda al risarcimento danni per aver illegittimamente prolungato una riduzione dell'orario di lavoro. La riduzione era prevista da un accordo sindacale con validità temporanea. La Corte ha stabilito che l'interpretazione di tale accordo da parte del giudice di merito non è censurabile in sede di legittimità se logica e plausibile, anche se non è l'unica possibile.
Continua »
Accordo sindacale: limiti del ricorso per cassazione
Un lavoratore ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che i tribunali di merito avevano respinto la sua richiesta di assunzione basata su un accordo sindacale stipulato in seguito a un trasferimento d'azienda. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'interpretazione di un accordo rientra nella competenza dei giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione se non per vizi logici o violazioni di legge. Il ricorso mancava inoltre del requisito di specificità, non consentendo alla Corte di valutare le presunte violazioni.
Continua »
Nullità parziale accordo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di un accordo sindacale in contrasto con norme imperative di legge è nulla, ma tale nullità non si estende automaticamente all'intero accordo. In un caso riguardante il calcolo dell'orario di lavoro, la Corte ha chiarito che si applica il meccanismo della sostituzione automatica della clausola nulla con la norma di legge. La parte che sostiene che l'accordo non sarebbe stato concluso senza quella clausola ha l'onere di provarlo. La sentenza di merito, che aveva dichiarato inammissibile la domanda dei lavoratori basandosi sul principio di inscindibilità, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Accordo sindacale: può modificare i superminimi?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla validità di un accordo sindacale che introduceva nuovi elementi retributivi, condizionandone la percezione alla rinuncia da parte dei lavoratori al proprio superminimo individuale. I giudici hanno respinto il ricorso dei dipendenti, stabilendo che l'accordo è legittimo in quanto non modifica unilateralmente il contratto individuale, ma offre al lavoratore una scelta tra il mantenimento del vecchio trattamento e l'accesso ai nuovi benefici collettivi.
Continua »
Accordo sindacale: legittima la scelta sul superminimo
Un dipendente di un'azienda di trasporto pubblico ha contestato un accordo sindacale che subordinava l'accesso a nuove voci retributive alla rinuncia al proprio superminimo individuale. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando la legittimità della scelta offerta al lavoratore, in quanto l'accordo ha operato una riorganizzazione dei trattamenti accessori collettivi senza intaccare unilateralmente il diritto individuale.
Continua »
Anzianità di servizio: illegittimo escludere i termini
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8706/2025, ha dichiarato illegittimo il trasferimento di un lavoratore basato su un accordo sindacale che, nel calcolare l'anzianità di servizio, escludeva i periodi di lavoro svolti con contratto a termine. Tale criterio è stato ritenuto discriminatorio e contrario alla direttiva europea 1999/70/CE, poiché penalizza ingiustificatamente i lavoratori a tempo determinato rispetto a quelli assunti a tempo indeterminato. La Corte ha confermato la decisione di merito che ordinava la riassegnazione del dipendente alla sua sede originaria.
Continua »
Onere prova trasferimento: accordo sindacale non esonera
Un lavoratore, riammesso in servizio dopo l'annullamento di un contratto a termine, veniva trasferito in un'altra regione in base a un accordo sindacale. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accordo collettivo non è sufficiente a giustificare il trasferimento e non esonera il datore di lavoro dall'onere della prova trasferimento, ovvero dal dimostrare le concrete e specifiche ragioni tecniche, organizzative e produttive richieste dalla legge. La sentenza d'appello, che aveva validato il trasferimento basandosi solo sull'accordo, è stata annullata con rinvio.
Continua »
Inquadramento lavoratore pubblico: la Cassazione decide
Un lavoratore pubblico, dopo il trasferimento a un nuovo ente, ha richiesto un superiore inquadramento lavoratore pubblico basato su un accordo sindacale stipulato con il precedente datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che un atto di inquadramento è inefficace se adottato dal precedente datore di lavoro quando il rapporto di lavoro è già cessato. La titolarità del rapporto al momento dell'atto è risultata decisiva, indipendentemente dall'efficacia retroattiva dell'accordo sindacale. La Corte ha anche escluso un'automatica equivalenza tra le mansioni previste dai diversi contratti collettivi.
Continua »
Trasferimento azienda: la tutela del lavoratore escluso
La Corte di Cassazione conferma il diritto all'assunzione di un lavoratore escluso da un accordo sindacale in un'operazione di trasferimento azienda. Poiché l'attività d'impresa proseguiva e non era cessata, la Corte ha ritenuto inapplicabile la deroga che permette il mancato assorbimento di parte del personale, riaffermando la tutela prevista dall'art. 2112 c.c. anche per le aziende in amministrazione straordinaria.
Continua »
Estinzione processo cassazione: guida alla rinuncia
Una società di servizi aveva impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che la condannava a pagare un elemento retributivo a un gruppo di lavoratori. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo sindacale e la società ha rinunciato al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione processo cassazione. La decisione chiarisce che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato e non vi è condanna alle spese se la controparte non si è costituita.
Continua »