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Accettazione Eredità

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accettazione eredità: termine e perdita del diritto
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato la perdita del diritto all'accettazione eredità per alcuni chiamati che non hanno manifestato la propria volontà entro il termine fissato dal giudice. Il caso è stato promosso da una società creditrice che necessitava di accertare i reali eredi per la rettifica dei dati catastali immobiliari.
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Accettazione eredità: i termini per i figli naturali
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di riconoscimento giudiziale della paternità avvenuto dopo la morte del genitore, il termine decennale per l'**accettazione eredità** non decorre dall'apertura della successione, ma dal passaggio in giudicato della sentenza di riconoscimento. La vicenda riguardava gli eredi di un promissario acquirente che contestavano la legittimazione della figlia del venditore a riscuotere il saldo del prezzo, sostenendo che la stessa avesse accettato l'eredità oltre i dieci anni dal decesso del padre. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che prima del riconoscimento dello status di figlio è giuridicamente impossibile compiere atti di accettazione, rendendo quindi inoperante il termine di prescrizione ordinario.
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Accettazione eredità: la sentenza come titolo
Il Tribunale di Palermo ha accolto la domanda di una società creditrice volta ad accertare la qualità di eredi di diversi soggetti. La sentenza è stata emessa per sopperire alla mancata trascrizione dell'accettazione eredità da parte dei successori, passaggio necessario per consentire alla banca di procedere con l'esecuzione forzata sull'immobile ipotecato. Il giudice ha riconosciuto che le prove documentali e la condotta dei convenuti integravano gli estremi dell'accettazione, ordinando la trascrizione del provvedimento.
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Accettazione eredità: possesso e presunzioni legali
La Corte di Cassazione ha confermato che la ripetuta presenza del chiamato all'eredità presso un immobile ereditario, dove riceve personalmente atti e raccomandate, costituisce una presunzione grave, precisa e concordante del possesso del bene. Tale possesso, se non seguito dalla redazione dell'inventario nei termini di legge, comporta l'accettazione eredità pura e semplice, ai sensi dell'art. 485 c.c. La sentenza chiarisce che il possesso rilevante non richiede l'esercizio di veri e propri diritti di proprietà, ma una mera relazione materiale con la cosa.
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Accettazione eredità: termine fissato dal Giudice
Un soggetto interessato ha chiesto al Tribunale di fissare un termine per l'accettazione eredità da parte di un chiamato. Il Giudice, ai sensi dell'art. 481 c.c., ha concesso un termine definitivo, avvisando che la mancata dichiarazione entro tale data comporterà la perdita del diritto di accettare.
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Accettazione eredità: onere della prova sul creditore
Un contribuente ha ricevuto una richiesta di pagamento per un'imposta di registro relativa a una sentenza a carico del padre defunto. La Cassazione ha stabilito che spetta al creditore, in questo caso l'Agenzia delle Entrate, dimostrare l'avvenuta accettazione dell'eredità da parte del figlio. La mera qualità di 'chiamato all'eredità' non è sufficiente per essere ritenuti responsabili dei debiti del defunto, poiché è necessaria una specifica accettazione, anche tacita. La Corte ha quindi annullato la pretesa fiscale.
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Accettazione eredità: onere della prova e contumacia
Una società creditrice ha avviato un giudizio di divisione immobiliare contro un presunto erede, che però è rimasto contumace. I figli di quest'ultimo sono intervenuti sostenendo la mancata accettazione dell'eredità da parte del padre. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di provare l'accettazione eredità spetta a chi agisce in giudizio e che la contumacia è un comportamento processuale neutro. Ha quindi annullato l'intero procedimento anche per violazione del litisconsorzio necessario, rinviando la causa al primo grado.
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